Roma - Lo stupore è la prima sensazione che si avverte nella voce di Amato Berardi, deputato PdL eletto nella ripartizione estera del Nord e Centro America, quando si nomina il caso Di Girolamo. Stupore e ferma volontà di non macchiare l’intera classe degli eletti all’estero “per gli errori di uno”.
Onorevole Berardi, nel suo stesso partito ha fatto carriera una persona di dubbia legalità…
"Quello di Nicola Di Girolamo è un caso isolato. Siamo tutti profondamente sorpresi e stupiti per quello che è avvenuto e che, ripeto, rappresenta solo un caso isolato".
Dopo esservi stupiti, avete anche ipotizzato che ci siano state delle mancanze nel sistema di controllo che dovrebbe regolare le elezioni?
"Non conoscendo dal punto di vista tecnico il sistema non so se poteva esserci un controllo", ammette Berardi a colloquio con Italiachiamaitalia.com. Ho conosciuto Di Girolamo solo dopo le elezioni e a questa notizia sono rimasto sorpreso e scioccato".
Molti suoi colleghi parlamentari, come il senatore Pd Claudio Micheloni, rimproverano “chi sapeva e oggi fa finta di non sapere” (vedi box in questa pagina). Lei non aveva mai sentito nulla su Di Girolamo? Eppure si vociferava da tempo della sua finta residenza.
"Di questa vicenda ho saputo tutto attraverso la stampa e ne ho sentito parlare alla votazione in Aula con l’ordine ddel giorno su questo tema".
Quello che è accaduto rimette in discussione il sistema del voto all’estero?
"Ma no. Non puoi condannare tutti per gli errori di uno solo".
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Tra deputati e senatori, sono in moti a chiedere una rilettura del sistema elettorale ideato da Tremaglia. Secondo lei non c’è nulla da rivedere?
"Sì, c’è da rivedere ma in maniera blanda. Ci sono piccole modifiche da fare, nella maniera di votazione".
Ha già delle idee?
"Il voto per via elettronica o il passaporto elettronico da abbinare a una scheda, così puoi vedere chi vota e chi no".
Ancora i suoi colleghi hanno parlato di un clima poco favorevole agli eletti all’estero nel Parlamento degli ultimi giorni. Ha respirato anche lei quest’aria?
"No, è solo un’impressione ma, per fare in modo che non diventi realtà, dobbiamo ricordare che gli italiani all’estero sono una grande risorsa. A parte il ruolo degli eletti all’estero, ora il Paese ha bisogni di questi connazionali che fanno da ambasciatori per il commercio, la cultura e la lingua italiana.
Gli italiani nel mondo sono una risorsa economica?
"Nel modo più assoluto. Se l’Italia si fosse trovata nella stessa situazione della Grecia si sarebbe potuta appellare agli italiani che vivono all’estero che da sempre, con le rimesse, hanno sostenuto la patria. Il contributo dei connazionali è evidente ovunque in questo paese".
Non vede all’orizzonte l’ipotesi di una discussione sull’utilità del voto all’estero?
"Assolutamente no. È un diritto e un dovere per il cittadino che vive all’estero andare a votare. Da parte dei miei colleghi non c’è alcuna titubanza su questo punto".
Tornando ai fatti di politica interna, in questi giorni l’attenzione pubblica è catturata dal caos liste nel Pdl per le elezioni regionali del Lazio. Oggi il premier Berlusconi, in conferenza stampa, ha parlato di “colpa dei giudici, dei radicali e della sinistra sovietica”. Nel 2010 si può ancora parlare di sinistra sovietica senza essere fuori luogo?
"Su questo rispondo con un ‘no comment’. Io ero in commissione e non ho nemmeno sentito la conferenza".
Il Pdl continua ad addossare la colpa dell’accaduto sulla burocrazia e sui Radicali. Chi è responsabile della mancata consegna delle liste è una vittima o fa la vittima?
"Non posso commentare. Non conosco bene la materia, faccio il mio dovere per quanto riguarda gli eletti all’estero".
Le parole del premier, però, alimentano lo scontro politico. Che cosa ne pensa chi ci guarda dall’estero?
"Io sono del parere che lo scontro succede in tutti i paesi. La lotta ci sarà ma è interna, all’estero nemmeno la stampa ne parla".
I media stranieri non seguono la vicenda?
"Sono tornato dagli Stati Uniti due giorni fa, la stampa non ne ha parlato per niente, solo qualche quotidiano italoamericano". Gli italiani all'estero, spiega Berardi a Italiachiamaitalia.com, "sono informati ma non danno peso alla questione, vedono l’immagine dell’Italia nel suo complesso, molto positiva a livello mondiale".
Barbara Laurenzi - Italia chiama Italia