Franco Narducci, deputato Pd eletto nella ripartizione estera Europa, è stato intervistato da "La Voce", testata italiana edita a Caracas. Narducci affronta il tema legato alla manovra economia appena approvata. Cosa dovranno aspettarsi gli italiani nel mondo? "Non ci saranno ricadute nel 2011 e nel 2012. Nel 2013 e nel 2014, poi, vi sono le deleghe del governo. Ed è quindi difficile dire oggi quali saranno le ripercussioni. La manovra, comunque, prevede la chiusura degli Istituti di Commercio Estero ed il loro accorpamento alla rete consolare. Tutto ciò comporterà ulteriori difficoltà a una rete consolare giá in via di ristrutturazione in Europa. E’ difficile ipotizzare che questa possa assorbire il personale dell’Ice all’estero", spiega l'onorevole del Pd, che sottolinea: "Per ora, comunque, non si vedono effetti diretti sulle nostre comunità", anche se ammette che "la stretta potrebbe avere ripercussioni sulla sanità”, in particolare l’assistenza diretta e indiretta.
Narducci osserva: "Le pensioni all’estero non verranno toccate da questa manovra. Si è riusciti a recuperare una parte della manovra che incideva sulle pensioni superiori da 3 a 5 volte il minimo. Quindi, difficilmente saranno toccate quelle all’estero. Il loro importo è decisamente inferiore". "Sugli italiani all’estero si è tagliato tantissimo nel 2008, nel 2009 e nel 2010, per cui non resta molto”.
Secondo Narducci quella approvata "è una manovra vecchio stampo, come quelle che si facevano negli anni 80 e 90 del secolo scorso. E’ una manovra incentrata nel prelievo. Cose già viste. Non vi è nulla di innovativo". Il vero problema "sarà il taglio reale agli sprechi, compresi quelli della politica. E non mi riferisco agli stipendi dei parlamentari. Ci sono realmente tanti costi che si possono tagliare a livello regionale e nazionale. E poi c’è la lotta all’evasione fiscale, come quella che aveva iniziato il governo Prodi. L’evasione fiscale in Italia è enorme. Questo governo, viste tutte le difficoltà alle quali andava incontro, ha reintrodotto la tracciabilità bancaria, un provvedimento che era stato ferocemente contestato al governo Prodi".
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