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Home / Italiani all' estero / Quando Settineri, era "invitato speciale" alle feste organizzate dal Comites e dal Consolato di Miami
Fri, 12 Mar 2010 20:10:00

Quando Settineri, era "invitato speciale" alle feste organizzate dal Comites e dal Consolato di Miami


Miami


'Roberto Settineri nell’ottobre del 2008, era seduto in prima fila, nelle poltrone del Lincoln Theatre di Miami, quelle riservate alle autorità...'

dal numero odierno di 'Gente d'Italia'




“Il 2 giugno è una festa privata, i giornalisti non sono ammessi…” così decideva il console Marco Rocca.  E già, i giornalisti non potevano essere invitati alla festa della repubblica organizzata e sponsorizzata dal console pro tempore di Miami Marco Rocca. Ma i mafiosi sì…. Mafiosi pregiudicati e personaggi “equivoci”… C’era anche Roberto Settineri, arrestato ieri dall’Fbi su mandato di cattura della procura di Palermo,  il 2 giugno dello scorso anno, al Biltmore Hotel di Coral Gables. E c’era anche Maurizio Paglialonga, il segretario del Comites di Miami condannato dalla magistratura spagnola per truffa… e tanti altri personaggi: ex giudici in odore di mafia, usurai…

FLORIDA Italiani all'estero: Gente d’Italia, voce 'scomoda' di Miami

Roberto Settineri nell’ottobre del 2008,   era seduto in prima fila, nelle poltrone del Lincoln Theatre di Miami, quelle  riservate alle autorità.  Per assistere al recital della cantante Elena Bonelli,  spettacolo organizzato dal Consolato di Miami  con l’appoggio del locale Comites e di un  agente immobiliare siciliano trapiantato da anni a Fort Lauderdale con il pallino degli spettacoli, Salvo Mulè .  Uno show ad invito. Con cena e dancing finale all’esclusivo  The Forge (432 W. Forty First Street, Miami Beach), per quasi tutti i presenti ( una trentina). Ma già allora alcuni italiani residenti in Florida non vollero accompagnare il Console Rocca con Settineri, Sassi, il Comites al completo. Tra questi il maggiore Antonio Pianta, presidente degli ufficiali in congendo in Usa:”Con i mafiosi non mi siedo…” disse sottovoce e declinò l’invito…

Roberto Settineri appariva   quindi nelle liste delle manifestazioni ufficiali e non della nostra rappresentanza consolare – ha fatto addirittura da autista-accompagnatore  al sindaco di Palermo nel corso della sua visita a Miami- ben conosciuto dai capi dell’ufficio (  l’elenco degli invitati, come sempre, viene personalmente “gestito” dal Console Marco Rocca,   circostanza avvalorata dal rifiuto del console di Miami alla richiesta dei giornalisti di presenziare alla Festa del 2 giugno dello scorso anno….)  Era molto conosciuto Settineri, rispettato e forse anche temuto nella comunità italiana della Florida. Del resto, per vendere vini siciliani doveva per forza di cosa essere ben introdotto…   Negli ultimi mesi però aveva accantonato il lavoro di import-export di vini e si era dedicato  oltre che al bar-ristorante di Lincoln Road, al mercato immobiliare. Viaggiava in Porsche e Bmv, procurava appartamenti, ville, interi stabili agli amici siciliani,   disponendo di ingenti somme di danaro, hanno confermato gli investigatori.  Investimenti per milioni di dollari…. Non sapeva però che già da tempo era “sorvegliato”  e le sue telefonate tutte registrate….Eccone alcune, considerate di grande interesse per l’Fbi e per i nostri agenti…

Settineri chiama da Miami: "Se fossi qui vedresti un pezzo di storia..." racconta al telefono.   All'altro capo c'é Giuseppe Moscarello, legato alla cosca di Pagliarelli e proprietario di due ristoranti molto noti a Palermo, il "Gattopardo" e lo "Strascino". Il "pezzo di storia" di cui parla è quello che Settineri incontra a un summit mafioso negli Stati Uniti. E' stato convocato per discutere di affari, regole, traffici che legano le cosche siciliane e le "famiglie" di oltreoceano. Quella telefonata offre ora uno spaccato molto significativo dei nuovi assetti di Cosa nostra nei quali la vecchia guardia cerca di innestare le "nuove leve". Settineri è appunto una delle figure emergenti impegnate a guadagnare spazio nei centri di comando dell'organizzazione. Il ricambio passa attraverso il trasferimento dei giovani dalla Sicilia in America, secondo lo stesso itinerario di crescita seguito da Settineri che fino a qualche anno fa frequentava i luoghi "in" e le feste di Palermo, dove, dopo il trasferimento negli Usa, tornava un paio di volte l'anno con un nuovo stile "americano" vistosamente esibito: grande Avana  tra le labbra,  vestiti gessati e muscoli vistosi, praticante di arti marziali a livello agonistico. Negli Usa Roberto Settineri, 42 anni a luglio, svolgeva dal '98 un'attività commerciale che gli investigatori ritengono un "paravento" per i traffici tra le due sponde dell'oceano. Ufficialmente si occupava della distribuzione di vini italiani prima come direttore per l'area della Florida e per la regione caraibica della società "Vias imports Ltd inc." e poi come rappresentante di aziende vinicole siciliane. Aveva aperto anche il "Sopranòs café" un bar-ristorante in Lincoln Road molto noto nella comunità italo-americana a Miami. E negli Usa era in rapporti, secondo l'Fbi, con esponenti della famiglia Gambino come Gaetano e Thomas Napoli e Frankie Di Stefano inteso "the hat" (cappello) e vicino a Joseph Corozzo "Joe Joe", consigliere dei Gambino. E' in questo contesto che Settineri tiene relazioni, organizza incontri e cerca, come confida a Moscarello, di "ritagliarsi una storia" perché un uomo "senza storia non è nessuno". Le frequentazioni con "padrini" di Cosa nostra affiora da altre conversazioni. In una intercettazione viene colto mentre cerca addirittura di trovare una soluzione per un'operazione finita male. Ne parla con Mario Miceli, preoccupato per la sorte del padre Salvatore sequestrato da organizzazioni di trafficanti colombiani che pretendevano il pagamento di una partita di cocaina sequestrata in Grecia. Per liberarlo, dice Settineri, "ci vogliono le medicine adatte". A suo giudizio, solo dalla droga potranno venire i soldi per salvare la vita al trafficante di droga. Il peso e l'influenza del cultore di arti marziali affiora da altri spezzoni di conversazioni telefoniche. Con Gaetano Napoli, parla di soggetti che stanno "tutti insieme", legati dalla "stessa cosa" con "l'amico nostro" che è in vacanza, cioé in carcere. E a un certo punto si fa cenno a un certo "Reynolds" della famiglia dei Colombo, con funzioni analoghe alle sue: "Mi devi capire... questo è come me".  I discorsi d´affari importanti Settineri non li faceva però nel suo locale, né al telefono, ma attraverso Skype, il sistema di comunicazione via Internet che non è possibile intercettare. Gli investigatori della squadra mobile hanno ascoltato Settineri che dava consigli ai mafiosi di Palermo, su download, account e banda larga. E poi rinviava per gli "altri discorsi" sulla Rete.  Quando gli agenti dell’Fbi e della squadra mobile di Palermo gli hanno messo le manette Settineri si è comportato da persona di rispetto. Non ha protestato, nemmeno una parola. E per lui nessun chiederà l’immunità diplomatica……


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