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Barbara Contini, senatrice eletta col Pdl e passata d'incanto (nel senso di asta più o meno pubblica) al gruppo finiano denominatosi Fli, è finita nel mezzo di una piccola bufera, dopo aver affermato in un'intervista che il PdL dà spazio alle donne tutte minigonna e tacco a spillo; le donne con le idee, al partito, farebbero paura, secondo la senatrice. Siamo alle solite, se ne rallegri Rosy Bindi. Niente di nuovo per l'altra metà del cielo.
La Contini, piuttosto scialba nell'aspetto e nel vestire, si fregia di presunte referenze "cerebrali" senza rendersi conto di avere praticamente ammesso di non essere in grado, per limiti personali, di indossare abiti eleganti e femminili. lnsomma, nell'unica banale battaglia che sanno portare avanti certe donne, quelle che non sono state particolarmente premiate dalla natura, l'assioma da metabolizzare è che se le donne belle e attente al loro aspetto non hanno idee, la politica dovrebbe fare spazio a quelle brutte per aspettarsi qualcosa di utile.
Rivalutata e corretta la legge per le pari opportunità, la sintesi sarebbe data non più dalle quote rosa, ma piuttosto dalle quote gialle, come il colore dell'invidia e della perfidia, che in saecula saeculorum ha condannato al rogo le belle donne, accusate di stregoneria dalle brutte mogli scartate o abbandonate. Noi lasciamo la querelle alle beghine che troveranno sicuramente spazio, guidate da tanta furia rivoluzionaria, nel Futuro e Libertà di un Fini notoriamente sensibile al fascino femminile (peraltro ricco di creatività per così dire "immobiliare"); e ci limitiamo ad analizzare il contributo che in questi anni di lavoro (?) la signora delle Idee ha portato agli Italiani nel mondo.
La senatrice, sconosciuta ai più, ha parlato nell'intervista di legalità, dell'immagine dell'Italia all'estero, del rapporto con Silvio Berlusconi e bla bla bla... Tutta roba che possono mandare giù quelle persone che Barbara Contini non la conoscono bene. Gli italiani all'estero, al contrario, hanno ben chiaro il personaggio.
Barbara Contini, ex governatrice di Nassirya, è arrivata a dirigere gli Azzurri del Mondo - l'associazione che all'estero rappresentava Forza Italia, prima dell'unione col PdL - grazie, si dice, ad amicizie importanti collocate nei vertici di Forza Italia. Si fece il nome, allora, di Sandro Bondi, e poi di Gianni Letta: con loro, la signora Contini aveva instaurato un ottimo rapporto. Forse, dicono i più maliziosi, qualcosa che andava anche oltre l'amicizia (anche per le brutte c'è un posto sotto il sole)...
E così, diventa responsabile per gli italiani nel mondo per Forza Italia. Senza sapere un'acca di italiani all'estero, senza conoscere un bel niente dell'universo che ruota intorno ai nostri connazionali oltre confine e alla politica ad essi dedicata.
La ricordo bene Barbara Contini: fui uno dei primi ad incontrarla, dopo la sua nomina, in uno dei piani alti di via dell'Umiltà, la sede nazionale del PdL. A parte il sorriso stampato sul volto e le classiche buone maniere, nient'altro. Contini, messa lì per grazia ricevuta, non aveva mai masticato politica. Me ne accorsi subito. Come mi accorsi immediatamente che non conosceva minimamente il mondo degli italiani all'estero: non sapeva cosa fosse il Cgie (Consiglio Generale degli Italiani all'estero), cosa rappresentasse il Ctim (Comitato Tricolore degli Italiani nel Mondo, quello di Mirko Tremaglia), non aveva avuto mai rapporti con gli eletti all'estero del partito nè aveva mai "studiato" la politica che ruota intorno agli italiani all'estero. Già, perchè dirigere un dipartimento come quello dedicato agli Italiani nel Mondo non è affatto facile: al contrario di ciò che possa pensare qualcuno, rappresenta anzi una grossa gatta da pelare. Bisogna avere tanta pazienza, soprattutto tanta diplomazia e capacità di mediazione. Contini non aveva nessuna di queste qualità.
Fu lei, insieme all'On. Marco Zacchera, allora titolare del dipartimento Esteri di Alleanza Nazionale, ad occuparsi delle candidature estere del Popolo della Libertà. Fu lei, insieme a Zacchera, a inserire il nome di Nicola Di Girolamo nelle liste del partito, per la ripartizione estera Europa. E Gianfranco Fini sapeva.
Ci ricordiamo tutti che fine abbia fatto Di Girolamo: l'ormai ex senatore è in cella, dietro le sbarre, accusato - fra le altre cose - di essere arrivato a Palazzo Madama con i voti della 'ndrangheta. Roba pesante. Gli italiani nel mondo attendono ancora risposte più che soddisfacenti e si augurano venga fatta chiarezza al più presto.
Come attendono si faccia chiarezza sulle elezioni svoltesi in Sud America, molto chiacchierate e in odor di relazioni pericolose. In quella occasione, Contini avrebbe stretto rapporti addirittura con uomini della malavita organizzata. Ci sono le registrazioni telefoniche fra un uomo della Contini, Filippo Fani, e Aldo Miccichè, imprenditore condannato a 25 anni di carcere per vari reati e ritenuto dagli inquirenti uomo vicino al clan Piromalli. Miccichè, ex politico democristiano della piana di Gioia Tauro e formalmente latitante, parla da Caracas dove sostiene di occuparsi delle elezioni. In particolare, del voto degli italiani all'estero. Al telefono con Fani ne dice di tutti i colori.
La storia è vecchia, non è questa la sede per ritornare sui dettagli. Ma il problema politico c'è: questa benedetta senatrice Contini, da quale pulpito fa la predica al PdL e a Silvio Berlusconi? Qual è il percorso politico di Contini? Inesistente. Almeno, fino ad oggi. Oggi che il suo "contributo" è stato richiesto probabilmente soltanto per creare il gruppo di Futuro e Libertà per l'Italia in Senato; oggi che è finita su tutti i giornali per aver sparato qualche minchiata - termine ormai sdoganato - sulle donne in tacchi a spillo all'interno del PdL. E chissà che non sia l'unica cosa che rimarrà della sua presenza in politica. Silvio ha fatto bene a lasciarla andare, a liberarsene anzi: una donna del genere, invidiosa, presuntuosa, "ipocrita", come venne subito descritta da molti, e che per giunta non può indossare nè minigonna nè tacchi a spillo - a meno che non desideri far ridere chi la guarda - è meglio tenerla lontana.
Ricky Filosa - ItaliachiamaItalia
ricky@italiachiamaitalia.com