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Home / Italiani all' estero / Italiani all'estero, Raffaele Fantetti: I miei obiettivi? Bicamerale e giovani
Mon, 22 Mar 2010 20:36:00

Italiani all'estero, Raffaele Fantetti: I miei obiettivi? Bicamerale e giovani


Raffaele Fantetti, neo-senatore


Il senatore che ha preso il posto di Nicola Di Girolamo ha tanta voglia di fare. E vuole partire dall'eterna proposta di Mirko Tremaglia: una bicamerale per gli italiani all'estero. Ma anche nuove generazioni, nel programma dell'eletto all'estero. E poi una simpatica iniziativa per non perdere il contatto con i propri elettori: 'L’abbiamo chiamato 'A tavola col Senatore'. Lo scopo? Incontrare, ringraziare, informare i nostri elettori, recepire le loro istanze e rendere conto del lavoro portato avanti. C’è molto da spiegare e da recuperare visto il tempo che si è perso!'





Italiani all'estero: altre notizie

Sono passate due settimane da quando Raffaele Fantetti è entrato a Palazzo Madama al posto di Nicola Di Girolamo, dimessosi dopo le ben note vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto.

Oggi l’Aise ha intervistato il neo senatore per sentire le sue prime impressioni, ma anche i suoi obiettivi, come parlamentare, in favore dei connazionali. Tra le priorità di Fantetti, la bicamerale proposta a più riprese anche dall’ex Ministro Tremaglia e una attenzione particolare alla Nuova Emigrazione. 

Prima domanda d’obbligo: sale su un treno in corsa per di più dopo eventi che mettono in discussione il voto all’estero. Com’è stato l’arrivo in Senato e come è stato accolto dall’Aula?

Non è così che avevo pensato ed avrei voluto accedere alla Camera Alta. Comunque sono stato ben accolto, in forma bipartisan. Io ho fatto il mio dovere, percorrendo le strade formali e legali senza mai perdere la fiducia nel sistema.

Com’è che il sito del Senato la dà appartenente al Gruppo Misto e non al Pdl?

Ho chiesto subito l'adesione al Gruppo PDL ma sono rimasto d'accordo col Presidente Gasparri che, dopo quello che è successo, è opportuno chiarire prima tutto al meglio e dunque dovrei entrare a breve. Ho fornito tutta la documentazione circa la mia residenza in Inghilterra che data dal 1993. Il momento effettivamente rilevante ai fini della valutazione della legittimità dei titoli di eleggibilità dei candidati alle scorse elezioni era Marzo 2008: al tempo, io avevo un domicilio a Roma - oltre a quello di Londra - in base ad un contratto di lavoro a tempo determinato di un anno come esperto ex legge 56/2005 ("Istituzione degli Sportelli Unici all'Estero") presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Della circostanza, riportata sul mio sito Internet, erano debitamente informate sia le autorità italiane che quelle inglesi: dal punto di vista fiscale non mi avvalevo del trattato contro la doppia imposizione.

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Non è certo il momento migliore per le politiche degli italiani all’estero. Proprio oggi sul Corriere della Sera, anche Gian Antonio Stella critica i tagli alla stampa edita all’estero, ultimo provvedimento in ordine di tempo a penalizzare i connazionali. Da eletto all’estero come intende agire?

Conosco da tempo diversi ed autorevoli rappresentanti di questa stampa (anche per il fatto di essere stato anch'io un editore/direttore di un piccolo giornale dell'emigrazione a Londra dal 1995). Ci siamo incontrati di recente e ci stiamo attivando per "recuperare" qualcosa. Quello che ho fatto presente è che sarebbe opportuno e legittimo che il prossimo congresso Fusie proponesse uno schema di unificazione e rielaborazione generale della normativa del settore. Per quanto mi riguarda, ciò non potrebbe ulteriormente andare a discapito delle nuove realtà presenti nel mondo digitale/Internet. In questi termini, credo che la maggioranza degli eletti nella circoscrizione estero avrebbe interesse a promuovere efficacemente tali istanze in Parlamento in modo da non farsi trovare ancora "indifesi" in occasione della prossima finanziaria.

Lei ha stilato il suo programma elettorale due anni fa. È ancora attuale? Quale sarà la sua priorità da parlamentare? 

In realtà, il programma risale a ben prima. Fu presentato già alle elezioni 2006 (dove risultai primo dei non eletti alla Camera), sulla base del lavoro e delle considerazioni raccolte nell’ambiente della cosiddetta "Nuova Emigrazione Professionale" durante il decennio precedente. Purtroppo non mi sembra che quei punti programmatici siano passati di moda e, d’altronde, è su quel programma che ho chiesto ed ottenuto la fiducia di oltre 20.400 elettori. In sintesi, si tratta di quattro punti: riordino generale dell’offerta dei servizi italiani all’estero a partire dai Consolati e le strutture per gli emigrati italiani -CGIE, Comites - ma anche ICE, ENIT ed Istituti di Cultura; riconoscimento in Italia dell’esperienza professionale acquisita all’estero; riordino e rilancio all’estero delle Scuole italiane e dell’insegnamento della lingua italiana; più efficace promozione e difesa dell’immagine dell’Italia all’estero attraverso la sua gente, la sua cultura, le sue imprese e le sue istituzioni. Oltre a questo, per me costituisce una priorità la realizzazione della Commissione bicamerale per gli Italiani all’estero proposta dal Ministro Tremaglia. Già la pattuglia di rappresentanti eletti nella circoscrizione estero è limitata. Se divisi tra Camera e Senato perdono ulteriormente di forza. Io invece ho sempre sostenuto che, al di là di divisioni ideologiche che non ci concernono, sulle specifiche tematiche di interesse per gli Italiani all’estero, gli eletti nella Circoscrizione Estero devono agire come un gruppo di pressione coeso. Infine, come più giovane senatore della maggioranza, intendo portare avanti una serie di proposte contro la gerontocrazia imperante in Italia. Stiamo preparando un programma specifico che sarà presto pubblicato, anche in raccordo con la prossima presentazione della "Agenda giovani" del Governo.

Pensa di fissare degli incontri con le collettività che l’hanno eletta in Europa per "riprendere i contatti" se mai si fossero interrotti? 

Sul mio sito, (fantetti.org) in corso di rifacimento appariranno presto i dettagli e le prime date di un fitto programma di incontri che porterò avanti con le nostre comunità in Europa. L’abbiamo chiamato "A tavola col Senatore" ed ha per scopo di ringraziare, informare i nostri elettori, recepire le loro istanze e rendere conto del lavoro portato avanti. C’è molto da spiegare e da recuperare visto il tempo che si è perso!


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