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Home / Gli Articoli del Direttore / VIA I PARTITI DALLA RAI - di Ricky Filosa
Tue, 12 Jun 2007 07:47:00

VIA I PARTITI DALLA RAI - di Ricky Filosa




"Perchè a certe critiche risponde Danieli, in rappresentanza del governo, e non il direttore della rete Rai, come dovrebbe essere?"




 
La questione Rai International sta facendo discutere ormai da tempo. In realtà, non se ne puo' più di tanti pareri discordanti: certo, ciò è nel dna del dibattito - politico e non - ma crea solo grande confusione nella testa dei lettori e dei connazionali che finiscono per non capirci più nulla.
 
Dunque vediamo: Rai International non funziona. Almeno questo è ciò che dicono gli esponenti del centrodestra, ma non solo: qualche giorno fa, anche Arnold Cassola, deputato dei Verdi eletto in Europa, ha dichiarato che la Rai deve fare di più, lamentandosi - nello specifico - dell'oscuramento della trasmissione Report in Europa, ma anche di tanti altri programmi che spesso gli italiani non riescono a vedere.
 
Negli USA, ormai da diversi mesi, va avanti la petizione on-line www.salvaraiinternational.com , che raccoglie firme a favore di un canale internazionale della televisione pubblica italiana più pluralista, che tenga conto della visione politica e sociale di tutti gli italiani sparsi per il globo, delle esigenze di chi vive lontano dal proprio Paese e ha quindi tanto bisogno di informazione corretta ed equlibrata. Su questo tema, diversi Comites USA, insieme ad Associazioni legate al territorio, hanno fatto incontri e convegni: qualcuno dice che certe iniziative sono piuttosto una maniera per fare fin d'ora campagna elettorale, strumentalizzando la questione Rai International e Badaloni. Noi non esprimiamo nessun giudizio, ma questi sono i fatti.
 
La sinistra dice invece che Badaloni è un grande, che ha migliorato tante cose, che vuole rompere gli schemi e portare novità all'interno del palinsesto Rai Int.  Succede, tuttavia, che se le novità ci sono, sono pochissime: la cosa migliore che è riuscita alla nuova direzione sono gli "intervalli" fra un programma e l'altro. Belli davvero. Non certo merito del Direttore, ma di un bravo regista e direttore della fotografia.
 
Settimane fa si parlava del caso Sportello Italia: Badaloni lo vuole cancellare? Non sia mai! E' l'unico programma che funziona! Questo dicevano i connazionali da tutto il mondo: per Francesca Alderisi, sia destra che sinistra avrebbero dato battaglia. Infatti Sportello Italia è ancora lì - anche se dura la metà del tempo - e la conduttrice è sempre Francesca.
Poi è scoppiato su Rai International il caso Porta a Porta: il direttore Badaloni - si è detto - riduce Porta a Porta, un programma che parla di politica in maniera bipartisan, ma in cui si affrontano anche argomenti di cronaca e attualità italiana, per dare più spazio a programmi che sono dichiaratamente vicini al centrosinistra, come Ballaro, Tg3 Primo Piano, Annozero...
 
Abbiamo letto l'intervento dello stesso Bruno Vespa sulle pagine di questo importante quotidiano che è Gente d'Italia, nel quale il giornalista si dichiarava dispiaciuto per questa decisione del direttore Badaloni, affermando che Porta a Porta è ormai entrato nel cuore di tanti italiani residenti oltre confine. Da parte del governo, invece, Franco Danieli scrive: "Gli italiani vogliono il Vespa politico? Ci scrivano!".  E tutte le lettere che sono state scritte finora sia a Danieli che a Badaloni, che fine hanno fatto? Sembrano essere state ignorate completamente, e ci dispiace di questo.
 
Chi vive in Italia, spesso parla senza aver mai visto Rai International: vivo all'estero da dieci anni, e Ballarò e tg3 Primo Piano ci sono sempre stati, anche sotto la gestione Magliaro. Ai tempi, c'era anche Santoro. Probabilmente, Magliaro era molto più equilibrato come direttore, mentre ora la bilancia del canale internazionale della Rai pende evidentemente a sinistra. Anche questo non è un giudizio politico, bensì la cronaca di ciò che è successo e sta tuttora accadendo.
 
Dove andremo a finire? Dove porterà tutto questo gran parlare? Badaloni è davvero indipendente, libero di lavorare come vuole, o è costretto a rispettare la volontà dei politici, del governo, che non gli lascia nessuna possibilità di scelta? Perchè a certe critiche risponde Danieli, in rappresentanza del governo, e non il direttore della rete Rai, come dovrebbe essere? Tutti questi interrogativi, con il tempo, troveranno risposta: e allora gli italiani all'estero dovranno riflettere, e ricordarsi tutta la vicenda quando sarà il momento di tornare a votare.
 
Intanto, penso che la battaglia più importante sia quella per una Rai International a-politica: via i partiti dalla Rai, e potere vero all'informazione. Una televisione pubblica trasparente, che risponda solo alle esigenze di coloro che sono i diretti consumatori del servizio: i telespettatori.

 
Ricky Filosa - Gente d'Italia

ricky@italiachiamaitalia.com


















































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