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Home / Italiani all' estero / Chi è Aldo Micchicchè? – di Laura Neri
Mon, 14 Apr 2008 07:30:00

Chi è Aldo Micchicchè? – di Laura Neri




Miccicchè finisce in carcere: siamo nel dicembre del 1990. Uscito anni dopo, fa perdere le sue tracce: parte per l’America Latina, e di lui non se ne sa più niente. Fino ad oggi.

di Laura Neri



Sulla storia dei brogli in Sud America è ancora caos totale. Tanti nodi da sciogliere, tante cose ancora non dette, tanti documenti ancora non resi noti dai giornali e dai media in generale.

Pochissimi i nomi. Anzi, per il momento solo uno: Aldo Miccicchè. Sarebbe stato lui a fare da mediatore fra un clan di mafiosi e un candidato alle elezioni.

Aldo Miccicchè è amico di Marcello Dell’Utri. Miccicchè avrebbe chiamato Dell’Utri per mettersi a disposizione: “hai bisogno di una mano in Sud America per le elezioni?”. Da lì la collaborazione. Dell’Utri mette in contatto Micicchè con Barbara Contini, responsabile di Forza Italia nel mondo, da poco tornata da una visita in America Latina, dove ha appoggiato i diversi candidati del PdL, partecipato a incontri, riunioni ed eventi.

Ma chi è questo Aldo Miccicchè? Chi l’ha mai sentito? E da dove viene? Abbiamo fatto le nostre ricerche. Quelli più in là con gli anni se lo ricorderanno: alla fine degli anni ’80 Miccicchè, ex direttore del quotidiano “Italia Sera”, già consigliere provinciale per la Democrazia Cristiana a Roma, è ricercato per un ordine di cattura del pubblico ministero Bruno Azzolini, che lo accusa di truffa pluriaggravata e di concorso in altri reati minori.

E’ il 1987: Micchicchè è accusato di essersi fatto conegnare un finanziamento di un milione di franchi svizzeri (allora circa 850milioni di lire) da un istituto di Chiasso, presentando come garanzia una documentazione completamente falsificata. Secondo le indagini, i due imputati avrebbero ottenuto il mutuo allegando, tra l’altro, attestati notarili, ritenuti falsi, dai quali si desumeva che la società “Euro Editrice Internazionale s.r.l.” aveva stipulato convenzioni con un ministero italiano per la sottoscrizione di migliaia di abbonamenti al quotidiano “Italia Sera”, edito dalla stessa società (della quale era amministratore un avvocato romano, tale Aldo Ricchi, che poi finì in carcere, e in seguito agli arresti domiciliari) e diretto da Micchicchè.

L’indagine della magistratura romana era stata avviata alcuni mesi prima in seguito ad una denuncia fatta dai dirigenti della banca elvetica.

Era invece il marzo del 1983 quando Miccicchè fu coinvolto nell’inchiesta fatta dalla magitratura romana su una presunta videnda di “tangenti” legata alla vendita di centinaa di case prefabbircate destinate ai terremotitati dell’irpinia. Il giornalista ricevette una comunicazione giudiziarioa dal pubblico minitero Giacomo Paoloni nella  quale si ipotizzavano i reati di associazione per delinquere, truffa pluriaggravata e millantato credito . La magistrautra stava indagando , infatti,  una presunta truffa che alcuni italiani avrebbero commesso ai danni di due società parastatali svedesi – la “Doman Verket e la “Doman Housing” – dalle quali sarebbero fatti consegnare oltre tre miliardi di  lire facendo credere che tale somma sarebbe stata necessaria come “tangente” per poter vendere in Italia i prefabbricati forniti dalle stesse aziende svedesi. L’indagine fu successivamente formalizzata ed affidata al giudice istruttore Augusta Iannini.

Miccicchè finisce in carcere: siamo nel dicembre del 1990. Facendogli servire la colazione da un ufficiale, i carabinieri del reparto operativo di Roma hanno arrestato questa mattina nell' hotel Genova di Torino Aldo Micciche', 54 anni, ex segretario provinciale della Dc di Reggio Calabria e poi consigliere provinciale a Roma, latitante dall'’88 con l' accusa di reati fallimentari. L' operazione, condotta dai carabinieri di Roma in collaborazione con i colleghi di Torino, era stata preparata con cura. Secondo quanto si e' appreso dai carabinieri nel reparto operativo di Roma i reati di cui e' accusato Micciche' sono legati alla cessione del diurno della stazione termini da lui gestito negli anni settanta.

Dal reparto operativo di Torino si e' inoltre appreso che Aldo Micciche' era arrivato a Torino appena il giorno prima dell’arresto, proveniente dall' estero. L' arresto e' stato effettuato in base ad un mandato di cattura  del tribunale di Roma dell' ottobre 1988 relativo a reati fallimentari. In particolare per la bancarotta della societa' ''Alma gestione appalti'' di Roma.

Uscito anni dopo, Miccicchè fa perdere le sue tracce: parte per l’America Latina, e di lui non se ne sa più niente. Torna ora il suo nome sui giornali, nell’aprile del 2008, quasi 20 anni dopo il suo arresto.

A questo punto, la domanda è una sola: questa volta, però, la lasciamo immaginare ai lettori.

Laura Neri - Italia chiama Italia


















































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