Nasce il Comitato per gli italiani nel mondo al Senato: l'Italia fa un passo avanti a favore dei connazionali sparsi per il globo?
Sicuramente sì. L'intenzione del parlamento, e specialmente del Senato, è quella di favorire un'osmosi fra gli italiani nel mondo e quelli residenti in Italia. In poche parole, occorre acquisire la capacità di interloquire con i nostri concittadini, al fine di interpretare meglio le loro richieste per poter soddisfare bisogni e risolvere problemi.
Lei è vicepresidente del comitato: presidente è il sen. Claudio Micheloni, persona molto preparata, e che non appartiene al suo schieramento politico. Pensa comunque che si potrà lavorare bene insieme?
Credo proprio di sì. Nella prima riunione del comitato di oggi, quella d'insediamento, ci siamo detti proprio queste cose, cercando di mettere da parte quelle che sono le nostre divisioni politiche o partitiche, per fare l'interesse degli italiani residenti all'estero e quelli di Italia. C'è da dire, certo, che puo' darsi ci siano delle differenze sulle impostazioni: oggi qualcuno ha detto per esempio che voleva porre all'attenzione del Comitato - ma del Senato in generale - l'estensione del voto per corrispondenza anche in Italia. Io sono contrario. Anzi, credo che questo si debba modificare, anche alla luce dei risultati che all'estero ci sono stati.
Che esperienza ha per ciò che riguarda gli italiani all'estero e il mondo dell'emigrazione?
Sono stato assessore provinciale della mia regione, e ho fatto parte della giunta regionale; mi sono sempre occupato delle vicende che riguardano i miei corregionali all'estero. Sono stato anche responsabile del ministero degli Esteri per quanto rigardava la Campania in Venezuela. Cercherò di mettere a disposizione del neonato comitato tutta la mia esperienza.
Sen.Cosimo Izzo (FI)
Regione di elezione: Campania - Collegio: 16 (Benevento) Nato il 5 maggio 1943 a Napoli Residente a Airola (Benevento) Professione: Avvocato Elezione: 13 maggio 2001 Proclamazione: 18 maggio 2001 Convalida: 27 marzo 2002 |
Abbiamo letto sulle agenzie, nei giorni scorsi, che il Comitato si occuperà anche di stampa e informazione per gli italiani all'estero: può dirci di più su questo punto?
Per la verità oggi abbiamo fatto un ordine del giorno nel quale chiediamo un incontro urgente con il Presidente del Senato Marini, proprio al fine di stabilire le modalità di lavoro; perchè attualmente il comitato non è che abbia grandi capacità o possibilità di iniziativa. Nei prossimi giorni cercheremo di incontrare il Pesidente ( del Senato, n.d.r.) al fine di trovare gli strumenti per raggiungere gli obiettivi, che non sono solo quelli del comitato, ma quelli che interessano tutti gli italiani all'estero.
Molti chiedono la riforma dei Comites: quali suggerimenti per poterli fare funzionare meglio? E' giusto dare ai Comites più potere, più indipendenza, più peso per quanto riguarda le decisioni da prendere nel territorio, ma non solo?
E' una questione che approfondiremo nei prossimi giorni, nei prossimi mesi. C'è sicuramente questa novità dei rappresentanti degli italiani nel mondo in parlamento; la situazione non è più quella che c'era prima delle elezioni politiche del 2006; con la legge introdotta dal governo Berlusconi, abbiamo creato questa capacità di espressione e di rappresentanza, per cui dovremo darci anche una nuova regola e una nuova capacità di relazionarci fra di noi: parlamentari nazionali, italo-stranieri, Comites e Cgie.
Come deputato eletto nei confini nazionali, con quali occhi vede i suoi colleghi eletti all'estero?
