Primi indagati a Roma nell’inchiesta dei brogli e delle irregolarità all’estero. La notizia la avevamo pubblicata ieri in primo piano su Italia chiama Italia, prima delle agenzie nazionali più importanti, prima di quelle dedicate.
Si parla, lo ricordiamo, di Nicola Di Girolamo, eletto in Europa nelle fila del Popolo della Libertà: l’ipotesi di reato è quella di falso in atto pubblico e violazione della legge elettorale. Ieri anche il TG1 della 20 ne ha parlato.
Si apre quindi un enorme punto interrogativo sulla figura del senatore Di Girolamo, accusato fin dall’inizio di essere stato troppo furbo, diciamo così, anche per quanto riguarda l’iscrizione all’Aire, avvenuta pochi mesi prima delle elezioni. Raffaele Fantetti, ex candidato al senato per il PdL, e Guglielmo Picchi, azzurro eletto in Europa, sono stati fin dall’inizio coloro che hanno puntato il dito contro Nicola Di Girolamo, facendo aumentare i dubbi sulla legittimità della sua candidatura.
Italia chiama Italia ha voluto contattare telefonicamente proprio Raffaele Fantetti, e chiedergli un commento: “Noi da tempo ci stavamo interrogando sull’opportunità di presentare un ricorso”, spiega l’ex candidato del PdL. L’obiezione principale, è sul “quantum” dell’iscrizione all’Aire di Di Girolamo. L’iscrizione di Nicola Di Girolamo all’Aire risale “al 15 febbraio 2008, quindi secondo noi incompatibile” con la candidatura all’estero.
“Nella elaborazione di questo ricorso sul “quantum” della sua iscrizione Aire, abbiamo fatto un accesso agli atti che ci ha consentito di risalire alla sua residenza datata 15 febbraio, in Belgio”, spiega Fantetti, che continua: “Abbiamo proceduto sempre tramite accesso agli atti, attraverso la collaborazione di colleghi legali, a verificare questa residenza”. Ma il comune del Belgio, cui fa riferimento Di Girolamo sulla residenza, “non lo ha fra i propri iscritti, né è competente per quella strada”, per l’indirizzo indicato dal senatore ora indagato.
Fantetti non molla, e continua il percorso di verifica: scopre così che in realtà Di Girolamo la residenza l’avrebbe presa in un comune vicino a quello da lui indicato, dove solo in data “8 maggio 2008 si è recato a richiedere l’iscrizione”. Tanto è vero che, spiega Fantetti, “la procedura di richiesta di trasferimento di residenza ancora non è completata”. Da questo si evince che Di Girolamo “sicuramente prima dell’8 maggio non ha fatto richiesta” di iscrizione all’Aire; anche per questa ragione, “sembrerebbe che abbia dichiarato, con autocertificazione, una cosa non vera al consolato di Bruxelles”.
La procura della Repubblica di Roma ha quindi iscritto nel registro degli indagati Nicola Di Girolamo per reato di usurpazione di funzione pubblica, oltre che per falso in atto pubblico e violazione della legge elettorale, e ne ha informato la giunta delle elezioni. Come andrà a finire? Staremo a vedere.
Fino a qualche giorno fa c’era stato qualcuno che aveva gridato al mondo di essere orgoglioso di avere fra i propri soci e i “propri” candidati, il senatore Nicola Di Girolamo. Se le accuse della procura di Roma dovessero essere provate, sapendo che ognuno di noi è innocente fino a prova contraria, sarebbe un duro colpo per Di Girolamo e per tutti coloro che si sono vantati di averlo nella propria “squadra”. Tuttavia, sempre se le accuse veranno confermate, per il bene degli italiani all’estero, per la loro immagine, i loro interessi, e per il rispetto che l’Italia deve loro, Nicola Di Girolamo dovrà certamente essere mandato a casa. Questo è poco, ma sicuro. Che farà la politica? Resterà a guardare, o prenderà provvedimenti?
Torneremo a parlare del caso nei prossimi giorni, e sentiremo cosa ne pensano i vari protagonisti della politica legata agli italiani all’estero, ma non solo.
Ricky Filosa – talia chiama Italia
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