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Home / Gli Articoli del Direttore / Un mondo che non pensa ai giovani - di Ricky Filosa
Fri, 17 Aug 2007 09:51:00

Un mondo che non pensa ai giovani - di Ricky Filosa


Giovani italiani di tutto il mondo, fatevi sentire!!


Matrimonio o convivenza? Libertà o responsabilità? E la casa? E il futuro?



 

Qualche giorno fa, durante uno di quei pomeriggi pigri nonostante il sole caldo e il cielo azzurro, mentre ero buttato sul divano, la mia compagna stava guardando "L'Italia sul due", quel programma che riempie il pomeriggio di tante donne italiane, pochissimi uomini, se non quelli che sono costretti a guardarlo dalle proprie mogli e fidanzate.

Si parlava di matrimonio e convivenza: perchè i giovani vogliono rinunciare alla responsabilità del matrimonio?, si chievano i conduttori, e rivolgevano questo interrogativo ai vari ospiti.

Ognuno metteva sul tavolo la propria esperienza, e solo Dio sa quanto noi uomini - inteso come genere umano, l'Uomo - siamo diversi l'uno dall'altro. Se ne sono sentite di tutte le paste, e allora anche a me è venuta improvvisamente la voglia di dire la mia. Non essendo lì nello studio televisivo per poter intervenire e dividere con gli altri la mia esperienza, lo faccio qui sul mio - nostro - giornale.

Vorrei dire prima di tutto che, certo,  ci sono giovani che a trent'anni ancora non se la sentono di legarsi a una persona, che hanno paura di perdere la loro libertà e quindi si allontanano da qualsiasi relazione che, secondo loro, potrebbe diventare una palla al piede. Una catena. Forse è vero , quindi, che qualcuno di loro scappa di fronte a qualsiasi cosa o persona possa rappresentare delle "responsabilità".

Tuttavia, la scelta di convivere, di non sposarsi, non sempre è una fuga: sposarsi vuol dire in qualche modo "formalizzare" l'amore, e andare incontro a onori e oneri: avere una casa, avere un discreto stipendio, delle buone entrate economiche che ti permettano di vivere degnamente insieme a tua moglie, o a tuo marito, e di far crescere - in futuro - i tuoi figli. Sposarsi non è solo dire "sì" davanti un prete o un sindaco: significa accettare l'altra persona nel proprio cuore, per sempre. Per sempre.

Possiamo mai noi mortali comprendere il significato delle parole "per sempre"? Della parola "eternità"? Non credo. Noi siamo piccoli, formiche sul globo terrestre, microbi sul tappeto di casa nostra, che invece a guardarlo a occhio nudo a noi sembra sempre così pulito. "Ti sposo perchè ti amo": questa è la prima ragione che dovrebbe - uso il condizionale, perchè non sempre è così - legare due persone per tutta la vita. Ma l'amore da solo, spesso, non basta: le fatture e le bollette non si pagano con baci e abbracci; la spesa non si fa con carezze e parole dolci sussurrate all'orecchio. La vita costa, e qui in Italia ci fanno pagare anche l'aria.

Allora, qual è il vero dramma? Il vero dramma è che la società di oggi non pensa ai giovani, non pensa agli anziani di domani. Si perde nei suoi ingranaggi arruginiti e non vuole rendersi conto che una buona oliata di gioventù e vivo entusiasmo le farebbe solo bene. Non è un luogo comune, non è qualunquismo, è la semplice constatazione dei fatti. Prova ne sia anche quest'ultima riforma delle pensioni messa in piedi da questo governo, che va più a favore degli anziani di oggi, che dei pensionati di domani. I nostri genitori sono stanchi di averci in casa: "quando pensi di mettere il culo fuori di qui?", gridava il padre di un mio amico a suo figlio. "Quando avrò un lavoro che mi permetterà di farlo", gli rispondeva lui. Come dargli torto?

Vivo solo con la mia compagna in un bell'appartamento davanti al mare: per me, il mare è vita, è fondamentale stargli vicino. Non avrei mai potuto comprare questa casa - e non mi pesa affatto dirlo - se dietro di me non avessi avuto una madre con le palle, e un padre dalle spalle larghe. Ho lavorato sempre durante la mia vita, e anche duro: come la formica, anche io qualcosa da parte ce l'ho. Ma una casa non è un paio di scarpe, e un mutuo in Italia a me non l'avrebbero mai dato. La busta paga è la prima cosa che ti chiede la banca, e io ho sempre lavorato all'estero, la maggior parte del tempo come autonomo, per giunta dall'altra parte del mondo. E quindi? Niente casa. E ai giovani italiani che lavorano in fabbrica e guadagnano 800 euro al mese per 8 ore di lavoro, come glielo danno il mutuo? Niente casa. Al massimo possono indebitarsi per comprare una macchina. E a chi cambia lavoro ogni tre mesi, perchè è precario, perchè è "flessibile", come lo concedono un mutuo le banche? Niente casa.

I giovani si devono dar da fare in prima persona: vorrei mi leggessero tutti i giovani italiani, quando scrivo che sono loro stessi la unica vera leva che si può usare contro una politica vecchia, un sistema Italia vecchissimo, e una concezione di lavoro sbagliata.

Cari giovani, scordatevi il posto fisso dei vostri padri e cominciate a tirar fuori gli artigli, mettetevi in gioco, fatevi valere, perchè siete forti e potete!

Riguardo convivenza e matrimonio: convivo da dieci anni con la mia compagna. E' stata la mia prima esperienza di convivenza, e finora mi è andata bene. Stiamo iniziando adesso a parlare di matrimonio. Domani chissà... Ma di una cosa sono sicuro: la mia libertà, quella che molti hanno paura di perdere legandosi per sempre a una donna, è solo con lei. E' solo con lei che mi sento libero.

Certo, tutti al momento di sposarsi erano innamorati, e stavano bene: vedremo. "Del doman non v'è certezza...", ma l'oggi io lo conosco molto bene, e sono pronto a mettermi in tasca il mio futuro.

Fin quando il nostro Paese non capirà che ragazzi e ragazze sono il miglior capitale umano su cui investire, fino a che non si inizierà a dare ai giovani ruoli di responsabilità, dove possano prendere decisioni e possano contare davvero, allora l'Italia - in particolare quella politica - non si svecchierà mai, ma continuerà a camminare così come sta facendo ormai da sessant'anni, zoppicando, con le ginocchia anchilosate, senza quella spinta importante e fondamentale che solo la generazione del terzo millennio potrebbe davvero fornirle. E allora la "giovine Italia" sarà più che un libro di memorie da studiare a scuola....


Ricky Filosa - Italia chiama Italia

ricky@italiachiamaitalia.com


















































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