E' cambiato il governo, è cambiato il premier, sono cambiati deputati e senatori, ma Rai International è sempre la stessa. Piero Badaloni e la Cinquetti sono sempre al loro posto, e a quanto pare nessuno – almeno per ora – ha pensato di mandarli a casa.
Fra una nomina e l’altra, fra la composizione del governo e la fiducia al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, quello di Rai International sembra essere un problema relativamente piccolo. Purtroppo, aggiungiamo noi: anche se è comprensibile che in questi giorni si stia seguendo e pensando ad altro, la riforma di Rai International è uno di quei punti che tutti gli eletti all’estero, soprattutto quelli di centrodestra, hanno inserito nei loro programmi e fra le promesse da fare agli elettori.
Eppure, come ammette l’On.Guglielmo Picchi, eletto nelle fila del Popolo della Libertà in Europa, “non se n’è proprio parlato. In questo momento così particolare, non è una delle priorità”. Ecco, appunto. In ogni caso, “sicuramente cambierà qualcosa”, assicura l’azzurro, “ma bisogna parlarne in maniera collegiale, e analizzare il problema con calma, in tutta la sua complessità. Per ora viviamo una fase riflessiva – spiega Picchi – e la priorità non è Rai International, anche se siamo sicuri che sarà un argomento da affrontare presto”.
Aldo Di Biagio, anche lui eletto per il PdL in Europa, confessa che di Rai Intenational “ancora non se n’è parlato. Per il momento stiamo rincorrendo altre situazioni”, dice, riferendosi al fatto che Silvio Berlusconi non ha parlato di italiani nel mondo nel discorso con il quale ha chiesto la fiducia alla Camera.
Gli fa eco Giuseppe Angeli, Popolo della Libertà, eletto in America del Sud, che taglia corto: “Stiamo pensando ad altro, ma ovviamente poi affronteremo anche il tema di Rai International”.
Gli altri deputati contattati, ci hanno detto più o meno le stesse cose. E’ ancora presto, quindi, parlare del canale internazionale della televisione pubblica; “prematuro”, almeno secondo i nostri eletti. Gli eventi si susseguono velocissimi, e l’attenzione si sposta su altre cose più all’ordine del giorno. Eppure quello di Rai International, che trasmette contenuti a senso unico e che è sempre più lontana dall’equilibrio tanto auspicato dagli italiani residenti oltre confine, resta un grande nodo – rosso – da sciogliere. Se non oggi, prima possibile.
Intanto, lo ricordiamo ai lettori ma anche ai nostri politici, Rai International continua a deludere gli spettatori, continua a mangiare soldi senza produrre programmi di qualità. Persino il sindacato autonomo della Rai ha sollevato in questi ultimi giorni diversi interrogativi sulle più recenti vicende che hanno coinvolto Rai International.
Molti aspetti che non funzionano e non sono chiari, sono legati alla “Newco”: “la nascita di questa società può ricondursi alla delibera del Cda Rai del 19.20/2/2003, ma trova pratica applicazione con la più recente delibera del medesimo organo del 20 giugno 2007; nel frattempo viene rinnovata per il periodo 2007-2009 la Convenzione fra Rai e Presidenza del Consiglio dei Ministri che regolamenta i termini dell'offerta televisiva, radiofonica e multimediale per l'estero (detta Rai International)”, questo è quanto si legge in un comunicato del Libersind, sindacato autonomo della Rai.
Con la convenzione fra Rai e Presidenza del Consiglio dei ministri (si parla di 30milioni di euro, vi ricordate?) si sarebbe dovuto migliorare l’offerta del canale internazionale della Rai: tuttavia, pare che l’attuale gestione non abbia saputo ottenere risultati positivi. Anzi, al contrario, Rai International continua a perdere punti, e quattrini.
Unici introiti per il momento "certi" (?) sono quelli faticosamente incassati dalla Rai nei due più difficili continenti, quello africano e quello asiatico, e quelli più sostanziosi legati alla distribuzione dei 3 canali nazionali Rai in Europa, dove, fra l’altro, non è più disponibile (dopo meno di 4 mesi di "vita") il segnale internazionale o - quanto meno - quello che sta andando in onda non è vendibile né identificabile per l'utenza finale come un canale che rispecchia (per i non italiani) il meglio del "made in Italy" o un canale di servizio per gli italiani residenti in Europa.
Critiche da tutto il mondo c’erano state, e ci sono, anche per quanto riguarda il nome del canale internazionale della televisione pubblica italiana. Dopo anni di difficile conquista dei vari mercati, il "brand" Rai International viene sostituito - su richiesta dei vertici della NewCo - con il nome di "Rai Italia" ed ha anche un nuovo Logo. Questa decisione mette in dubbio non solo l'esistenza, ma soprattutto la serietà di una efficace strategia commerciale della Newco. Cambiare nome e logo, infatti, ad un canale dopo anni di faticosa conquista dei mercati esteri e di fidelizzazione ad un prodotto che rappresenta il "Made in Italy", è quasi un autogoal. Va rilevato come il logo sia stato elaborato da un consulente esterno che ha probabilmente valutato solo un interesse particolare, dimenticando quello superiore dell'Azienda.
Gli utenti all'estero continueranno perciò a pagare per un servizio che non si sa come verrà reso, quando sicuramente, come hanno sempre sostenuto diversi esponenti politici del centrodestra ma non solo, quello che si cela dietro la costituzione di questa NewCo è solo un'evidente assegnazione di poltrone e relativo elargimento di sostanziose prebende a personaggi di dubbia capacità manageriale e spirito imprenditoriale.
In relazione a quanto descritto il sindacato Libersind Confsal esprime tutta la sua contrarietà al progetto di costituzione della nuova società Rai International NewCo. All’attuale Direzione di Rai International, composta da un Direttore e ben 4 Vicedirettori, se ne aggiunge una nuova, composta, come si è detto, da soggetti con alti incarichi e lauti compensi, con una “mission” poco chiara e non descritta al Sindacato.
Di tutto questo e di molto altro ancora speriamo si occupi presto la politica, speriamo che gli eletti all’estero prendano posizione una volta per tutte.
Ricky Filosa – Gente d’Italia/Italia chiama Italia
ricky@italiachiamaitalia.com