La carriera politica di Alessandro Pucci, attuale responsabile de La Destra per gli italiani all'estero, inizia nel settembre del 1972, quando a soli 13 anni si iscrive alla sezione del M.S.I. presso la sezione M.S.I. Flaminio al FdG (Fronte della Gioventù – l’ Organizzazione Giovanile del M.S.I.); diviene i in pochi mesi il più giovane segretario Giovanile del partito.
Durante gli anni '70 riveste vari incarichi nel partito: come lui stesso racconta a Italia chiama Italia, "mi ricordo per esempio la nomina che mi fece Teodoro Buontempo nel 1976 a Responsabile del tesseramento del FdG. di Roma (allora ero membro dell’ Esecutivo Provinciale)".
"Non nascondo che gli anni '70 furono per me non solo una grande militanza politica ma anche un‘alternarsi di sofferenze a livello famigliare", ammette Pucci. "Mio padre Mario Pucci, Redattore Capo del Secolo d’Italia e Giornalista Parlamentare, soffrì con mia madre una serie di attentati ad opera della sinistra e soprattutto alcune vicende giudiziarie che mi videro coinvolto dal 1974 in poi, causarono in lui una grande sofferenza che a soli 50 anni determinò la sua scomparsa".
Nel 1986 aderisce a Londra al C.T.I.M. l’ Associazione di cui è Segretario l’ On. Mirko Tremaglia. Diviene Vice Delegato Nazionale in Inghilterra, "al fianco del grande amico e maestro Franco Lussana (anch’egli come Mirko originario di Bergamo)".
Nel 1994, racconta ancora, "trasferitomi in Spagna (mi ero sposato nel 1988 a Benidorm – Alicante con Ana Escobar che nel trascorso degli anni mi ha reso tre volte felicemente padre), rifondai i Comitati Tricolori; ebbi la nomina a Delegato Nazionale per la Spagna da Tremaglia e divenni poi Membro dellla Consulta degli Italiani all’ Estero, la cui componente era delegata con diritto di voto ai Congressi di Alleanza Nazionale, partito a cui aderii sin dall’inizio della sua fondazione. Sono stati anni entusiasmanti: ricordo a Londra nel 1987 le elezioni dei primi Comites; poi negli anni successivi, soprattutto a partire dal 1994 (sempre vissuti da emigrato italiano), le battaglie per il voto per gli italiani all’ estero, le elezioni per il Cgie, l’incarico a Tremaglia a Ministro per gli Italiani nel Mondo e tante manifestazioni in ogni parte del mondo che porto ancora nel cuore".
Nel Luglio 2008, dopo anni di lavoro politico all’estero con Mirko Tremaglia, secondo lo stesso Pucci "un uomo che ha dato tutto nella sua vita per conseguire il riconoscimento dei diritti di noi Italiani all’estero", decide di tornare a vivere in Italia e di confluire nel Partito “La Destra” fin dai primi giorni della sua fondazione.
"Teodoro Buontempo è stato per me un gran padre politico - spiega a Italia chiama Italia - e Francesco Storace che conoscevo dagli anni ‘70 in quanto attivista e giovane dirigente come me, erano una garanzia di continuità ideale e politica in questo nuovo progetto che si chiamava semplicemente “La Destra”: per me, e penso di parlare a nome di tanti altri, Alleanza Nazionale si era allontanata soprattutto a livello umano dalle sue radici, dalla sua storia, dimenticando giorno dopo giorno che se oggi esisteva AN era perché il MSI aveva per quasi 50 anni resistito contro ogni previsione a chi voleva cancellarlo dalla scena politica Italiana".
Alessandro Pucci, lei è responsabile de La Destra per gli italiani all’estero. Quanto sono importanti i nostri connazionali per il partito che lei rappresenta?
