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Fri, 10 Aug 2007 09:23:00

Danieli e Badaloni? 5 e 6 meno meno - di Ricky Filosa


Franco Danieli, Viceministro degli Italiani nel Mondo, e Piero Badaloni, direttore di Rai International


"La verità sta nei fatti, e i fatti sono che questo governo da quando è andato al potere, non ha fatto altro che ignorare gli italiani residenti nei cinque continenti, ma anche quelli che vivono nella Penisola"




Oggi prendo spunto dall'editoriale di Mario Basti che ieri, dalle pagine de La Tribuna Italiana, giornale in lingua italiana edito in Argentina, ha tessuto le lodi del Viceministro degli italiani nel mondo Franco Danieli, e del direttore di Rai International Piero Badaloni.

Apprezzo molto l'entusiasmo che Mario mette nei suoi articoli: la passione e la voglia di partecipare sono importantissime. Tuttavia, non posso condividere con lui i contenuti del suo ultimo pezzo, perchè vorrebbe dire accettare il fatto che Danieli e Badaloni siano stati gli unici a pensare agli italiani nel mondo. Meglio ancora: significherebbe accettare che abbiano fatto qualcosa di concreto per gli italiani residenti oltre confine.

Mario Basti è un giornalista e fa il suo mestiere: nulla da dire, quindi, sul fatto che sia suo diritto-dovere esprimere la propria opinione. Che poi, probabilmente, sarà anche la stessa di tanti altri italiani nel mondo: ma non della maggior parte. E sicuramente, il suo parere non coincide con il nostro.

Il Viceministro Danieli, tanto acclamato da Basti, che si chiede addirittura se e quando il Vice andrà in vacanza, ha anticipato di proposito la sua visita a Marcinelle: anzichè l'8 di agosto, giornata ufficiale del ricordo e del sacrificio dei lavoratori italiani nel mondo - istituita dal governo Berlusconi sotto la proposta dell'allora ministro degli italiani nel mondo Mirko Tremaglia - Danieli ha pensato bene di andarci quasi una settimana prima. Questo proprio per anticipare le ferie, dicono la malelingue: e a noi pare plausibile. Oppure, per non incontrarsi-scontrarsi con la presenza di Tremaglia, che è invece partito per il Belgio puntualmente l'8 agosto, come fa tutti gli anni.

Tant'è vero che pochissimi sapevano della mossa di Danieli: i più, l'hanno saputo dalla stampa, giusto il giorno prima che il Vice partisse. Come se fosse qualcosa da fare in fretta, e per giunta quasi di nascosto. Ancora: pare che lo stesso D'Alema sia intervenuto, e gli abbia detto "guarda che tu mica puoi stare nello stesso aereo di Tremaglia; mica puoi andare in Belgio lo stesso giorno in cui ci va lui!". Obbediente, Danieli si sarebbe organizzato quindi diversamente.

Ma questa è solo una chicca: la sostanza sta - o meglio, manca - in ben altre cose. Vale a dire i soliti, urgenti, annosi problemi che affliggono gli italiani da una vita, quelli che ormai tutti conosciamo: parliamo di aire, anagrafe elettorale, rete consolare, assistenza sanitaria, made in Italy, cultura, informazione. Cosa è stato fatto riguardo tutte queste cose? Siamo stanchi di ripetere che nulla è cambiato fra quando i nostri 18 non erano in parlamento, ed ora che ci sono; stanchi di dire che se i nostri 18 non riescono a lavorare e ad ottenere risultati concreti, non è certo solo tutta colpa loro. Causa di questo lentissimo procedere, è sopratttutto il governo Prodi, rappresentato all'estero anche - ma non solo - da Franco Danieli. Che è un uomo mite, a vederlo, piccolino e dal viso simpatico: ma noi italiani del mondo non è di simpatia che abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di risolvere i nostri problemi, e di poter comunicare di più con le istituzioni, che ci devono ascoltare.

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Danieli ne ha dette tante durante questi mesi, e se dovessimo basarci su ciò che ha scritto nelle sue relazioni, beh...allora sarebbe davvero il più grande paladino dei connazionali all'estero: peccato che ciò che scrive o che dice non sempre corrisponda alla realtà. Un esempio per tutti è la situazione dei consolati e delle ambasciate italiane nel mondo: strutture inefficienti, male organizzate, con scarso personale umano e scarsissime risorse economiche a disposizione. Giustamente, gli italiani si lamentano direttamente con i consolati : ma il pane si fa con la farina che si ha, e se dall'Italia i soldi non arrivano, o ne arrivano pochissimi (la farina), il pane (i servizi che i consolati dovrebbero offrire) viene duro, immangiabile, da buttare ancora prima di poter essere servito a tavola.

