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Home / Italiani all' estero / Italiani all'estero, Silvio Berlusconi e il voto degli italiani nel mondo - di Ricky Filosa
Wed, 30 Jun 2010 13:10:00

Italiani all'estero, Silvio Berlusconi e il voto degli italiani nel mondo - di Ricky Filosa


Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio e leader del PdL, al Circolo Italiano di San Paolo, Brasile (foto: ItaliachiamaItalia)


Il presidente del Consiglio parla di voto estero: "Il voto degli italiani nel mondo è certamente una conquista", afferma il Cav, ma il meccanismo elettorale "va cambiato". Ma Silvio risponde anche con un netto "no" a chi chiede di rivedere i tagli della manovra. Alla faccia delle regioni "irresponsabili" e di chi, a destra e a sinistra, continua a lamentarsi e basta, senza prendere atto della necessità di eliminare ogni tipo di spreco. Perchè "non si può continuare a spendere i soldi dei cittadini in questa maniera": parole di Silvio Berlusconi.

di Ricky Filosa




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E così finalmente Silvio Berlusconi l'ha detto chiaro e tondo, senza usare mezzi termini: "Il voto per gli italiani nel mondo è una conquista". Alla faccia di tutti coloro che accusano sempre il Cavaliere di fregarsene degli italiani all'estero. Altro che destra sociale, per i connazionali oltre confine: la garanzia, per gli italiani nel mondo così come per quelli residenti nello Stivale, si chiama Berlusconi.
 
Certo, il presidente del Consiglio ha voluto sottolineare, nella stessa occasione, che il meccanismo elettorale utilizzato dagli italiani all'estero per esprimere il proprio voto va cambiato.

Lo stesso aveva detto subito dopo lo scoppio del caso di
Nicola Di Girolamo, l'ormai ex senatore finito in gabbia perchè accusato, fra le altre cose, di avere conquistato il suo seggio a Palazzo Madama grazie ai voti della 'ndrangheta: "Il voto all'estero è da rivedere, sono da cambiare le modalità" con cui votano i connazionali lontani dal BelPaese. Ma, detto questo, il voto estero resta "una conquista": parola di Silvio Berlusconi.
 

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ItaliachiamaItalia lo dice chiaro dal 2006: il voto degli italiani all'estero cosi com'è non funziona, è un imbroglio regolarizzato, un sistema che non garantisce la sicurezza nè la segretezza del voto. Abbiamo sentito in passato storie di voti comprati e venduti, di schede votate ad arte tutte dalle stesse mani, di schede stampate in numero maggiore per poterle poi usare a proprio favore. Questi sono solo alcuni casi: ce n'è un'intera collezione, chi segue ItaliachiamaItalia da tempo lo sa bene.
 
Il Cav dice oggi le stesse cose che noi, con il nostro giornale, abbiamo sostenuto con coraggio appena ci siamo resi conto del bluff che rappresentava il voto estero. Abbiamo lasciato sfogare coloro che, a destra come a sinistra, difendevano a spada tratta la legge Tremaglia, in toto, fino a quando anch'essi si sono stancati e han capito che il meccanismo del voto degli italiani all'estero o si cambia o si cambia. Altra strada non c'è.
 
Berlusconi è uno con diecimila cose da fare ogni giorno: mica minchiatine, impegni di somma importanza, a livello politico istituzionale e internazionale. Non parla spesso di italiani nel mondo, è vero, ma quando lo fa traccia la rotta, senza tentennamenti.
 
Lo stesso ha fatto con le Regioni che chiedevano al Governo di rivedere i tagli previsti dalla manovra:  Silvio ha detto "no", in maniera molto netta. Si può discutere, si può riposizionare qualche tassello, ma il saldo deve essere quello e  le regioni presto saranno costrette a rimangiarsi tutti i loro alibi con la prossima pubblicazione dell'elenco degli sprechi e degli enti inutili. Nessuno vuole tagliare i servizi, nessuno deve aumentare le tasse. Facciamo a meno dei costi cosiddetti "politici", e mandiamo a casa tutti i trombati e i faccendieri che con le loro clientele pretendono posizioni dirigenziali nella miriade di enti che le regioni si inventano per loro.

Tremonti riuscirà  a tenere dritta la barra dei conti pubblici? Speriamo che non ceda ai ricatti e alle minacce di chi vuole continuare la politica degli sperperi non avendo altri meriti per conquistarsi i voti. Il tempo del "piangi e allatta" dei governatori regionali è finito: la crisi mette tutti di fronte a delle scelte che non possono che andare verso la direzione del rigore e del risparmio.
 
Alla faccia della sinistra che anche all'estero si diverte a raccontare panzane; alla faccia dei vari Carozza, dei vari Marino e di tutti quelli che, a destra come a sinistra, protestano contro i tagli ad alcuni capitoli di spesa che riguardano gli italiani all'estero: il governo va avanti, cari compagnucci del Pd e cari fanatici di quella destra sociale che ormai non c'è più, nel caso non ve ne siate accorti. Convincetevi e, se potete, rassegnatevi. Basta sprechi, perchè "non si puo' andare avanti a usare così i soldi dei cittadini".
 
In conclusione, se abbiamo saputo bene interpretare il messaggio del premier, il voto all'estero è sacro e non si tocca. Ma si devono necessariamente rivedere le regole del gioco. In Parlamento ci sono alcune proposte, come ha ben ricordato Berlusconi, e prima della fine della legislatura, quindi entro il 2013, la legge che regola il voto degli italiani nel mondo sarà cambiata. In meglio, si spera. 
 
 
Ricky Filosa - Italia chiama Italia

ricky@italiachiamaitalia.com


















































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