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Home / Italiani all' estero / Bucchino (Ds): allarme rete consolare onoraria del Canada
Fri, 10 Aug 2007 08:23:00

Bucchino (Ds): allarme rete consolare onoraria del Canada


Gino Bucchino, Ds


Lettera aperta al Vice Ministro degli Affari Esteri Sen. Franco Danieli



 

Egregio Signor Vice Ministro,

nel preannunciarLe la presentazione, alla riapertura dei lavori parlamentari, di una interpellanza urgente (nella speranza che questa diventi inutile e superata da un Suo sollecito intervento al riguardo) mi preme renderLe previamente noto le motivazioni di detta interpellanza e portare alla Sua attenzione la gravissima situazione nella quale versa la rete consolare onoraria del Canada la quale, purtroppo, è solo la punta dell’iceberg di un annoso problema che riguarda tutta la rete consolare italiana nel mondo. La comunicazione del MAE inviata a tutta la rete in data 22 maggio u.s. nella quale si fa  presente che  “l’Amministrazione si sta attivamente adoperando affinché le risorse destinate alla rete onoraria siano adeguatamente integrate” non sembra possa dare luogo a soluzioni di carattere definitivo.

In un clima di contrazione generalizzata della spesa pubblica e di conseguenti minor risorse  assegnate al Ministero degli Affari Esteri e in mancanza di una nuova politica di attenzione verso gli italiani all’estero, l’operazione che oggi si sta compiendo consiste nel continuare a tagliare la torta dei fondi a disposizione in fette sempre più piccole. A mio parere, invece, si imporrebbe una vera rivoluzione culturale che preveda, ad esempio, di pensare a “nuovi” consolati: più moderni e con meno personale dall’Italia (mi chiedo perché a Toronto, New York, ecc. ci siano autisti giunti dall’Italia).

A mio parere sarebbe assai utile decidere una scala delle priorità che preveda di rivedere la cosiddetta rete consolare di prima categoria. In tal senso mi permetto di fare un confronto, senza che questo voglia rappresentare un motivo di polemica e attrito, tra il caso Svizzera, dove esiste una rete consolare capillare e al contempo ci si può spostare su brevi distanze, rispetto a quello di, per citarne alcuni, Canada, Stati Uniti e Australia, dove capita invece di dover prendere l’aereo per raggiungere il più vicino consolato.

Nell’analisi della scala delle priorità credo che una rete di consolati onorari ben strutturata sia un’esigenza che meriterebbe la precedenza rispetto a tante altre spese dal momento che, in ultima analisi, si traduce per l’Amministrazione  in una fonte di risparmio e non di maggiori spese. Non a caso,  paesi  che  hanno una gestione della cosa pubblica attenta ed oculata, continuano a ridurre il numero dei consolati di  prima categoria potenziando parallelamente la rete onoraria.

Nella circoscrizione consolare di Toronto, grande tre volte l’Italia e con una comunità di grandi dimensioni presente su tutto il territorio, la rete dei consolati  onorari è uno  strumento indispensabile per assicurare adeguati servizi ai nostri connazionali. E, proprio a causa dei costi e delle difficoltà nel far quadrare il bilancio, esiste il concreto pericolo che alcuni consoli onorari rinuncino al loro incarico. Qualora la paventata ipotesi di chiusura dei consolati onorari di Brantford, Kingston e Sault S.te Marie si traducesse in realtà, le pratiche finora sbrigate localmente dovrebbero essere trasmesse al Consolato di Toronto con, conseguentemente, costi di gran lunga maggiori.

La prego quindi, Signor Vice Ministro, di adoperarsi per dare un segnale di attenzione nei confronti dei nostri connazionali intervenendo con l’autorità conferitaLe dal Suo alto mandato e fermare la decisione del MAE di chiudere i sopracitati consolati onorari.

Mi è gradita l’occasione per porgerLe i più sinceri auguri di buon lavoro

Gino Bucchino


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