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Home / Italiani all' estero / Tremaglia sul caso Di Girolamo: “Se certe cose saranno verificate, non ha diritto di stare in parlamento”
Thu, 15 May 2008 07:55:00

Tremaglia sul caso Di Girolamo: “Se certe cose saranno verificate, non ha diritto di stare in parlamento”


Mirko Tremaglia (foto: Italia chiama Italia)


E sul fatto che Berlusconi non abbia ancora nominato una guida per gli italiani all'estero, secondo Tremaglia “anche quando il governo è formato, c’è la possibiltà fare il ministro degli italiani nel mondo, con decreto legge. È una questione che si discuterà in questi giorni”.




Il caso Di Girolamo, che è finito su tutti i giornali e persino al TG1, continua a fare discutere. Il senatore del PdL, ha diritto o no di stare in parlamento? Insomma, i suoi bei voti li ha presi. Questo non basta?

Non secondo Mirko Tremaglia, padre della legge sul voto all’estero, che, contattato da Italia chiama Italia, spiega: “Questo Di Girolamo si è iscritto all’Aire in data 14 febbrario, addirittura dopo l’indizione delle elezioni. Quando si indicono le elezioni, in quel momento scatta la legge. In data 6 febbraio chi aveva la residenza all’estero si poteva candidare, ma non ci può iscrivere all’Aire dopo l’indizione delle elezioni”.

Quindi, secondo Tremaglia, “se uno non è residente al momento delle indizioni delle elezioni non ha alcun diritto, e per cui se si accerta che chicchessia non ha la residenza in quel  momento, naturalmente non avrà diritto di rimanere in parlamento”.

Di Girolamo a parte, chiediamo al ministro degli italiani nel mondo come mai Berlusconi non abbia parlato di italiani all’estero nel suo discorso alla Camera: “Sono autorizzato dal presidente Berlusconi – ci risponde Tremaglia - a ribadire la situazione da lui assunta con lettera inviata a tutti gi italiani nel mondo, dove Berlusconi dichiara “ora finalmente si può voltare pagina, la parola torna al popolo sovrano di cui anche tu fai parte, pur essendo lontano dall’Italia”. “A questo proposito – scrive sempre Berlusconi - rivendichiamo orgogliosamente al nostro governo il merito di aver fatto approvare insieme all’istituzione del ministero per gli Italiani nel Mondo,  la legge che permette anche a te di votare e agli italiani all’estero di eleggere 12 deputati e 6 senatori, dando così voce e rappresentanza agli italiani che con il loro impegno e la loro cretività sono i primi ambasciatori nel mondo dell’Italia e del suo patrimonoio di umanità e di cultura”.

Secondo Tremaglia, “anche quando il governo è formato, c’è la possibiltà fare il ministro degli italiani nel mondo, con decreto legge. È una questione che si discuterà in questi giorni”.

E la delega agli italiani nel mondo che sarebbe stata data al ministro Frattini? “La delega data a lui è quella di Prodi, ma il problema rimane. Di fronte alla vergognosa operazione fatta da Prodi (quella di aver cancellato il ministro per gli italiani all’estero) noi dobbiamo reagire”, conclude Tremaglia.

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