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Wed, 20 Jul 2011 12:20:00

Italiani nel mondo e PdL, La Costituente di Destra e il caso del Senatore Caselli - di Fabio Ghia




Un polmone di 4.200.000 voti (tanti sono i nuovi iscritti all’AIRE) che, a mio giudizio, ha bisogno di essere maggiormente focalizzata. Il PDL ha necessità urgente di un qualcuno che si interessi realmente dell’”Estero”. Fa bene Urso a richiamare la “questione morale”. Se prima non agisce all’interno del PDL per ridare speranza all’elettorato attivo, non credo che potrà mai affrontare la “costituente di destra”.

di Fabio Ghia






L’On. Adolfo Urso ha definitivamente lasciato il FLI di Fini per rientrare nella maggioranza di Centro Destra da indipendente. Da tempo auspicavo questo passo e Urso non ha tradito le aspettative. La sua decisione è stata comunicata anche attraverso una lettera pubblicata su Fare Futuro, la Fondazione da lui Presieduta, nella quale lo stesso Urso inneggia davvero a una “costituente popolare” che ci permetta di costruire finalmente un partito aperto e plurale, democratico e partecipativo, liberale e riformista in cui le decisioni siano prese attraverso il confronto e i candidati scelti con le primarie”. Appare evidente che Urso più che al suo auditorio, con quella lettera si rivolge soprattutto a neo Segretario Politico del PDL, Min. Angelino Alfano, auspicando, tra l’altro, anche una discontinuità con il passato “sulla questione morale”.
 
Indubbiamente Urso confida nelle capacità politiche del Segretario Alfano per ricostruire quel centro destra tanto voluto da Berlusconi e il suo “liberismo” e poi, per contro, tanto disatteso dalla compagine stessa del PDL. Nelle parole di Urso c’è tutta l’amarezza che attanaglia buona parte della base PDLina, che nelle ultime votazioni ha preferito astenersi, standosene a casa. Il compito prioritario del Segretario Alfano è dunque tentare di ricompattare, ridando “affidabilità e attendibilità politica” al Partito, ma anche ristabilendo il giusto “dialogo” con la base, milioni di sostenitori che si sono sentiti, oltre che non più rappresentati in sede politica, anche abbandonati, se non emarginati.
 
L’On. Urso ha degnamente espresso il pensiero di una parte d’italiani, ma le realtà politiche sono variegate e veramente complesse. E’ quindi abbastanza chiaro quanto improbo è il lavoro che il neo Segretario Alfano si accinge a compiere. Una realtà che io credo conoscere abbastanza bene è quella degli italiani all’estero e una sua analisi può dare un’idea del profondo malessere che la base del PDL soffre in questo periodo.
 
Un polmone di 4.200.000 voti (tanti sono i nuovi iscritti all’AIRE) che, a mio giudizio, ha bisogno di essere maggiormente focalizzata. Il PDL ha necessità urgente di un qualcuno che si interessi realmente dell’”Estero”. Sia Di Biagio (ora FLI) che il Sen. Caselli hanno tradito qualsiasi aspettativa e, nel frattempo, altri e più concreti Partiti (PD, UDC, FLI) continuano a materializzare sempre più la propria presenza nelle complesse tematiche delle Ripartizioni Estero, sollecitando tra l’altro anche interventi del Presidente Napolitano per dare “chiarezza” alla verifica parlamentare in corso nell’intero contesto della Ripartizione estero. In particolare, ricollegandomi al PDL, il comportamento del senatore Caselli è emblematico e, al tempo stesso, spiega il perché del malessere che serpeggia ogni dove all’estero. Nato (figlio di genitori italiani), cresciuto e affermatosi professionalmente in Argentina, quale brillante Ambasciatore e diplomatico di carriera, Caselli si è presentato alle elezioni 2008 ed è stato eletto per il PDL nella Ripartizione Sud America. Bene, ci sarebbe da andare fieri di potersi onorare della sua presenza in Parlamento, se non che il Sen. Caselli, a prescindere dalle notevoli difficoltà palesate nell’uso corrente della lingua italiana (più volte sottolineate anche all’estero con seguito di “fischi” e interruzioni dai concittadini di Buenos Aires!) e da un’inchiesta della magistratura romana per “falso in atto pubblico e violazione della legge elettorale”, da quando è approdato al PDL non ha fatto altro che seminare zizzania con dichiarazioni bizzarre, quanto mai fuorvianti. Da quando, nel novembre scorso, il Sen. Esteban Caselli, è stato nominato Coordinatore del PDL, nel giro di questi otto mesi è riuscito a mettere in ridicolo l’intera maggioranza di governo. Nel mese di gennaio ha annunciato che avrebbe nominato presto i coordinatori di Ripartizione (stiamo ancora aspettando!). A marzo ha dichiarato più volte di essere contro Berlusconi perché non aveva ottemperato all’esborso di 10 milioni di euro da lui richiesti per soddisfare le esigenze del “suo” collegio. Nel mese di maggio ha comunicato ufficialmente di essersi dimesso da Coordinatore del dipartimento Italiani nel mondo del PDL, ma anche dal gruppo al Senato. Dopo le sue dimissioni, però, Caselli è tornato a intervenire su alcune agenzie sia come senatore del PDL, sia come Coordinatore, nonché come consigliere del Presidente Berlusconi. Come chicca finale, ha denunciato per diffamazione il Direttore del quotidiano online “ItaliaChiamaItalia”, solo perché si è permesso di scrivere sul suo giornale quanto “non fatto” dal senatore Caselli. A questo punto è da credere che il Senatore sia rimasto fermo al Regime dei Colonnelli argentini, quello al quale è stato educato ed ha fatto scuola? E sì, Min. Alfano, fa bene Urso a richiamare la “questione morale”. Se prima non agisce all’interno del PDL per ridare speranza all’elettorato attivo, non credo che potrà mai affrontare la “costituente di destra”.

 
Fabio Ghia - Italia chiama Italia


















































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