Il portale dell' informazione di tutti gli italiani





la tua e-mail per ricevere le notizie  più importanti
Tuo Nome :
Tua E-mail :
 
Sei soddisfatto del lavoro dei 18 parlamentari eletti all'estero fino ad oggi?
Sì, moltissimo
No, per niente
Potrebbero fare molto di più
Perchè, ci sono 18 eletti all'estero in parlamento?!
Home / Italiani all' estero / Picchi (PdL): “Preferisco avere un viceministro in meno, ma più riforme per i connazionali”
Wed, 28 May 2008 07:55:00

Picchi (PdL): “Preferisco avere un viceministro in meno, ma più riforme per i connazionali”




E sul caso Di Girolamo: “O uno è residente all’estero o non lo è. Su questo, credo che la procura di Roma abbia atti e fatti in mano per dire che Di Girolamo non era residente all’estero e in ogni caso ha dichiarato il falso”




Guglielmo Picchi è uno dei parlamentari azzurri che anche questa volta è riuscito ad entrare in parlamento. Eletto in Europa con Forza Italia nel 2006, entra alla Camera nel 2008 nelle fila del Popolo della Libertà.

On.Picchi, ancora poco o niente per gli italiani nel mondo. Ma che succede?

Io faccio un ragionamento politico. Il governo è passato da 100 membri, a 60. E’ normale che ci debbano essere una serie di sacrifici in termini di deleghe. E’ successo a tantissime altre deleghe. Non trovo scandaloso il fatto che Mantica abbia avuto la delega agli italiani nel mondo, oltre ad altre, fra cui quella della cooperazione e della cultura italiana all’estero.  Credo sia molto più importante che le iniziative legislative che provengono da noi eletti all’estero siano recepite dal governo. Dobbiamo essere promotori della rappresentanza elettiva all’estero, insieme al Cgie. Preferisco avere un viceministro in meno, ma più riforme per i connazionali, e non il contrario.

Quindi, il clima di delusione che c’è e proviene da diverse parti del mondo, è tutto un capriccio?

Gli italiani all’estero sono interessanti alle chiacchiere, o al fatto che la delega agli italiani nel mondo sia stata data comunque concessa? E poi, è stata da solo ieri. Se tra un mese, due, tre, non ci sarà nessun provvedimento legislativo a favore degli italiani all’estero, allora vedremo. Il resto è più voglia di creare un clima sfavorevole all’iniziativa del voto estero, che nuoce prima di tutto ai connazionali.

Insomma, lei non perde la speranza...

No, sono ancora positivo. Se non ci sarà niente per gli italiani all’estero, ripeto, fra qualche mese, allora ne riparleremo. Alla fine, uno dei punti principali, anche per quanto riguarda gli italiani nel mondo, era l’abolizione dell’Ici. L’abbiamo ottenuta. Brunetta è stato interessato per la digitalizzazione di tutti i consolati italiani nel mondo. Per i detenuti italiani all’estero c’è una grande attenzione. Ultimo il caso di un nostro connazionale detenuti in Inghilterra, che siamo riusciti a portare a casa grazie all’interessamento di un parlamentare eletto all’estero (è stato proprio l’On.Picchi ad interessarsi a questa vicenda, ndr) presso il ministro Frattini.

Gli altri casi di detenuti all’estero la Farnesina li sta seguendo tutti con molta attenzione. Molta di più, rispetto al precedente governo. I sottosegretari sono a conoscenza di tutti i casi. Ho parlato con il sottosegretario Craxi (Stefania, ndr) proprio 3 minuti fa di questo, e in particolare del caso dei due italiani in carcere in India.

Si riferisce ad Angelo Falcone e il suo amico?

Sì, proprio loro.

E cosa le ha detto il sottosegretario?

Che l’attenzione della Farnesina è altissima e che stanno fornendo ai connazionali e alle famiglie tutta l’assistenza possibile, per migliorare la situazione di detenzione e soprattutto per accelerare i tempi processuali.

Tutto bene, allora. Vento in poppa…

Vorrei giudicare il governo in base a quello che fa. Certo, magari qualcuno di noi singolarmente può essere rimasto deluso. Ma la direzione presa è quella giusta.

Il governo oggi (ieri per chi legge) è stato battuto alla Camera. Cos’è successo?

Un banalissimo incidente di percorso. Ci sono tanti colleghi nuovi e non sono abituati al ritmo dei lavori. Tanta gente era nei pressi dell’Aula, ma non ha riconosciuto il momento in cui si doveva votare. Un banale incidente di percorso, come del resto era accaduto anche la scorsa legislatura all’allora maggioranza. Vorrei inoltre aggiungere che ciò su cui è stato battuto il governo in realtà era un emendamento già contenuto nel decreto originariamente fatto dal governo Prodi. Inoltre, era relativo a certe norme sulla caccia e i nidi di uccelli… Onestamente, su questo tipo di provvedimenti, possiamo anche permetterci di andare sotto.

Torniamo  dai nostri connazionali oltre confine. I comitati parlamentari per le questioni degli italiani all’estero, verranno rimessi in piedi?

Stiamo valutando che cosa è più opportuno fare. Alla luce di questo credo sia prima opportuno che i parlamentari di maggioranza si incontino con il presidente Berlusconi. Poi tutti i parlamentai con il ministro degli Esteri Frattini, e da lì capire quale può essere lo strumento parlamentare più utile per gli italiani all’estero. Non giudico positivamente un comitato che è un sottocomitato della commissione Esteri, a cui partecipano solo alcuni eletti. Non è lo strumento più idoneo. Forse la creazione di un comitato interparlamentare per le questioni degli italiani all’estero a cui possano partecipare tutti gli eletti nel mondo, a prescindere dalla commissione a cui appartengono, sarebbe la cosa migliore. Ma, ripeto, aspetterei gli incontri con Berlusconi e Frattini prima di andare oltre.

Se eventualmente questi  dovessero essere ricostituiti, a chi andrà la guida dei due comitati? Nomi a parte, al PdL o al Pd?

C’è un fattore operativo di cui bisogna tener conto. Narducci è già vicepresidente della Commissione Esteri; Fedi ha un incarico istituzionale. Porta fa il segretario della presidenza della Camera dei Deputati. Credo che sia opportuno che il PdL mantenga le presidenze delle due commissioni, dei due comitati, eventualmente, in modo tale che ci sia un giusto equilibrio.

Secondo qualcuno lei sarebbe un moralista, meglio un “falso moralista”, per aver puntato il dito contro Di Girolamo, eletto in Europa, candidato dopo essersi iscritto all’Aire da un paio di mesi appena… Come risponde?

Le persone devono sapere che la mia iscrizione Aire credo risalga a 3 o 4 anni precedenti la data del voto. Credo sia agli atti. Chiunque puo’ andare a controllare. E già vivevo all’estero da un anno, quando mi iscrissi all’Aire. Ho pagato sempre le tasse all’estero, ci sono i documenti. 

Sì, ma "falso moralista"?

Io vivo e ho vissuto all’estero, Di Girolamo no. Punto. O uno è residente all’estero o non lo è. Su questo, credo che la procura di Roma abbia atti e fatti in mano per dire che Di Girolamo non era residente all’estero e in ogni caso ha dichiarato il falso. Se Di Girolamo, o chi per lui, ha in mano documenti con i quali può dimostrare che io ho dichiarato il falso, si faccia avanti e agisca pubblicamente.


Italia chiama Italia


















































© 2006 Italia chiama Italia. Tutti i diritti sono riservati.