No importanti ma importantissimi. Non parlo strumentalmente a fini elettorali; anch'io sono stato "un Italiano all'estero” per 26 anni della mia vita e ho i figli che attualmente vivono in Spagna; la grande realtà estera, il gran popolo Italiano che vive ed opera all’estero, formato da milioni di emigrati e circa 60 milioni di oriundi è l'altra Italia che giornalmente vive, opera e lavora senza mai dimenticarsi un secondo che dentro di loro scorre sangue italiano. Il nostro partito "La Destra" fin dalla sua fondazione, ha voluto immediatamente creare un dipartimento degli Italiani all'estero, con lo scopo di dar voce e rappresentanza alle nostre comunità oltre confine e posso confermare che al prossimo Congresso di Novembre a Roma, il 1° Congresso del Partito "La Destra", nello Statuto Congressuale è stata inserita la partecipazione di cinque Delegati con diritto di voto, in rappresentanza del nostro Partito nel Mondo. Per "La Destra" è priorità una politica seria e concreta per gli Italiani che risiedono all’estero. Il rapporto con le nostre comunità all'estero è essenziale per il nostro processo di internazionalizzazione.
Come commenta l’esito delle ultime elezioni politiche, sia in Italia che all’estero?
Rispondo per il mio partito “La Destra”: per noi che abbiamo all’inizio fatto le liste in tre settimane, partendo da zero, indubbiamente il risultato è stato più che positivo, anche se non abbiamo per una scelta ben precisa presentato la liste nella Circoscrizione Africa-Asia-Oceania. Il risultato all’ estero è il riflesso indubbiamente di quello Italiano: la chiamata di Berlusconi al voto utile, indubbiamente ha influito sui risultati. Ringrazio i tanti Italiani, quasi 30.000 che ci hanno dato fiducia sia alla Camera che al Senato e soprattutto i Candidati e Dirigenti che senza un aiuto economico del partito, armati solo del loro entusiasmo, si sono sacrificati come pochi. A loro, a tutti quelli che ci hanno votato, dico grazie, grazie per avere appoggiato il loro e nostro partito. Ed andremo avanti, non è che l’inizio.
Anche lei è d’accordo, come altri, sul fatto che la legge Tremaglia vada rivista?
Non c’è dubbio. Anni di esperienza nelle elezioni all’ estero sia locali per i Comites e Cgie che nazionali (politiche), mi portano in prima fila a sostenere il miglioramento di questa Legge: una Legge che riconosce il nostro grande popolo all’estero ma che non funziona a causa di molti nostri connazionali che da privati cittadini, funzionari dello stato e volontari di patronati ed associazione, hanno con interesse contribuito a quegli imbrogli che rendono imperativo ed obbligatorio da parte delle nostre istituzioni, il cambio dell’attuale normativa.
Voto per posta o seggi nei consolati, nelle ambasciate, e ovunque possibile?
Sono propenso a sostenere due forme di voto contemporanee: dove è possibile recarsi a votare nei Consolati ed Ambasciate personalmente. Inoltre dove non è presente un’istituzione Italiana ufficiale, fare degli accordi bilaterali che consentano nelle comunità più piccole, la possibilità di istituire seggi volanti presso le autorità locali sempre con la presenza di almeno un funzionario del MAE.
Inoltre, il voto per posta deve essere certificato e deve prevedere l’indentificazione dell’elettore che consegna personalmente la busta.
Non credo per ora al voto elettronico, perché molta gente soprattutto anziana non usa internet e quindi sarebbe anch’esso facilmente manipolabile.
Ha seguito il caso Di Girolamo, il senatore del PdL eletto in Europa, accusato di aver dichiarato il falso nel momento dell’iscrizione Aire, e quindi di occupare ingiustamente un seggio al Senato? Che idea si è fatto dell’intera vicenda?
L’idea è una certezza: se fosse un parlamento serio, se c’eravamo noi, l’avremmo immediatamente espulso e consegnato alla Magistratura. Mi auguro che paghi per quanto ha fatto.
Parliamo di attualità e politica nazionale. Come giudica l’operato di Berlusconi nei primi mesi di governo?
