Il portale dell' informazione di tutti gli italiani





la tua e-mail per ricevere le notizie  più importanti
Tuo Nome :
Tua E-mail :
 
Fa bene il governo a "tagliare", in un clima di difficoltà economica mondiale?
Sì, è l'unica cosa da fare in questo momento
No, con questi tagli si rischia di bloccare l'Italia
Non so, non ho ancora le idee chiare
Non mi interessa la politica, è solo un magna magna generale

Home / Italiani all' estero / ITALIANI NEL MONDO: ICI SI', ICI NO? – di Valentina Dello Russo
Fri, 13 Jun 2008 08:00:00

ITALIANI NEL MONDO: ICI SI', ICI NO? – di Valentina Dello Russo




Presentato l’emendamento Bucchino-Fedi per estendere l’esenzione anche ai connazionali oltreconfine, mentre gli eletti all’estero si dividono. Italia chiama Italia ha sentito Marco Fedi, Guglielmo Picchi, Laura Garavini, Aldo Di Biagio e Claudio Micheloni




Ici abolita sulla prima casa, ma non se questa appartiene a un Italiano residente all’estero. Dinanzi a questa disparità di trattamento fra connazionali in patria e non, è stato presentato, alla quinta Commissione Permanente Bilancio della Camera dei deputati, l’emendamento “Bucchino-Fedi”, che mira ad estendere l’esenzione dell’Ici agli italiani residenti oltreconfine.

I due deputati del Pd “avevano immediatamente denunciato che il decreto legge numero 93/2008 del governo Berlusconi non solo non aveva esteso agli italiani residenti all’estero l’esenzione dal pagamento dell’imposta comunale, ma aveva assurdamente abrogato anche l’ulteriore detrazione fino a 200 euro introdotta dalla Finanziaria 2008 del governo Prodi”.

Che si sia trattato di una svista dell’esecutivo o del tentativo di escludere dal beneficio gli elettori oltreconfine, ancora non è chiaro e gli eletti all’estero si dividono. L’onorevole Marco Fedi, rappresentante del Pd eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, e co-autore dell’emendamento spiega: “Da questa maggioranza possiamo attenderci di tutto. Stiamo comunque aspettando di avere un quadro più completo per capire se sia stata una vera e propria azione premeditata o una disattenzione. Nell’uno o nell’altro caso, che sia stata cioè un’azione premeditata o una svista, ora deve essere superata: se il nostro emendamento verrà accolto non ci saranno problemi, altrimenti lo presenteremo come ordine del giorno”.

Di segno opposto la lettura di Guglielmo Picchi, deputato PdL eletto in Europa: “In effetti in quella che è la normativa attuale non è estremamente chiaro se gli italiani all’estero siano compresi o meno  nell’esenzione. In realtà, leggendo la norma, siccome rimane in vigore il decreto per cui l’abitazione principale degli italiani all’estero rimane equiparata a prima casa, l’esenzione Ici dovrebbe essere automatica”.

Non è d’accordo Laura Garavini, deputata del Pd eletta in Europa: “Questa situazione la dice molto lunga sul totale disinteresse di questo governo rispetto ai nostri connazionali che vivono all’estero, in particolare in Europa. E’ risaputo che la maggior parte di loro possieda un seppur piccolo immobile in Italia ed è assurdo che li si escluda. Noi comunque ci stiamo organizzando e speriamo che questo emendamento possa avere gli effetti desiderati”.

Rasserena gli animi, annunciando un’analoga iniziativa della maggioranza, l’onorevole Aldo Di Biagio, anche lui eletto in Europa, ma nelle fila del PdL: “Ho presentato, insieme ai colleghi deputati eletti all’estero del PdL, Picchi, Berardi e Angeli, una proposta univoca, nella quale chiediamo alla commissione Finanze che venga esplicitato il fatto che anche gli italiani residenti oltreconfine potranno godere dell’abolizione dell’Ici”. La proposta verrà discussa in commissione proprio oggi, venerdì 13 giugno. “Farò il mio intervento – ha proseguito Di Biagio – e cercherò di stimolare tutti e recuperare il coinvolgimento degli italiani nel mondo sul problema Ici”. 

