Ho visto il mare senza sapere cosa fosse,
mi ci son buttato dentro e vorace mi ha inghiottito.
Ho camminato sull’orlo del vulcano ignorando la paura,
ho perso l’equilibrio e il fuoco mi ha bruciato vivo.
Ho letto mille lettere d’amore, ma poi chissà,
mi è successo qualche cosa e le ho dimenticate.
Ho suonato la chitarra per ore, nella pioggia,
ma dopo lei si è ribellata ed è tornata a casa.
Ho scritto sul petto di mia moglie la parola cuore,
ed è rimasta lì, indelebile nel tempo, incancellabile;
è andata sottopelle, come un tatuaggio, come una malattia,
che ormai è parte di lei, ormai non va più via.
Ho asciugato nella vita tante lacrime di donna,
ma non sono mai riuscito a curar la nostalgia;
ho provato ad asciugare anche quella di mia madre,
ma poi mi sono accorto che la lacrima era mia.
Ho corso per le strade di un mondo sconosciuto,
più volte mi son perso, ma non ho mai chiesto aiuto;
nel momento del bisogno, di questo io ne son sicuro,
un angelo dal cielo mi ha protetto col suo scudo.
Io non la voglio smettere di acciuffare le emozioni
che la vita mi regala, anche quando non le aspetto;
il guaio è che va in fretta, questo tempo virtuale,
il guaio è che il mio sogno è ancora chiuso in un cassetto.
Ricky Filosa
Da “Le mie Poesie”, inedito di Ricky Filosa
Italia chiama Italia
