Roma - Il dipartimento Italiani nel Mondo del Popolo della Libertà è rimasto, per l'ennesima volta, orfano del proprio Coordinatore. Dopo Dario Rivolta, era toccato a Barbara Contini coordinare gli Azzurri nel Mondo, l'associazione che allora rappresentava Forza Italia all'estero. Quella stessa Contini che poi è entrata in Senato grazie alla benevolenza di Silvio Berlusconi, e che in seguito l'ha tradito passando a Futuro e Libertà.
Dopo di lei, responsabile del PdL nel Mondo è stato l'On. Aldo Di Biagio, che prima ancora era stato Coordinatore del Ctim di Tremaglia: anche Di Biagio, dopo qualche tempo, ha deciso di passare col partito finiano, nonostante fosse stato eletto nella ripartizione estera Europa con i voti del PdL.
Quindi la guida del PdL nel Mondo era toccata a Juan Esteban Caselli, senatore italo-argentino, che durante i mesi in cui è stato Coordinatore non ha fatto praticamente nulla, nè per il partito nè per gli italiani all'estero. Anzi, nelle ultime settimane è stato solo capace di attaccare direttamente e duramente il ministro degli Esteri Franco Frattini, il sottosegretario agli Esteri con delega agli italiani nel mondo, Alfredo Mantica, e i tre Coordinatori nazionali del Popolo della Libertà. Da vergognarsi.
Caselli si è dimesso circa una settimana fa da Coordinatore PdL nel Mondo, e ha persino lasciato il gruppo PdL al Senato. Meglio. Gli italiani all'estero di certo non sentiranno la sua mancanza. Dove andrà ora 'Cacho'? Nel Pd no di certo. Futuro e Libertà? Sarebbe motivo di grande vergogna per i finiani avere tra le fila di Fli un personaggio come lui, che recentemente pare anche abbia dei bei guai con la procura di Roma. Non gli resta che il Gruppo Misto a Palazzo Madama. Poveri loro...
Ma ormai quel che è successo è successo, bisogna guardare avanti. E dopo la batosta elettorale alle passate amministrative, il PdL deve dare forti segnali di ripresa. Lo sta già facendo, con la nomina di Angelino Alfano a segretario del partito. Il PdL, però, con le elezioni politiche che potrebbero arrivare da un momento all'altro, non può più permettersi di trascurare gli italiani all'estero: basta errori, basta nomine a caso, basta avere in via dell'Umiltà personaggi che di italiani nel mondo ci capiscono poco o nulla. Ci vuole una strategia nuova, bisogna ricominciare da Roma per riorganizzare e rilanciare il PdL nel Mondo oltre confine, usando il network degli Azzurri nel Mondo, che c'è e che è ancora presente sul territorio, ma che non è opportunamente utilizzato nè valorizzato. Bisogna coinvolgere i Comitati Tricolore: non tutti i citiemmini, infatti, condividono le recenti scelte di Mirko Tremaglia, meno ancora quelle di Gianfranco Fini. Bisogna riorganizzare anche coloro che in passato hanno rappresentanto all'estero i Club della Libertà. Insomma, c'è da fare un lavoro preciso, faticoso forse, ma non c'è altra scelta: la direzione deve andare verso la coesione di tutti coloro che credono nella visione politica di Silvio Berlusconi e nei valori e negli ideali espressi da Forza Italia e Alleanza Nazionale prima, e dal PdL poi.
E' insomma arrivata l'ora, oggi come mai, di smetterla con invidie, gelosie, voltafaccia, e darsi da fare tutti insieme.
Dopo che Caselli ha lasciato, c'è voglia di rivincita nell'aria. Ogni partito all'estero si muove e si dà da fare: il Pd, l'Idv, il Maie di Ricardo Merlo (con l'Udc). Ultimamente, persino la Lega di Bossi. E il PdL? Zero. Un andazzo che bisogna cambiare, e pure in fretta.
Chi sarà il prossimo Coordinatore del PdL all'estero? La domanda è da un milione di dollari. Come giornale che si occupa da anni di italiani nel mondo, come quotidiano online che segue da sempre da vicino ciò che avviene a livello politico a Roma per quanto riguarda i nostri connazionali, possiamo dirvi che la lotta alla successione di Caselli sembra essere fra l'On. Guglielmo Picchi, deputato eletto nella ripartizione estera Europa e residente nel Regno Unito, e Massimo Romagnoli, PdL, residente in Grecia, già deputato di Forza Italia nella scorsa legislatura, Consigliere Cgie e presidente del Movimento delle Libertà. Sarà battaglia accesa, se saranno questi due politici a inseguire la poltrona di via dell'Umiltà. Romagnoli e Picchi, non è un segreto per nessuno, sono cane e gatto fin dal 2006. Fra i due, è in realtà Romagnoli il più diplomatico, colui che sarebbe pure disposto a metterci una pietra sopra; ma Picchi ha sempre detto che non ne vuol sapere: per lui, Romagnoli resta il nemico numero uno. Assisteremo nelle prossime settimane anche a questo incontro-scontro, che certamente ci darà di che scrivere.
In conclusione, l'augurio è sempre lo stesso: i vertici del partito capiscano una volta per tutte l'importanza degli italiani all'estero, pensino a coinvolgerli come si deve, a farli sentire partecipi di un progetto, pensino a coccolarli persino. E scelgano qualcuno che alla guida del PdL nel Mondo possa fare bene sul serio, possa rilanciare in maniera concreta e fattiva il partito oltre confine. Ormai le chiacchiere stanno a zero. Noi italiani nel mondo pretendiamo risultati. Siamo disposti a dare una mano, ma il partito ci dia un interlocutore capace, affidabile, in grado di parlare con tutti. Non un Caselli qualsiasi.
Ricky Filosa - ItaliachiamaItalia
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