Mica te lo dicono qual è il giusto percorso
per fare bene tutto, e non aver nessun rimorso;
ti devi metter sotto, tirare a indovinare,
e in quei casi, ogni momento, può essere fatale.
Te lo bruciano davanti, il libretto di istruzioni,
" vivendo imparerai", ti gridano i santoni;
ma io tutto 'sto tempo probabilmente non ce l'ho,
oppure non ho voglia, tanto in fondo che ne so
di come sta la gente, quella che è senza lavoro,
quella che dentro la stanza ci dormono in diciotto;
io certe cose me le sogno, sono troppo fortunato,
e un piatto di spaghetti, è vero, non m'è mai mancato.
Un tetto sulla testa, vestiti per coprirmi,
lenzuola di cotone e cuscini in piume d'oca;
le mani morbidissime, non come i muratori,
quelli sì che la schiena se la spezzano sul serio.
Ed io che piango spesso per uno stupido capriccio,
io che mi innervosisco per uno strano desiderio,
ho il coraggio di pensare che il mondo può cambiare
piano piano, lavorando, non dimenticando
che siamo tutti uguali, e chissenefrega
se uno è giallo, l'altro verde, e quella è tutta nera;
nel mondo sono tanti i colori della pelle,
ma se guardiamo al cielo, sono le stesse stelle
che ci osservano, ci studiano, ridono di noi,
scherzano con gli angeli e fanno capriole.
da "Le mie Poesie", inedito di Ricky Filosa
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