Il quotidiano online di tutti gli italiani






la tua e-mail per ricevere le notizie  più importanti
Tuo Nome :
Tua E-mail :
 
Dopo la batosta elettorale del PdL, si andrà al voto anticipato?
Sì, ne sono certo
No, si arriverà al 2013
Si vota entro l'anno prossimo
La politica mi ha stufato...
Home / Gli Articoli del Direttore / Di Girolamo ci prova, ma non convince – di Ricky Filosa
Fri, 25 Jul 2008 08:00:00

Di Girolamo ci prova, ma non convince – di Ricky Filosa


Nicola Di Girolamo, Popolo della Libertà


"Nella memoria difensiva Di Girolamo dice che il certificato glielo hanno dato e lui lo ha utilizzato (possideo quia possideo). Ma non dice quello che è già stato provato e smascherato dalla Procura della Repubblica"




La Giunta per le elezioni del Senato si è riunita lo scorso 15 luglio per discutere del caso Di Girolamo, il senatore del Popolo della Libertà eletto in Europa accusato di aver dichiarato il falso al momento della sua iscrizione Aire, ingannando così gli elettori e giocando sporco nei confronti degli altri candidati della sua stessa ripartizione elettorale, l’Europa, appunto.

Per decidere sulla eleggibilità di Nicola Di Girolamo, la Giunta per le elezioni del Senato ha costituito al suo interno un Comitato inquirente che dovrà raccogliere le testimonianze “rilevanti ai fini di causa” e riferire alla Giunta entro il prossimo 30 settembre.

Inizia quindi l’esame del merito del ricorso di Raffaele Fantetti – ex candidato al Senato proprio in Europa, sempre per il PdL, colui che prenderebbe il posto di Di Girolamo se questi dovesse essere espulso – contro il senatore eletto.

Intanto Di Girolamo ha presentato la sua memoria difensiva. Tanti giri di parole, concetti incomprensibili ai più e se si vuole, in qualche modo, paradossali. Se ho capito bene cosa dice adesso Di Girolamo? Visto che si e' autocertificato il 14 febbraio, e il consolato in Belgio ha accettato l'autocertificazione, anche se poi si scopre che era tutto falso l'elezione va bene lo stesso, a meno che il Di Girolamo non sia nel frattempo condannato dalla magistratura? (http://www.agenziaaise.it/gestionedb/03-News.asp?Web=Giorno&Modo=12&IDArc=60346).

Ma visto il tempo medio dei processi in Italia, la Cassazione probabilmente non si pronuncera' sulla questione se non ben oltre la fine della corrente legislatura. A questo punto, chiunque si puo' autocertificare, essere eletto, fare le Leggi in Parlamento, e se poi si prova che ha detto il falso, non ci sara' modo di rimettere le cose a posto, perche' sette o otto anni dopo i suoi voti non si possono certo cancellare, ne' le votazioni essere rifatte. Magari e' anche incensurato, quindi se la cava con la condizionale. Fantastico!

Se questo fosse vero, ci sarebbe davvero tanto da pensare...e da scrivere.

Comunque, riassumendo, nella memoria difensiva Di Girolamo, in mancanza di argomentazioni migliori, dice che il certificato glielo hanno dato e lui lo ha utilizzato (possideo quia possideo). Ma non dice quello che è già stato provato e smascherato dalla Procura della Repubblica, ovvero:

che il certificato di residenza è stato rilasciato sulla base di informazioni auto-certificate che si sono poi rivelate false (e l'autocertificazione vale solo fino a querela di falso!);

che il funzionario (Mattiussi) che il 5 marzo glielo ha rilasciato, ha agito illegittimamente, sia perchè non aveva la delega necessaria del Console, sia perchè non ha tenuto conto che la pratica di iscrizione era sospesa "in attesa di documentazione" (mai arrivata ovviamente!)

che il suddetto certificato è stato formalmente annullato dal Consolato d'Italia a Bruxelles lo scorso 14 maggio 2008. A fronte di ciò il Di Girolamo ha chiesto al TAR di Roma di sospendere il decreto di annullamento "per difetto di notifica del procedimento" (probabilmente glielo hanno notificato all'indirizzo di Bruxelles dove non è mai stato!). Ma ieri Di Girolamo e i suoi legali hanno cambiato idea e hanno ritirato il ricorso. Nella disperazione, hanno preferito non affrontare il TAR, e vivacchiare ancora un po', possibimlente fino all'autunno.

Se il TAR avesse dato torto a Di Girolamo - come probabilmente sarebbe successo - il senatore sarebbe stato spacciato. Invece così ha ancora un margine di gioco, diciamo. La settimana prossima spiegheremo meglio perchè.

In ogni caso, ad oggi, Di Girolamo, ufficialmente, non è mai stato residente all'estero. Il caso continua.


Ricky Filosa – Italia chiama Italia

ricky@italiachiamaitalia.com


















































© 2006 Italia chiama Italia. Tutti i diritti sono riservati.