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Home / Italiani all' estero / Nicola Di Girolamo non si arresta. La Casta si difende
Tue, 24 Jun 2008 16:44:00

Nicola Di Girolamo non si arresta. La Casta si difende


Nicola Di Girolamo, PdL


No della Giunta delle Immunità e delle Autorizzazioni a procedere di Palazzo Madama. Voto praticamente unanime, una sola astensione. Di Pietro: "Si apre problema gravissimo, l'Italia dei Valori non ci sta". A rischio l'alleanza con il Pd




Nicola Di Girolamo non sarà arrestato. Lo ha deciso la Giunta delle Immunità e delle Autorizzazioni a procedere di Palazzo Madama, che ha espresso il suo parere negativo alla richiesta di arresti domiciliari da parte della procura di Roma per il senatore del Popolo della Libertà eletto in Europa.

L'organismo monocamerale guidato da Marco Follini ha ascoltato il parlamentare. Dopo un dibattito ha deciso di dare parere negativo all'autorizzazione all'arresto richiesto dal gip.

Italia chiama Italia conosce bene il caso Di Girolamo, e lo ha seguito fin dal principio. Nella sezione "Italiani all'estero" del nostro sito si possono trovare tutti gli articoli di riferimento, compreso il testo integrale dell’ordinanza con la quale il gip ha chiesto gli arresti domiciliari per l’eletto all’estero, accusato  di falso – fra le altre cose - per essersi candidato dopo aver dichiarato di avere la residenza in Belgio, cosa non vera per il gip del tribunale di Roma.

La decisione della Giunta è stata presa praticamente all’unanimità, con una sola astensione. La Casta si difende, e difende i suoi componenti.

Per tutti i membri della Giunta Di Girolamo e' vittima di "fumus persecutionis". Il parere della Giunta sara' votato nei prossimi giorni dall'Assemblea che, tranne che per reati gravissimi, non ha mai sovvertito la decisione della Giunta. Tutto lascia pensare, quindi, che Di Girolamo continuerà a sedere in parlamento, almeno per ora, alla faccia dei giudici e degli italiani all’estero, gabbati per l’ennesima volta.

Di Girolamo, avvocato e imprenditore di 47 anni, risulta dal sito web del Senato residente a Bruxelles. La precondizione per candidarsi in una circoscrizione estera è appunto quella di esservi residente.

La richiesta del giudice per le indagini preliminari Luisanna Figliolia rientra nell'ambito di un'inchiesta sulla regolarità del voto all'estero avviata praticamente subito dopo le elezioni del 13 e 14 aprile.

Nel maggio scorso, un esponente del Pd aveva detto che, secondo le indagini, Di Girolamo sarebbe risultato non residente all'estero, e lo aveva invitato a dimettersi. Ancora prima, però, Raffaele Fantetti, anch'egli candidato al Senato in Europa per il PdL, aveva puntato il dito contro la non eleggibilità di Di Girolamo.

Intanto, la decisione della Giunta guidata da Follini non convince il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che proprio non ci sta:  “Noi dell'Idv abbiamo chiesto agli elettori di votarci per essere alternativi a Berlusconi. Se il Pd vuole fare da supporto a Berlusconi, noi non possiamo essere loro alleati. Si apre un problema delicatissimo sulle alleanze. Ci vuole un chiarimento subito".  Queste le parole piene di rabbia di Di Pietro, perche' il Pd ha non ha votato per l'arresto di Di Girolamo e si e' mostrato "disponibile a una legge per dare l'immunita' a Berlusconi".

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