L'ambasciata italiana a Tokyo comunica che procede presso il reattore di Fukushima il trattamento dell'acqua altamente radioattiva trovata nei locali delle turbine dei reattori numero 2, e successivamente in quelli dei reattori numeri 1 e 3, attraverso il trasferimento dopo vari passaggi alle autoclavi delle “piscine di soppressione”.
Sempre la nostra ambasciata precisa che questa operazione richiederà diversi giorni in quanto le capacità delle pompe nei vari passaggi sono limitate. Le valutazioni della nostra rappresentanza diplomatica a Tokyo si basano ogni giorni su informazioni acquisita direttamente dalle autorità giapponesi.
Per quanto riguarda la radioattività ambientale (intensità di dose di radiazione), la situazione è in chiara e costante diminuzione a partire dal perimetro della centrale di Fukushima-I fino alle grandi distanze (Tokyo e oltre). Organismi internazionali indipendenti, oltre alla Protezione civile italiana, hanno più volte verificato e confermato i dati. La salute non è quindi a rischio, l'ambiente non è in condizione di mettere la salute dell'uomo in pericolo (almeno nelle zone al di fuori dei limiti di pericolosità tracciati dalle autorità giapponesi, 30 chilometri da Fukushima-I).
Nel frattempo i tecnici giapponesi sono riusciti a collegare alla rete elettrica l'alimentazione dei sistemi di raffreddamento attualmente operativi, superando così la necessità di alimentarli con i generatori diesel esterni. Ciò vale per i sistemi dei reattori 1, 2 e 3.
Secondo le attuali valutazioni, nessun rischio per la salute al di fuori del raggio di pericolosità nemmeno in caso di un eventuale deterioramento della situazione dei reattori.
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