“Una risposta comune”, dunque, è quella che intendono dare i deputati del PdL a una questione che interessa molto da vicino milioni di connazionali nel mondo.

Secondo Di Biagio, la proposta “sarà sicuramente accettata”, come crede anche l’onorevole Picchi: “Per evitare confusioni interpretative, ho parlato con il governo, in questo caso con i sottosegretari all’Economia, Casero e Vegas, e ho reso noto che noi in ogni caso presenteremo questo emendamento”. I due sottosegretari, come racconta Picchi, “hanno preso nota, non mi hanno detto ‘non se ne parla nemmeno’; se non volete una nostra proposta, proponetelo voi, ho detto, ma basta che ci sia uno strumento normativo, che può essere anche una circolare ministeriale, in cui la Direzione Generale delle Politiche Fiscali chiarisca che gli italiani all’estero sono compresi”, e che anche loro non dovranno pagare l’Ici.

“Secondo me – ha assicurato l’esponente della maggioranza – non ci dovrebbe essere alcun tipo di problema. Anche perché se no, si applicherebbe una discriminazione verso i connazionali”. Il deputato azzurro crede comunque “che tutto sia stato frutto di una disattenzione nello scrivere il documento da parte del governo, però la legislazione attuale – chiarisce – già prevede che gli italiani all’estero possano non pagare l’Ici”.

Un emendamento ulteriore è anche allo studio di alcuni membri di Palazzo Madama, come conferma il senatore Claudio Micheloni, eletto per il Pd nella Circoscrizione Estero, ripartizione Europa: “Credo che l’emendamento Bucchino-Fedi sia molto positivo, ma se non dovesse ottenere gli effetti sperati noi ne stiamo scrivendo uno anche al Senato. Mi auguro che la situazione possa risolversi alla Camera, ma siamo pronti a presentare una proposta analoga a Palazzo Madama. Non credo affatto si sia trattato di una svista del governo: hanno già tagliato i fondi che avevamo previsto per la Finanziaria 2008 per la riforma della rete consolare e i corsi di Italiano all’estero. Sarebbe solo l’ennesima azione del genere. E’ abbastanza naturale in quell’ambiente non pensare agli Italiani oltreconfine”.

Più attendista l'onorevole Fedi: “Non posso esprimermi sul perché il governo abbia escluso i nostri connazionali, posso solo dire che per ora ci sono stati solo annunci: in politica estera, come sul tema immigrazione. Ancora non ho visto i fatti: quando si arriverà nelle aule, allora sapremo giudicare”.

Difende l’operato del governo Picchi, ricordando una legge del ’93: “E’ vero, sarebbe stato meglio esplicitare l’esenzione. Ma sarebbe stato negativo se fra le varie norme che sono andati a inserire si fosse abrogata la legge numero 65 del ’93, che aveva questa previsione. Tutto gira attorno all’interpretazione di ‘abitazione principale’: è qui che la sinistra fa confusione e cerca di rimestare nel torbido. Ma quella norma chiarisce il concetto di ‘abitazione principale’, che è lo stesso ai fini della nuova normativa. L’abitazione principale dei cittadini italiani all’estero è già esente da Ici: la definizione è compresa in questa norma del ’93. Fino a quando questa norma rimane in vigore – puntualizza – automaticamente tu hai diritto all’esenzione”.

Comunque, promette per chiudere l’azzurro, “per evitare qualsiasi ombra di dubbio, e che la sinistra ci dia fastidio strumentalmente, abbiamo pregato il governo affinché tagli la testa al toro. Ma non c’è malafede o dimenticanza, c’è l’attacco della sinistra e basta”.


Valentina Dello Russo - Italia Chiama Italia


















































© 2006 Italia chiama Italia. Tutti i diritti sono riservati.