Italiani all'estero: altre notizie
Roma - Parola d’ordine, rivedere la legge Tremaglia. Stavolta, però, senza sbavature. È il parere degli eletti all’estero nelle file del Pd, che rinfacciano al padre del voto all’estero di non aver ascoltato in passato le loro proposte. Un mancato ascolto che oggi costa caro ai parlamentari eletti dagli italiani nel mondo, certo non ben visti in Parlamento dopo il caso Di Girolamo.
Ma come è possibile che una persona dal dubbio passato, come è descritto dagli inquirenti l’ormai ex senatore Nicola Di Girolamo, sia potuto arrivare a sedersi in Senato? ItaliachiamaItalia lo ha chiesto al senatore Claudio Micheloni e al deputato Franco Narducci.
“É relativamente semplice immaginare come sia stato possibile - spiega il senatore Micheloni -, basti pensare in senso tecnico al sistema elettorale che va assolutamente modificato, come appare ormai chiaro dopo la vicenda di Di Girolamo”. “Già in fase di elaborazione della legge Tremaglia - ricorda Micheloni - avevamo proposto dei sistemi che danno maggiori garanzie e che sono già usati da decenni negli altri Paesi. In Italia, invece, si è preferito ‘reinventare l’acqua calda’".
Il mancato sistema di controlli è frutto di un calcolo?
"No, non credo", ammette Micheloni a colloquio con Italiachiamaitalia.com "È una caratteristica di noi italiani pensare che siamo i più furbi di tutti e che non c’è bisogno di prendere esempio. La furbizia, invece, a volte corrisponde alla stupidità. Adesso è importante riprendere le proposte fatte anni fa e applicarle".
Delle proposte ideate anni fa vanno bene anche oggi? Possono essere ancora applicate senza bisogno di un adattamento?
"Assolutamente sì. Vanno ancora bene, basta vederle e reinventarle nel giusto modo. Il vero problema, però, è più politico che tecnico, i politici italiani devono decidere se ritengono che la presenza dei parlamentari eletti all’estero sia una cosa importante per gli stessi italiani e non solo per i connazionali all’estero".
Al momento, non sembra che la ritengano importante, anzi…
"Proprio quello che è successo dimostra che, ora, si pensa che gli eletti all’estero siano importanti solo per chi vive fuori dai confini, mentre questo sistema di rappresentanza è copiato e invidiato dagli altri Paesi: la Francia ha addirittura cambiato la Costituzione per inserirlo. Noi, invece, riusciamo a inquinarlo come tutto quello che riguarda l’Italia. Spero che ci sia una riflessione di fondo su questa situazione".
Al di là delle speranze, ritiene realistico pensare ad un maggiore interesse da parte del parlamento verso gli italiani nel mondo?
"Io non posso sapere quello che accadrà, mi impegnerò per far passare questa riflessione e idea. Mi interessa che la politica italiana capisca quanto è importante la rappresentanza italiana al mondo, che attualmente è il vero ed unico volto buono del nostro Paese".
In Parlamento che clima si respira? Come si pongono i vostri colleghi non eletti all’estero rispetto a tutta la questione?
"Si respira un clima di antivoto all’estero. Con la scusa di rivedere i difetti tecnici alcuni nascondono, e anche male, la volontà di sopprimere questa istituzione".
NARDUCCI: 'DI GIROLAMO? HA OSCURATO BERTOLASO!' “L’unico che è riuscito a oscurare Bertolaso!”: è il primo commento dell’onorevole Franco Narducci quando sente nominare Di Girolamo. L’ironia, però, lascia posto ben presto all’attacco politico. “É gravissimo che una persona che nulla ha a che vedere con gli italiani all’estero sia arrivata a farsi eleggere”, sbotta Narducci, riportando al centro della scena quei protagonisti dimenticati, tra storie di mafia e denaro sporco: gli italiani nel mondo.
“Voglio sottolineare questo aspetto perché si parla di tutto meno che di questo - insiste Narducci -. Le comunità dei nostri connazionali hanno valori di onestà che nulla hanno a che vedere con i valori di Di Girolamo. Lui si è intrufolato barando a danno delle comunità all’estero”.
Eppure si vociferava da tempo, tra gli addetti, della sua falsa residenza…
"Lo abbiamo detto spesso in passato - ricorda Narducci a colloquio con Italiachiamaitalia.com - e ora tutti quelli che sapevano fanno finta di cadere dalle nuvole. I suoi amici che ora si prodigano per prendere le distanze devono interrogarsi sul fatto che hanno permesso l’accesso al Senato a uno che non c’entrava nulla".
Ma di chi è la colpa? Che cosa non ha funzionato?
"Il voto all’estero è stato concepito per garantire l’effettività di un diritto costituzionale. Io concordo totalmente con l’affermazione di Tremaglia, la colpa è di un sistema permeabile e aggirabile. Il progetto per il quale è nata la rappresentanza del voto all’estero era inserito in una visione eticamente più alta, quella di una grande nazione con una grande rete nel mondo, in grado di creare un sistema di emigrazione e di interrelazione e collegamenti reali con i paesi esteri".
Quale lezione ricavano gli eletti all’estero da questa storia?
"Tutto ciò, alla prova dei fatti, ha dimostrato alcune questioni. Noi ci eravamo espressi favorevolmente al voto per corrispondenza per favorire la partecipazione, ma si è visto che non funziona. Non ci sono possibilità di organizzarlo meglio, però, se la cultura rimane quella di prendere la scorciatoia e la truffa".
Quali soluzioni concrete propone?
"Va modificato il sistema elettorale. La possibilità più certa è quella dell’istituzione dei seggi presso le ambasciate o le istituzioni pubbliche".
E che cosa frena l’attuazione di questa alternativa?
"Ci sono gli scogli di Australia e Canada che non consentono di istituire seggi sul proprio territorio".
Non avete ipotizzato alternative?
"Esistono altri sistemi. Avevamo indicato che chi vuole votare come collegio all’estero eserciti l’opzione, ora chi vuole votare all’estero deve iscriversi nell’elenco elettorale. Bisogna introdurre nel sistema meccanismi di controllo maggiori, come dover indicare il numero di passaporto e dover firmare il registro elettorale. L’istituzione dei seggi è un meccanismo inoppugnabile, si può pensare di assumere delle società di securitas che sorveglino sulla legalità delle elezioni".
Barbara Laurenzi - ItaliachiamaItalia