Programma
15:00 Registrazione dei partecipanti
15:20 Saluti ed apertura dei lavori:
On. Aldo Di Biagio, responsabile Italiani all’estero PDL Presentazione proposta di legge 2776/09, Temi e obiettivi
On. Franco Narducci, Vicepresidente Commissione affari esteri della Camera Presentazione proposta di legge 2776/09, Temi e obiettivi
Dr. Giovanni Abelli, giornalista - coordinatore gruppo di lavoro Infoestero
- Presentazione del numero zero televisivo per l’informazione di servizio verso le comunità all’estero
- Presentazione del numero zero televisivo per l’informazione di ritorno
- Presentazione del progetto di sito web “Infoestero”
Sono inoltre previsti interventi a commento della proposta di legge da parte di:
On. Giorgio Lainati Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
Sen. Michele Iorio Vice Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome
Cons. Elisa Grande Capo Dipartimento Informazione ed Editoria
Dr. Daniele Renzoni Direttore di Rai Internationale
Dott. Franco Siddi Presidente FNSI e della Commissione informazione e comunicazione del CGIE
Dott. Domenico De Sossi Presidente FUSIE
16:30 Dibattito : parteciperanno i Parlamentari eletti all’estero, rappresentanti delle Regioni, del CGIE, del Ministero Affari Esteri, delle Associazioni Italiani all’estero, della Rai e degli operatori stampa all’estero.
Modera Giovanni Abelli – coordinatore Gruppo di Lavoro Infoestero
EDITORIA Giornali italiani all'estero, V Congresso della Fusie dal 23 al 24 aprile. A Roma
RAITALIA Italiani all'estero e Rai, La proposta di Narducci (Pd) e Di Biagio (PdL): Un canale internazionale di informazione "da" e "per" l'estero
Obiettivi
• L’obiettivo della proposta di legge è un forte rilancio dell’informazione “da” e “per” l’estero, in grado di dar vita ad un vero canale internazionale dell’Italia. Al centro di tale processo vi è Rai International: dovrà ricevere finanziamenti dalle Regioni (finalmente coinvolte nei processi decisionali) e dalle reti nazionali RAI per la produzione di servizi sulle nostre comunità all’estero. L’idea è appunto di trasformarla da emittente per gli emigrati in vero e proprio canale internazionale, qualità che non solo sarebbe compatibile, ma anzi arricchirebbe il ruolo e compito di televisione per gli italiani all’estero.
• Si è utilizzato lo strumento legislativo per dare maggior forza e attirare maggiormente l’attenzione su interventi che in realtà possono essere attuati da subito, senza attendere l’approvazione del provvedimento;
• Il coordinamento delle Regioni dovrebbe articolarsi in due livelli: il primo livello è quello del coordinamento politico/amministrativo tra loro e tra queste e lo Stato (segnatamente il Dip. Inf. Editoria – Rai International). Successivamente ogni singola Regione, addirittura ogni singolo Assessorato potrà stipulare specifiche convenzioni con Rai International che stabiliscano il numero dei servizi da realizzare, la loro tipologia, il programma in cui inserirli e soprattutto il relativo impegno economico della Regione Lo stesso criterio, in un’interpretazione estensiva della legge, potrà ovviamente essere applicato agli altri Enti (dalle Camere di Commercio estero fino ai Ministeri del Turismo, Cultura, Commercio Estero ecc.);
• Per quanto riguarda “l’informazione di ritorno” la proposta di Legge introduce il concetto (paradossalmente “nuovo”) per cui gli italiani all’estero, nell’epoca della globalizzazione, devono essere trattati come gli altri cittadini, a prescindere dalla loro residenza. La Rai dovrà quindi inserire nei cosiddetti “programmi contenitori” servizi realizzati presso gli italiani all’estero (tutti, non solo quelli residenti nelle grandi città): tali servizi dovranno raggiungere almeno il 5% dell’intera programmazione delle reti nazionali (Rai Uno, Rai Due e Rai Tre). Gli stessi servizi, riuniti in un programma contenitore ad hoc o inseriti in programmi già esistenti, dovranno essere trasmessi anche da Rai International (per rispondere all’esigenza degli italiani all’estero di meglio conoscersi tra loro).
• L’idea di fondo è che Rai International sia il punto di riferimento non solo per le produzioni verso l’estero, ma anche di quelle da realizzarsi nei vari Paesi del mondo presso le nostre comunità: in quest’ultimo caso funzionerà da “agenzia” per le altre reti nazionali (Rai Uno, Rai Due e Rai Tre) in forza della sua specificità, della sua esperienza e dei contatti maturati con le comunità italiane all’estero;
• Per i servizi realizzati all’estero Rai International dovrebbe svolgere il ruolo di coordinamento e controllo: la loro produzione potrebbe essere demandata alle emittenti italiane all’estero che hanno strutture e giornalisti in linea con gli standard di qualità RAI. La soluzione presenterebbe il vantaggio di superare il vecchio sistema delle sovvenzioni (da sempre richieste da tali emittenti) a vantaggio di un moderno rapporto commerciale.
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