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Home / Italiani all' estero / Nord e Centro America: il caso Sassi - di Ricky Filosa
Mon, 07 Apr 2008 07:50:00

Nord e Centro America: il caso Sassi - di Ricky Filosa


Cesare Sassi


"Tutti i Comites degli Stati Uniti si sono fatti avanti. Hanno tutti inviato lettere di solidarietà e appoggio alla redazione di Gente d’Italia. Lo stesso direttore Mimmo Porpiglia ha ricevuto decine di telefonate. Perchè, amici lettori, non si tratta di una battaglia contro il candidato Sassi, che alla fine può essere pure simpatico: è una battaglia contro l’inganno, l’inciucio, l’imbroglio"




“Cesare Sassi, un candidato che si muove a 360 gradi”,  titola un’intervista pubblicata di recente al candidato alla Camera del PdL nel Nord e Centro America, che è anche presidente del Comites di Miami. Titolo azzecatissimo. Se non altro perché fa capire bene quanto Cesare Sassi giri sempre su se stesso: compie giri di 360 gradi, ma alla fine finisce sempre lì, nella stessa posizione di sempre, quella che lo vede davanti allo specchio a domandarsi: “ma che cosa hai combinato?”.

Pare che al candidato azzurro, da un po’ di tempo, non gliene vada bene una. Da quando ha deciso di gettarsi a capo fitto nella polemica con Gente d’Italia, Cesare, duro come un sasso, sta prendendo mazzate su mazzate. E il bello è che se le merita tutte, a dire il vero. Se non altro per essere, come dimostra con il suo comportamento, un politico assai poco intelligente. Sarà infatti anche un genio e un grande esperto di cravatte, e magari nei suoi affari ci sa anche fare. Tuttavia, la politica non è solo business, è fatta di tante altre cose, fra le quali devono essere messe sempre onestà, lealtà e intelligenza. E ho detto intelligenza, non furbizia. Ma Sassi neanche furbo è…

Cosa è successo? Andatevi a rivedere il numero di Gente d’Italia di venerdì scorso, dedicato quasi per metà al caso Sassi. In breve: il candidato del PdL è stato capace di usare il bollettino del Comites – tale “Comites Informa” – per fare campagna elettorale per sé  e per il collega Sorriso, candidato al Senato. E l’amico Augusto credo abbia molto poco da sorridere in questo momento: probabilmente era in buona fede, anche se…

Ma Cesare Sassi, come presidente del Comites di Miami, non poteva non sapere che la legge parla chiaro: senza entrare in tecnicismi che sempre Gente d’Italia ha già spiegato ottimamente, il succo sta nel fatto di non poter assolutamente usare uno strumento del Comites, il bollettino in questo caso, per propaganda elettorale. Cosa che invece Sassi e Sorriso han fatto. La rivista è una totale propaganda. Gli italiani che l’hanno ricevuta a casa sono rimasti schifati, hanno avuto un rigetto.

Ma quello che noi vogliamo chiedere pubblicamente a via dell’Umiltà è: cosa succederà? Ci saranno conseguenze? E sempre pubblicamente vorremmo chiedere al Console Generale Rocca: crede ancora che tutto sia regolare? Non crede sia giusto, da parte sua, come istituzione, farsi sentire e dire a chiare lettere che certe cose non si possono e non si devono fare?

Del resto, alcuni Comites degli Stati Uniti si sono già fatti avanti. Hanno inviato lettere di solidarietà e appoggio alla redazione di Gente d’Italia. Lo stesso direttore Mimmo Porpiglia ha ricevuto decine di telefonate. Perchè, amici lettori, non si tratta di una battaglia contro il candidato Sassi, che alla fine può essere pure simpatico: è una battaglia contro l’inganno, l’inciucio, l’imbroglio. Una battaglia per la difesa dei connazionali, che non possono essere sempre presi in giro e costretti a subire e basta. La comunità italiana, e anche gli altri candidati, quelli onesti, quelli che hanno già dichiarato che Cesare Sassi ha sbagliato – Vergognati!, gli ha scritto Massimo Seracini, candidato dell’Udc – vogliono trasparenza. Sempre. Soprattutto in momenti così delicati come la campagna elettorale, questa volta assai particolare, con luci e ombre su tutte le elezioni.

A questo punto mi sorge un dubbio: perché Cesare Sassi e tutti i membri del Comites ce l’hanno tanto con Gente d’Italia e il suo direttore? Loro continuano a sbandierare ai quattro venti che è per il parere sulla stampa, aggiungendo anche che i contributi, non i milioni di euro che prendono gli altri quotidiani (verificare come abbiamo fatto noi sul sito del ministero degli esteri) Gente d’Italia continua a prenderli, il che fa presupporre che siano in regola…Sassi dice nella sua “velina” - che Gente d’Italia ha riportato nel numero di venerdì – che ci sono funzionari corrotti al ministero. E allora faccia i nomi, li denunci.

Ma fino ad oggi – e sono più di 4 anni - Sassi e i suoi amici parlano, parlano, minacciano denunce, ma al momento non c’è nulla. Gente d’italia continua a prendere i contributi e ogni qualvolta che il direttore Porpiglia risponde invitando Sassi a denunciare ciò che sa, tutto svanisce come una bolla d’aria.

Allora anche noi diciamo basta. Basta con il turpiloquio, con gli attacchi personali, con la diffamazione, e soprattutto basta con le “sassate” del genere Comites Informa.

Se Sassi ha le prove di tutto quello che dice, allora le tiri fuori. Altrimenti stia zitto, per sempre. E ascolti un consiglio: si dimetta, farà più bella figura….

E Via dell’Umiltà, responsabile della sua candidatura, che dice? Cadrà  come sempre un po’ dalle nuvole. Parlare con Barbara Contini, poi, è ormai un’impresa titanica. Che certi Palazzi siano popolati solo da ologrammi?

Ricky Filosa – Italia chiama Italia

ricky@italiachiamaitalia.com


















































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