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Home / Italiani all' estero / L'On.Fedi: “Lavorare uniti con gli eletti all’estero” - di Valentina Dello Russo
Wed, 07 May 2008 07:55:00

L'On.Fedi: “Lavorare uniti con gli eletti all’estero” - di Valentina Dello Russo


Marco Fedi


L’onorevole Marco Fedi, rappresentante del Pd, auspica una collaborazione fra deputati e sull’esito delle elezioni commenta: “Il Partito Democratico è piaciuto e ho ricevuto anche il sostegno di esponenti del centrodestra”




“Le elezioni sono alle spalle, ora bisogna lavorare uniti”. E’ questa, in buona sostanza, la posizione dell'On.Marco Fedi, rappresentante del Pd, eletto per la seconda volta in parlamento con 12.409 voti nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide.

“Abbiamo vissuto una campagna elettorale intensa – chiarisce l’onorevole – evidentemente, se siamo stati rieletti, le ragioni del Partito Democratico sono arrivate alla gente e sono piaciute. C’è stata comunque una grande difficoltà, da parte della nostra coalizione, nel far comprendere le cose fatte in diciotto mesi di legislatura. Questo dobbiamo ammetterlo. C’è stato un problema di comunicazione e siamo talmente coscienti dell’importanza del comunicare i lavori del Parlamento che nella prossima legislatura lavoreremo su questo”.

Quali saranno le vostre priorità?

“Avvieremo una fase di concertazione con gli esponenti del Pdl, i colleghi del Pd e tutti gli altri per stabilire delle priorità, dei punti di accordo, sui quale lavorare uniti. E’ un tentativo di coordinamento che non è riuscito, per una serie di ragioni, nella scorsa legislatura, ma che deve riuscire in questa”.

Uno di questi punti di accordo potrebbe essere la riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza?

“E’ stato oggetto di impegno elettorale sia del Pdl che del Pd, oltre ad essere un argomento già trattato nella scorsa legislatura, per questo credo non ci saranno problemi a lavorarvi assieme. Credo che si possa dire con grande ovvietà che questo è un punto comune”.

E la legge Tremaglia?

“In tempi non sospetti, quando ancora questa legge doveva esser partorita avevamo già detto che nasceva sbagliata. Ci impegneremo a cambiarla e porremo l’accento sul vero problema di quella legge: l’anagrafe degli elettori. E’ opportuno riformarla ed avviare un sistema nel quale, tutti gli elettori che sono intenzionati a votare, si iscrivano. Modificare la legge ordinaria è un atto inderogabile e invece di farlo divisi, come maggioranza e opposizione, penso lo si debba fare uniti, lanciando una proposta degli eletti all’estero. Ovvio che se questa non dovesse esserci saranno i singoli a muoversi, ma credo sarebbe auspicabile”.

Lei però è all’opposizione e dovrà misurarsi con una maggioranza di destra…

“Io non credo, come hanno detto in tanti, che il responso dell’ultima tornata elettorale sia in controtendenza. Noto invece una normale alternanza, un normale avvicendamento politico. Noi abbiamo avuto il coraggio di provvedere alla delicata transizione verso il Pd di Ds e Margherita, una transizione che è costata, certo, ma l’abbiamo fatto. Il PdL, invece, questa transizione non l’ha fatta, si è ripresentato con una coalizione vecchio stile in cui restano An e Forza Italia”.

Alla sua vittoria ha contribuito, a suo avviso, anche la campagna che le è stata fatta da un ex-esponente dell’opposizione, Giampiero Pallotta?

“Non sono in grado di soppesare l’influenza di singoli soggetti politici. Quello che posso dire è che dinanzi ad una vittoria qualsiasi contributo conta: tutto ha pesato. Anche esponenti di centrodestra che mi hanno appoggiato, certo. E non posso negarle che è arrivato sostegno anche di là”.

A proposito di centrodestra, le consultazioni sono state avviate… Che governo si aspetta?

“Non voglio eludere la sua domanda, ma, come ho avuto già modo di scrivere in questi giorni, mi interessano poco i nomi. Io desidero solo potermi sedere ad un tavolo con chi di dovere per parlare delle necessità degli Italiani nel mondo, per monitorare il lavoro del governo, come l’opposizione deve fare, e controllare che vengano rispettate le promesse elettorali. Penso che sia opportuno affidare un incarico di rilievo ad un eletto all’estero, basta anche un sottosegretario, perché anche da sottosegretario si può far bene il proprio lavoro. Ma questo credo lo si debba discutere nella maggioranza, perché, con tutto il rispetto, non sono cose che mi riguardano. A noi non interessano le persone, ma i programmi e le proposte”.


Valentina Dello Russo - Italia Chiama Italia


















































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