La risposta non è facile per chi - e mi considero fra questi - capisce di politica, economia etc. A parte Tremonti e pochi altri Ministri, come per esempio Maroni, la Gelmini, Frattini e La Russa, penso che la squadra “tipicamente berlusconiana” messa in campo dal Cavaliere, sia impreparata alla gestione del nostro Paese: sicuramente qualcuno si farà le ossa e sicuramente in futuro assisteremo ad un rimpasto. Certamente non invidio Berlusconi in quanto ha trovato un Paese che economicamente aveva toccato il fondo e non bastano “le magie” di Tremonti: serve un’ azione più incisiva sulle famiglie e sulla loro capacità di acquisto, sugli stipendi e sugli aiuti agli anziani. Io mi occupo degli Italiani all’estero che sono una grande risorsa umana ed economica per il nostro Paese: non vedo ad oggi nessun’azione verso di loro.
Napoli è pulita…
Napoli è quasi pulita: manca “spazzare via” Bassolino e la Iervolino: noi come La Destra lo stiamo chiedendo da sempre, ma sembra che Berlusconi se ne sia dimenticato.
Bossi ci è o ci fa?
Bossi è Bossi, irripetibile. Entrerà nella storia del nostro Paese, ma il fenomeno Lega nasce prima di Bossi e la sua capacità è stata ed è, di aver costruito un partito solo su slogan (vedi il federalismo fiscale e quindi autonomia territoriale) senza contenuti politici veri e propri. La Lega esiste perché è mancata la presenza da tempo sul territorio di un Governo che abbia saputo al passo dei tempi, imporsi e quindi aver dato risposte chiare e costruttive sia in materia fiscale che in tema di sicurezza.
Ci dice cosa pensa riguardo l’ultima polemica fra Storace e Santanchè? Lei da che parte sta?
Con il Partito. Le polemiche sono create ad arte e molte volte c’è chi le crea artificiosamente. Daniela Garnero Santanchè è una dirigente nazionale del partito e ha con la sua battaglia politica per la presidenza del Consiglio dei Ministri, conseguito tanto per la Destra. Ha indubbiamente una sua teoria politica e non sarebbe un partito politico senza questa libertà di pensarla diversamente e mi riferisco all’approccio con il Pdl. Storace ha semplicemente fatto notare che un avvio di colloqui con il Pdl, deve partire dal partito ufficialmente ed è lo stesso partito che dovrà scegliere chi è delegato a farlo: e poi comunque giustamente il primo a chiamare ad un tavolo di colloqui dovrà essere Berlusconi e non mi sembra che ciò alla data odierna è avvenuto. La Destra non si svende: se c’è la Lega con il suo simbolo presente e che mantiene la sua piena autonomia non capiamo perché dobbiamo essere oggetto di veti e discriminazioni. La stranezza poi è che il PdL (Popolo della Libertà) è solo diktat e poca libertà di scelte.
Ma come mai fra il fondatore de La Destra e il portavoce del movimento, le visioni sono così diverse?
Un uomo ed una donna: da sempre due mondi e due visioni differenti.
Non è che la presenza di Fini nel PdL rende tutto più difficile, visto i trascorsi fra il leader di An e Storace?
Gianfranco Fini ha fatto quello che doveva fare, difendere Alleanza Nazionale e farne gli interessi. Gianfranco, che conosco da più di trent’anni e che stimo personalmente, per me ha avuto solo la colpa di dimenticare troppo in fretta il suo passato ma questo non è mai stato un problema mio, solo di chi ha condiviso le sue scelte. Ricordo comunque che Gianfranco Fini ha sempre avuto una grande considerazione per Francesco Storace, però le giuste prese di posizione di Storace riguardo la mancata convocazione dei Congressi in AN e certi eccessi all’estero di Fini, hanno determinato quel progressivo allontanamento che nel tempo ha causato la nascita del Partito La Destra.
In conclusione, cosa devono e possono aspettarsi da questo governo, secondo lei, gli italiani all’estero?
Non certo panettoni a Natale. Secondo me sarà un governo differente dai tanti che lo hanno preceduto e chiedo agli italiani all’estero di fare sentire con sempre più forza la loro voce in tutte le istituzioni. Il Partito La Destra sarà sempre in prima linea a rappresentare quell’altra Italia che aspetta ancora un giusto riconoscimento.
Ricky Filosa – Italia chiama Italia
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