Italiani all'estero: altre notizie
Roma - Nato a Crotone, romano d’adozione, studioso della canzone e dei media italiani all’estero. Ci voleva questo mix tra passione per la comunicazione e interesse verso gli emigranti per portare “un po’ d’informazione di ritorno in Italia”. Sono parole di Eugenio Marino, responsabile estero del Pd, che ha lanciato Mondo Italia, la rassegna stampa delle testate italiane nel mondo in onda ogni venerdì su Youdem Tv. Geloso della sua idea? Niente affatto, “se qualche tv locale vuole mandare in onda la rassegna non chiediamo i diritti e gliela diamo sperando che qualcuno imiti l’esperimento e lo riproduca con mezzi più potenti”.
Marino, lei era presenta alla manifestazione di Francoforte contro i tagli del governo ad alcuni capitoli di spesa che riguardano gli italiani nel mondo. In questi giorni, però, più che dei contenuti si è parlato dei costi dell’iniziativa. Lei sa dirci chi ha finanziato la manifestazione di Francoforte? Come risponde a chi vi attacca proprio su questo tema?
"Quella di Francoforte era una manifestazione organizzata dal Cgie, dai Comites e dai cittadini, alla quale il Pd ha dato l’appoggio politico", dichiara Marino a Italiachiamaitalia.com. "Sono disponibile a parlare delle questioni sollevate dall’iniziativa e sottolineate dal documento al quale abbiamo aderito anche con Di Biagio, ma non sono disponibile a parlare di strumentalizzazioni che distraggono dal merito".
Quindi non vuole rispondere alle polemiche per i costi?
"No, non rispondo a nulla che distragga dal merito della manifestazione e che non corrisponda alle gravi problematiche alle quali andranno incontro le comunità italiane, una tematica ribadita nel documento comune".
'Di Girolamo è dietro le sbarre e a quanto pare ci resterà un bel po'. Questi parlamentari eletti oltre confine, che sono degli adolescenti per quanto riguarda la politica italiana, è meglio che si tirino fuori da questa Fondazione prima possibile. Se vogliono evitare di avere in futuro ulteriori preoccupazioni, consigliamo loro di abbandonare la Fondazione di De Gregorio in men che non si dica'.
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Almeno dall'On. Di Biagio, responsabile del PdL nel Mondo, a differenza del resto della maggioranza, avete avuto un atteggiamento collaborativo?
"Sì, ed è proprio per evitare qualsiasi strumentalizzazione politica che io l’onorevole Di Biagio abbiamo fatto un appello congiunto".
Però molti esponenti del Pdl hanno dichiarato, invece, di essersi uniti alla manifestazione solo per difendere la linea del governo e lo stesso Di Biagio glissa sull’argomento e non prende una posizione chiara.
"Io mi attengo a quello che le persone scrivono e dicono pubblicamente", taglia corto Marino a colloquio con ItaliachiamaItalia. "Di Biagio ed io abbiamo detto insieme delle cose e a questo mi attesto, se qualcuno vuole parlare di altro lo faccia. Da parte mia non raccoglierò inutili polemiche ma porterò avanti quanto sostenuto nel documento che ha fatto da piattaforma per l’incontro di Francoforte, un testo non di partito ma fatto dai cittadini".
Si sente parlare molto dei tagli alle comunità italiane: lei sa dirci quali sono i risvolti pratici? Per i connazionali che risiedono all’estero farà veramente differenza avere un consolato in meno?
"Basta andare in giro per vedere che cosa provocano i tagli, ne risentono tutte le comunità. Certo che ci sono risvolti pratici, basti pensare ai tagli all’assistenza. Ho visto con i miei occhi, in America Latina, gente alla quale è stata tolta la bombola dell’ossigeno, siccome i consolati hanno subito tagli enormi, non possono più sostenere l’assistenza ai malati terminali. Chi vive all’estero risente della mancanza di attenzione verso le proprie esigenze, si accorge che questo governo sta svuotando di rappresentanza le istituzioni per gli italiani nel mondo".
A proposito di rappresentanza, in un periodo di sacrifici per gli italiani, e con la presenza degli eletti all’estero in Parlamento, perché non può essere presa in considerazione l’idea di chiudere il Cgie?
"Prima di chiudere il Cgie, che ha spese irrisorie nel bilancio dello Stato, bisognerebbe mantenere le promesse elettorali e chiudere le Province, come aveva annunciato in campagna elettorale chi oggi governa. Cancellando le Province si risparmierebbero miliardi, chiudendo il Cgie si risparmierebbero le briciole".
Con la Lega al governo, l’ipotesi di chiudere le Province è attuabile?
"Secondo me no, perché la Lega tiene in pungo il governo, ne detta la linea e tiene in ostaggio Berlusconi, che cerca soluzioni improbabili, non chiude le Province ma vuole chiudere il Cgie e applicare tagli agli italiani nel mondo per risparmiare una minima parte".
Dopo aver incontrato le comunità italiane, si è fatto un’idea di come viene vista questa forte presenza della Lega?
"Non posso parlare a nome loro, raccolgo le loro opinioni e vedo che l’atteggiamento di sudditanza verso questo partito dà fastidio a tutti".
Cambiando argomento, come procede l’esperimento di Mondo Italia? Avete già le prima risposte da parte del pubblico?
"Abbiamo ricevuto diversi commenti di persone contente perché, per la prima volta, arriva nel nostro paese un po’ di informazione fatta dagli italiani all’estero. I suggerimenti sono diversi: c’è chi invita ad aprirla anche ad altri tipi di media, di allargarla o restringerla a determinati ambiti. Arrivano anche alcune critiche ma il giudizio complessivo è positivo. È il primo esperimento di questo tipo e sta dando buoni risultati".
Accoglierete alcuni di questi suggerimenti?
"Sì certo. Io stesso, quando l’ho presentata, ho chiesto di raccogliere le critiche propositive. Ad esempio abbiamo accolto con favore l’idea di basare la rassegna non solo sulla carta stampata ma su tutti i nuovi tipi di mezzi".
Come è nata l’idea di Mondo Italia?
"È nata ascoltando cosa si è sempre detto in giro per il mondo, con i documenti elaborati dal Cgie e con i suggerimenti degli eletti. Come partito, oltre alle battaglie sostenute in Parlamento, stiamo cercando di percorrere nuove strade con l’informazione di ritorno attraverso lo strumento che abbiamo a disposizione".
Pensate che l’informazione di ritorno possa sensibilizzare gli italiani?
"È uno dei nostri obiettivi e lo perseguiamo con un piccolo strumento. Naturalmente Youdem non è né la Rai, né Mediaset: gettiamo il seme e speriamo che cresca. Anzi, se qualche tv locale vuole mandare in onda la rassegna non chiediamo i diritti e gliela diamo sperando che qualcuno imiti l’esperimento e lo riproduca con mezzi più potenti. Quello che vogliamo è stimolare l’opinione pubblica".
Quali sono le prossime iniziative in agenda per l’italianità nel mondo?
"A settembre, a Torino, terremo almeno una iniziativa sui temi dell’emigrazione e della cittadinanza alla Festa nazionale dei democratici".
Barbara Laurenzi - ItaliachiamaItalia