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Italiani all'estero e voto, Mantica: Sul tavolo lo stop alle preferenze e la possibilità di votare in ambasciate e consolati
Thu, 11 Mar 2010 18:00:00 Italiani all'estero e voto, Mantica: Sul tavolo lo stop alle preferenze e la possibilità di votare in ambasciate e consolati
Diverse le ipotesi finora avanzate, su cui si registra a grandi linee la volontà del governo di avviare un confronto aperto
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Il voto degli italiani all'estero, dopo gli ultimi scandali, è sotto la lente più che mai. C'è chi vuole eliminarlo del tutto, ma si tratta di una minoranza; in realtà, la politica è d'accordo in maniera trasversale sul fatto che il voto estero vada sì mantenuto, ma cambiamo e migliorato. In particolare, è da rivedere il meccanismo elettorale, che fin dal 2006 ha dimostrato quanto sia facile "imbrogliare" e portare acqua al proprio mulino, con l'inganno.
Si è sentito parlare di schede vendute e comprate, di schede stampate in maggiore quantità, di voti dispersi, di plichi elettorali mai pervenuti... Insomma, un disastro.
Ora, però, pare proprio che il governo voglia fare chiarezza una volta per tutte. Sulle proposte di revisione delle norme che regolano le elezioni nella Circoscrizione estero, “il governo è aperto alla discussione”, ha assicurato oggi il sottosegretario agli Esteri con delega agli italiani nel mondo, Alfredo Mantica, che ha tenuto un'audizione presso le commissioni Affari costituzionali ed Esteri del Senato, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla normativa per il voto all’estero.
Diverse le ipotesi finora avanzate, su cui si registra a grandi linee la volontà del governo di avviare un confronto aperto. Il tema è certamente complesso ed è strettamente legato al dibattito sulle riforme costituzionali, comprese le proposte per il superamento del bicameralismo perfetto e la riduzione del numero di Parlamentari. Sullo sfondo la riforma dei Comitati degli italiani residenti all’Estero e del Consiglio generale italiani all’estero (Cgie).
| Il senatore del Pdl, interpellato dal Velino, ha elencato una serie di punti centrali finora rilevati, a cominciare dall’eliminazione delle preferenze – con l’introduzione di liste chiuse - e dalla necessità che si proceda ad un aggiornamento puntuale e tempestivo dell’anagrafe degli italiani all’estero (Aire) per evitare il verificarsi di disagi.
MECCANISMO ELETTORALE Disagi che possono essere evitati istituendo un vero e proprio registro elettorale, “una lista elettorale che definisca meglio rispetto all’Aire dove votano i nostri connazionali all’estero”. Una proposta su cui il governo è disposto a discutere, così come quella relativa alla centralizzazione della spedizione e stampa dei certificati elettorali. “Bisognerebbe spedirli dall’Italia – osserva il sottosegretario -, un punto di debolezza è rappresentato dall’impossibilità di sapere cosa succede nelle tipografie all’estero”.
NO REFERENDUM? È in atto, poi, una riflessione sull’ipotesi di escludere dalle consultazioni referendarie i nostri connazionali all’estero, riferisce ancora Mantica, facendo notare che “molto spesso riguardano questioni attinenti a cose italiane”. Sul tavolo anche proposte per rendere più trasparente il voto per corrispondenza – e in alternativa la possibilità di esprimere la propria preferenza nei consolati e nelle ambasciate - e per un maggior riconoscimento di chi vota e di chi si candida.
Sui tempi di completamento dell’iter, il sottosegretario preferisce non sbilanciarsi, auspicando che si riesca a procedere alla revisione delle regole entro giugno 2012, prima delle elezioni politiche del 2013. “Occorre volontà politica e un consenso il più ampio possibile”, osserva in conclusione Mantica, certificando tuttavia in questo momento l’assenza di “un clima di fiducia tra maggioranza e opposizione”.
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