'Pensiamo che non si debba inveire contro le istituzioni solo quando succedono tragedie'
Italiani all'estero: altre notizie
"Negli ultimi tempi si riparla sulle agenzie di Italiani detenuti all'estero, il motivo scatenante è la morte in prigione di Daniele Franceschi. È davvero triste poter pensare che per far parlare di questo problema è necessario che un qualche nostro connazionale ci lasci le penne". Sono queste le considerazioni di "Prigionieri del silenzio", associazione presieduta da Katia Anedda, nata per portare all’attenzione dell’opinione pubblica i problemi dei detenuti italiani all’estero, ma anche per fornire loro assistenza e supporto morale.
"Pensiamo che non si debba inveire contro le istituzioni solo quando succedono tragedie", proseguono dall’associazione da cui si auspica un intervento politico, ma anche dell’opinione pubblica, "per aiutare i nostri connazionali detenuti all'estero e le loro famiglie".
Secondo i dati della Farnesina, aggiornati al 31 dicembre 2009, ad oggi gli italiani detenuti all’estero sono 2.905: 1.842 (il 63,4%) i condannati, 1.063 (il 36,6%) quelli ancora in attesa di estradizione o di giudizio.
Il maggior numero di reclusi (2.428, l'83,5% del totale: 1.502 condannati e 926 in attesa di giudizio o estradizione) si trova in carceri europee, 384 nelle Americhe, 55 in Asia e Oceania, 35 tra Mediterraneo e Medio Oriente, 3 nell'Africa sub-sahariana.
In Europa, i Paesi che ospitano il maggior numero di nostri connazionali detenuti sono Germania (1.079), Spagna (458), Francia (231, uno su tre in attesa di giudizio o di estradizione), Belgio (202), Regno Unito (192) e Svizzera (131).
Fuori d'Europa, i Paesi con il numero più elevato di detenuti italiani sono Stati Uniti (91), Venezuela (66), Perù (58), Brasile (54), Colombia (30) e Australia (30).
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