Sun, 07 Mar 2010 15:03:00 Italiani all'estero, Stefano Andrini e Gennaro Mokbel dietro la candidatura di Di Girolamo
 Nicola Di Girolamo |
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Emergono nuove intercettazioni nel caso Di Girolamo. Sarebbe stato Stefano Andrini, 'il gemello', ormai ex amministratore dell'Ama di Roma, a sostenere con forza la candidatura del 'senatore'. Insieme a Gennaro Mokbel. A dare istruzioni a Di Girolamo su come prendere la residenza in Belgio, è Gian Luigi Ferretti. E secondo quanto si evince dalle intercettazioni, anche il sindaco di Roma potrebbe avere avuto un ruolo importante in tutta la vicenda.
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Il caso di Nicola Di Girolamo, l'ormai ex parlamentare accusato di essere arrivato a Palazzo Madama grazie ai voti della 'ndrangheta, non è ancora concluso. Non basta che Di Girolamo si sia dimesso e sia ormai dietro le sbarre: c'è da capire ancora come è stato possibile candidare nella circoscrizione estero un Di Girolamo qualsiasi.
Chi c'era dietro il senatore 'eletto' dagli italiani d'Europa? Chi ha proposto e sostenuto con forza la sua candidatura? E ancora: chi ha coperto politicamente Di Girolamo, quando la bomba scoppiò per la prima volta nel 2008, permettendogli così di restare comodamente seduto sulla sua poltrona? A quest'ultima domanda cercheremo di rispondere nei prossimi giorni. Certo è che Di Girolamo, nel gennaio 2009, fu 'salvato' in Senato da un ordine del giorno a firma di Sergio De Gregorio, senatore PdL, fra le altre cose fondatore e presidente della Fondazione Italiani nel Mondo, della quale proprio Di Girolamo è vicepresidente, insieme agli altri senatori del PdL eletti oltre confine, Juan Esteban Caselli (In Argentina lo chiamano 'Cacho' Italiani all'estero, Caselli: il senatore a "mezzo servizio" che punta alla Casa Rosada) e Basilio Giordano, e al deputato eletto nel Nord e Centro America, Amato Berardi.
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Per quanto riguarda invece i primi interrogativi, pare proprio che dietro la candidatura di Di Girolamo ci sia Stefano Andrini, un nome conosciuto per quanto riguarda l'universo degli italiani all'estero, ma anche una certa politica romana, quella di estrema destra, che più destra non si può.
Stefano Andrini, che di recente, proprio a causa della bomba esplosa, ha dovuto lasciare il suo posto di amministratore delegato dell'Ama di Roma; quello stesso Andrini che, come ha ben ricordato Rutelli intervenendo di recente in Parlamento, è stato candidato nella lista elettorale di Luigi Pallaro nel 2008, in Sud America, insieme ad Adriano Bonaspetti. Anche di questo, ItaliachiamaItalia ne aveva parlato in tempi non sospetti.
LE INTERCETTAZIONI È proprio il "gemello" - così è conosciuto Andrini in certi ambienti romani -, amico del sindaco Gianni Alemanno, a operarsi per far avere a Di Girolamo i certificati dal Comune di Roma e la falsa residenza in Belgio, pratiche indispensabili per la candidatura alle elezioni dell´aprile 2008. "Mokbel - scrive oggi Repubblica - non ha dubbi sulla collaborazione di Andrini e ne spiega il motivo a Di Girolamo: «Sapendo che facevo politica ha provato a ricontattarmi un paio di volte e ci siamo visti». «In An», continua, «hanno il terrore di Stefano perché è l´unico che gli sta a riuscì a tenere sotto controllo su Roma il campo occupato, una struttura antica del 1930 che sta alle spalle di San Giovanni e che hanno occupato tanti anni fa. Lì si sono fatti una bella struttura, campi da calcio, fanno il campionato, ma proprio bella, e c´è anche un monumento che ha fatto convergere dentro quella struttura tutti i cacacaz... pseudo di estrema destra neonazisti molto più estremisti di Forza Nuova di Roberto Fiore»".
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Secondo secondo la Repubblica, "a impartire le istruzioni a Di Girolamo su come ottenere il certificato elettorale in Belgio" sarebbe stato Gian Luigi Ferretti, altro nome che chi si occupa ogni giorno di italiani nel mondo conosce molto bene. Ci sono le intercettazioni. Ferretti parla con Di Girolamo al telefono, e gli spiega che deve andare a Bruxelles, "al consolato ti diranno che non hanno il certificato; allora loro per legge ti devono mandare un fax e c´è un fax apposta al Comune di Roma... il Comune risponde immediatamente e ti rilasciano questo perché nelle liste elettorali inviate di recente dal ministero dell´Interno tu logicamente non ci sei. Quindi sei nell´elenco suppletivo il che significa che risulti residente a Bruxelles. Dobbiamo sensibilizzare il Comune a rispondere immediatamente. Sai che poi alla fine abbiamo l´arma del... che tu ormai conosci benissimo... dell´ambasciatore".
E' sempre Andrini che si occupa di trovare la persona che metterà a disposizione di Di Girolamo l´alloggio per fargli ottenere la residenza a Etterbeek in Belgio: «Domani», dice al futuro "senatore", «quel deficiente che ha casa lì, che io non ho potuto insultà più di tanto perché poi ci serve, la casa va messa ugualmente, io te lo presento perché lui ha dato un indirizzo di casa». Insomma, per sostenere politicamente Di Girolamo, Andrini scende in campo direttamente. Si dice dispiaciuto dell´esclusione di Gianluigi Ferretti, non è soddisfatto «perché al Senato ne passa solo uno» e annuncia «qualche ulteriore intervento con Alemanno per fare riesaminare la candidatura nel corso della successiva riunione del direttivo di An». «Comunque», conclude Andrini, «se ti contattasse qualcuno della Camera questo non lo sa che sei amico di Gennaro (Mokbel), non glielo dire, poi ne parliamo con Gennaro».
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