Ho letto nei giorni scorsi sulle agenzie il commento dell'On.Marisa Bafile sull'intervento della senatrice Antonella Rebuzzi a favore del Venezuela, a favore di una collaborazione fra tutti gli eletti all'estero per raggiungere gli obiettivi in maniera più rapida ed effettiva. L'esponente forzista spronava lei, in quanto proveniente proprio da Caracas, ma anche tutti gli altri parlamentari italo-stranieri, a fare di più, e ad unirsi: Rebuzzi ha concluso il suo intervento mettendosi a disposizione, lei per prima.
Dispiace che la parlamentare diessina si sia sentita attaccata, in qualche modo. Poco serio il comunicato dell'esponente di Forza Italia? Poco serio mettersi a disposizione dell'On.Bafile, a disposizione dei connazionali residenti in Venezuela? E' poco serio cercare di portare equilibrio sociale in un Paese che si appresta a diventare la nuova Cuba? Onorevole Bafile, mi meraviglio di Lei! Sa quante email ci arrivano in redazione ogni giorno proprio da italiani in Venezuela? Una valanga! Perchè in Italia nessuno fa niente? Perchè in Venezuela, le istituzioni diplomatiche italiane non muovono un dito?

Il sottoscritto, come persona che si occupa di informazione, che con l'informazione lavora tutti i giorni, non può restare con le mani in mano, non può non suonare l'allarme. So bene la lotta che sta portando avanti la signora Bafile per quanto riguarda la sicurezza degli italiani in Venezuela; la sua collaborazione con le istituzioni diplomatiche italiane locali, con le autorità militari, con lo Stato italiano e l'Unità di Crisi della Farnesina per cercare di trovare rimedi e soluzioni al problema dei sequestri e della violenza. La ammiro per questo. E in effetti la senatrice Rebuzzi non ha mai detto che lei non stesse facendo nulla, anzi: ma la questione dei sequestri è una cosa, ciò che sta succedendo sotto il governo Chavez è un'altra. La signora Bafile nella sua risposta, non ha parlato di questo. Non una parola sulla crisi di libertà che si sta vivendo in Venezuela: non un accenno alle scelte ingiuste e dittatoriali del governo Chavez. Nulla. Non una parola a favore degli italiani ivi residenti, degli italo-venezuelani che in questi giorni stanno perdendo lavoro, appoggio economico, e - la cosa più importante - dignità.
A parte questi botta e risposta fra Rebuzzi e Bafile, sulle agenzie non c'è nulla riguardo il Venezuela e la crisi che quel Paese sta vivendo. In Italia nessuno ne parla: in questi giorni i quotidiani hanno aperto con titoloni in prima pagina sulla manifestazione gay di Roma, con fotografie che ritraevano checche travestite da pagliacci. Sono questi i temi importanti? Perchè nessuno parla dell'emergenza libertà che si sta creando sotto il governo Chavez? Perchè nessuno difende il canale d'informazione televisivo venezuelano, RCTV, che è stato chiuso dal governo perchè critico verso la politica di Chavez? Perchè in Italia la politica non prende posizione? Ma ancora peggio: perchè gli italiani in Venezuela non reagiscono pubblicamente? Cosa fanno i giornali italiani ivi presenti? Hanno raccolto il sentimento dell'opinione pubblica, contraria a Chavez, o la stanno ignorando? Il nostro Paese dovrebbe urgentemente portare avanzi un'azione diplomatica, che possa ridare al paese latino-americano un giusto equilibrio sociale e politico.
La sostanza è che in Venezuela c'è bisogno urgentemente di una forte azione dipolomatica da parte di tutti gli eletti all'estero, ma anche dell'Italia intera: perchè domani - come ha giustamente fatto osservare la Rebuzzi - potrebbe essere troppo tardi. Se proprio l'On.Bafile deve prendere carta e penna - lei, giornalista - lo faccia per scrivere cose che corrispondano alla realtà, e per rispondere alle importanti questioni che ho menzionato in questo articolo, a cui lei - ripeto - non ha fatto alcun cenno nel suo intervento".
Gabriele Polizzi - Italia chiama Italia