Italiani all'estero: altre notizie
Come ogni anno, dopo la pausa estiva, alla ripresa dell’attività lavorativa, gli Italiani in Vallese si ritrovano a Mattmark, nell’Alto Vallese per commemorare i caduti sul lavoro di quella tragedia che strappò agli affetti familiari ben 88 lavoratori, di cui 56 lavoratori emigrati italiani, alcuni in giovane età, e tutte le altre migliaia di caduti nelle altri parti del mondo. A Mattmark, successivamente a tale tragedia, di incidenti ce ne furono degli altri. Alla fine dei lavori, il bilancio complessivo fu di 110 morti.
E’ un appuntamento che ormai si ripropone da 45 anni, da quando quel maledetto fronte del ghiacciaio dell’Allalin, assieme all’ingordigia ed alla mancanza di buon senso dei responsabili del cantiere della diga, provocarono quella immane tragedia. Un appuntamento denso di emozione!
Per la Comunità italiana in Vallese ed i suoi rappresentanti , Mattmark è diventata l’occasione per discutere dei problemi del mondo del lavoro dell’emigrazione italiana in Vallese, in particolare delle questioni legate alla sicurezza nei posti di lavoro. Ma è diventata anche il momento per fare un bilancio annuale dell’impegno sociale delle Istituzioni rappresentative degli Italiani in Vallese nei riguardi della Comunità, per ritrovare stimoli ad ulteriori iniziative, per ricordare a tutti ed in particolare ai giovani che se oggi sono stati fatti dei passi in avanti sulla via dell’integrazione e della crescita civile e sociale, lo si deve anche e soprattutto al sacrificio di quegli uomini.
Inoltre, questo momento serve per ricordarci, ricordare e riflettere sulla situazione di altre Comunità che oggi si trovano ad affrontare gli stessi problemi che hanno vissuto i nostri padri e nonni al momento del loro arrivo in Svizzera. Molti tendono a dimenticare e si sente molto spesso dire che gli Italiani erano diversi rispetto ai nuovi migranti. Ma tutto questo è falso. Quindi, se si vuole veramente rispettare la memoria di quei caduti sul lavoro, ci si deve impegnare anche nei loro confronti, per non fargli subire le tante umiliazioni patite dagli emigrati italiani al momento del loro arrivo in Svizzera ed in Vallese.
Quest’anno, poi, in occasione del 45° anniversario, la ricorrenza diventa un poco più speciale perché, come già avvenuto cinque anni fa, ci sarà la presenza di una forte delegazione di cittadini ed Autorità civili e religiose dalla Regione Veneto, perché 18 delle vittime erano originari della provincia di Belluno. Saranno presenti il Vescovo di Belluno – Feltre, Monsignore Giuseppe Andrich,, Sindaci e rappresentanti della Provincia e della Regione, i responsabili dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, con il suo Direttore Patrizio De Martin.
Il programma per tale ricorrenza prevede già un momento molto forte la sera del 3 settembre presso la sala parrocchiale di Briga con un concerto del “Coro alpino di Toggenburg e proiezione in sottofondo del DVD realizzato in occasione del 40° Anniversario. La serata sarà introdotta da alcuni saluti di benvenuto da parte della presidente della Colonia Italiana di Briga, Naters e Dintorni Cinzia Viscomi, della Responsabile dell’Agenzia Consolare di Sion Rossana Errico e del Presidente del COMITES del Vallese Domenico Mesiano. La serata sarà chiusa con un breve momento conviviale.
La giornata di sabato 4 settembre è prevista a Mattmark, ai piedi del ghiacciaio dell’Allalin. Sul luogo dove è deposta la lapide, si terrà la cerimonia religiosa e la parte ufficiale alla presenza delle Autorità italiane e svizzere.
Alla fine, davanti alla chiesetta a valle, ci sarà l’aperitivo offerto come sempre dalla Colonia di Briga, Naters e Dintorni.
Domenico Mesiano
Presidente del COMITES del Vallese