Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha risposto ad un appello rivoltogli dal difensore regionale Catello Aprea in merito al caso del ventenne Angelo Falcone di Rotondella che, da oltre un anno, è detenuto in attesa di giudizio nel carcere della città indiana di Mandi insieme con un amico italiano, Simone Nobili.
Il capo dello Stato ha risposto attraverso il Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, assicurando il proprio interessamento presso il competente Ministro della Giustizia, soprattutto per quanto riguarda il particolare aspetto del gratuito patrocinio.
Aprea si era rivolto al presidente della Repubblica nel marzo scorso, sottolineando tra l’altro “che il padre del giovane, Giovanni Falcone, ex brigadiere dell’Arma dei Carabinieri, molto impegnato nel volontariato, da mesi lotta disperatamente per dimostrare l’innocenza del proprio figlio, costretto a vivere le condizioni disumane a migliaia di chilometri dalla sua Patria e da suoi disperati genitori” . A causa delle pessime condizioni igieniche e sanitarie dell’ambiente carcerario, Angelo ha contratto anche l’epatite virale.
Il difensore civico aveva evidenziato inoltre “che le modeste condizioni economiche della famiglia Falcone non consentono al giovane una difesa adeguata”, lamentando “l’assenza di convenzioni tra Italia e India sul gratuito patrocinio in materia penale”.
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