Li stimo e li rispetto. Ritengo che essi rappresentino milioni di italiani all'estero. Credo però sia utile per tutti modificare il sistema elettorale, perchè essendo anche componente per la giunta delle elezioni del Senato della Repubblica, vedo molte inesattezze, molti errori, e non parlo di mala fede. Le elezioni all'estero potrebbero essere state condizionate anche da quella che è stata la raccolta dele schede elettorali, inviate non direttamente da chi ha espresso il voto, ma da qualche "collettore". Questo verrà verificato, accerteremo quelli che sono i risultati, attraverso le indagini che stiamo facendo a campione.
Fra le altre cose, lei ha di recente presentato al Senato un disegno di legge costituzionale che vuole introdurre nella Costituzione il "riconoscimento dei valori cristiani come princìpi ispiratori della società": qualcuno ha sostenuto che fosse sbagliato legare lo Stato, che deve essere laico, alla religione; cosa risponderebbe?
Non c'è nulla di più errato di questa contestazione. Il principio cristiano nella costituzione europea deve appartenerci perchè i valori cristiani, della famiglia, della solidarietà, del rispetto verso l'altro, anche se la si pensa in maniera diversa, costituiscono sacrosanti principi, che - se affermati - possono soltanto portare alla pace, alla comprensione, alla solidarietà fra i popoli, pur nella distinzione. E' sbagliato confondere il Cristianesimo inteso come religione rivelata con quelli che sono i benefici innegabili della sensibilità e della filosofia cristiana. Per questo la contestazione non ha senso: certo, io che sono anche cristiano cerco di affermare i miei principi perchè, ahimè, non vedo nessuna prospettiva, pur rispettando tutti. E voglio dare un significato alla mia vita con il sacrificio, l' impegno nel lavoro a favore degli altri, per una società migliore. Ecco perchè mi auguro che il parlamento metta a votazione questo disegno di legge al piu presto; sono convinto che la maggioranza dei parlamentari, ma anche degli italiani, condivida questo progetto.
Tempo fa, lei, insieme al deputato leghista Federico Bricolo, ha presentato una proposta di legge che prevede sei mesi di carcere o multe fino a 1000 euro per "chiunque rimuova in odio a esso l'emblema della croce o del crocifisso - dal pubblico ufficio in cui è esposto". Anche su questo, paradossalmente, ci sono state reazioni forti. Come se fosse sbagliato esporre il crocifisso in scuole, università e in tutti gli uffici pubblici (inclusi quelli all'estero). Come spiega queste reazioni contro la religione, e contro la Chiesa in generale, questo sentimento anticlericale che rischia di affermarsi in Italia?
Il sentimento anticlericale è sempre esistito. Ora lo troviamo più forte, da più parti, da più fronti politici, forse inebriati dal successo elettorale avuto dalla sinistra. Il crocifisso all' interno della scuola - ma non solo - sta a significare le nostre radici, ma soprattutto l'importanza del sacrificio del Signore nei nostri confronti. Le regole servono per la pace: è solo all'interno del rispetto delle regole che si puo' affermare la nostra capacità di confronto con gli altri. La regola è sinonimo di libertà.
Senatore, lei è stato eletto in Campania, una regione dalla quale tanti italiani sono partiti per l'estero. Cosa si sentirebbe di dire ai suoi corregionali, ma a tutti gli italiani nel mondo in generale?
Sono stato eletto in una provincia piccolissima , quella di Benevento, che tanto ha dato all'emigrazione in qualsiasi parte del mondo, Sud America, Europa, America del Nord. Un grazie da parte mia a tutto ciò che i miei corregionali, ma gli italiani nel mondo in generale, hanno fatto. Io stesso sono stato molto all'estero, e nella mia famiglia ci sono tante persone che oggi hanno ruoli di responsabilità in aziende leaders in America Latina. Quindi ringrazio tutti gli italiani che hanno lavorato per l'Italia, dimostrando una grande espressione di capacità e professionalità. Il mio pensiero va anche agli italiani che non sono stati molto fortunati: voglio ringraziare anche loro, e se finora la fortuna è stata loro contraria, noi vogliamo creare le condizioni perchè anche la loro vita quotidiana possa cambiare, in positivo.
Ricky Filosa - Gente d'Italia
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