Se tutto questo non dovesse bastare, la prova del nove la troviamo nella lettera aperta di Gino Bucchino al Viceministro Franco Danieli: solo ieri, Bucchino, deputato diessino eletto nel Nord e Centro America, scriveva a Danieli incitandolo a fare di più, e ricordandogli ancora una volta la necessità di intervenire davvero e in maniera seria, sulla questione della rete consolare italiana.  Con questa lettera aperta "voglio portare alla Sua attenzione - scrive Bucchino - la gravissima situazione nella quale versa la rete consolare onoraria del Canada la quale, purtroppo, è solo la punta dell’iceberg di un annoso problema che riguarda tutta la rete consolare italiana nel mondo". L'eletto all'estero non è soddisfatto della recente risposta del MAE proprio sulla questione della rete consolare onoraria: " La comunicazione del MAE inviata a tutta la rete in data 22 maggio u.s. - continua il diessino - nella quale si fa  presente che  “l’Amministrazione si sta attivamente adoperando affinché le risorse destinate alla rete onoraria siano adeguatamente integrate” non sembra possa dare luogo a soluzioni di carattere definitivo". E lo dice, si badi bene!, un deputato eletto nel centrosinistra.

Nota di servizio: potete leggere la lettera aperta di Gino Bucchino a Franco Danieli sul numero di oggi di Italia chiama Italia, nella sezione dedicata agli italiani all'estero. La lettera è stata pubblicata integralmente.

Quello che Danieli ha fatto è gettare fumo negli occhi agli italiani, con i suoi interventi sulle agenzie, i suoi comunicati stampa, le sue "gite" fuori dallo Stivale. Ma forse, glielo concediamo, lui vorrebbe fare davvero molto, ma molto di più: il problema, come avevamo già scritto, è a monte. Prodi degli italiani nel mondo non ne vuol sapere: a lui non interessano quelli che stanno in Italia, figuriamoci chi vive in Australia o in Venezuela.

In ogni caso, il nostro voto al Viceministro Danieli, da 1 a 10, è 5: insufficiente. Quel che è stato fatto, è troppo poco, e quello che invece si sarebbe dovuto fare e non si è nemmeno cercato di affrontare, è un'enormità.

Veniamo a Piero Badaloni e alla sua Rai International: è vero, il palinsesto del canale internazionale della Rai è cambiato molto. Ma gli italiani all'estero giudicano il cambiamemto negativamente: si stava meglio prima, dicono. Aggiungiamo che Magliaro non era un genio, ma Badaloni, con la sua rivoluzione copernicana, ha spostato l'attenzione solo da una parte: a sinistra. Più che mai. Non ci si sarebbe potuto aspettare altro, da una persona che è un politico prima ancora che essere un giornalista: e ancora non ci spieghiamo come proprio a Badaloni, vecchio lupo di centro-sinistra, ex governatore della regione Lazio, si sia potuta dare la responsabilità di dirigere una rete che si rivolge a tutti gli italiani del mondo, sia quelli di un colore politico, che di un altro.

Le critiche a Badaloni sono state tantissime, e sono arrivate - ne arrivano ancora - da tutto il mondo. Dagli Stati Uniti è partita addirittura una petizione on-line a favore di una Rai International migliore, più equilibrata, più vicina ai connazionali: petizione questa che ha raccolto migliaia di firme, e ancora oggi continua a raccoglierne. Dai cinque continenti gli italiani hanno lottato contro la decisione di Badaloni di cancellare Sportello Italia: hanno vinto, ma non completamente. Infatti la trasmissione condotta da Francesca Alderisi è stata ridotta a 15 minuti, anzichè 30. E persino su Francesca - amata da tutti gli italiani residenti oltre confine -  c'erano dei dubbi: si era parlato di sostituzione. Anche recentemente, alcune voci hanno dato Gigliola Cinquetti come prossima conduttrice di Sportello Italia. La Cinquetti, mummia della televisione che ormai non vuole più nessuno, donna che ha nel sangue e in famiglia il dna della sinistra, pare che nemmeno ci potesse credere quando gliel'hanno riferito.

Per tutte queste cose, a Badaloni diamo 6 meno meno: appena sufficiente, visto che non vogliamo ignorare i suoi sforzi, che però vanno spesso nella direzione sbagliata, e non tengono conto della visione politica e sociale della maggioranza degli italiani nel mondo.

Insomma, tante parole per dirvi, cari lettori, elettori, italiani tutti, di fare attenzione: di leggere sempre fra le righe, perchè la verità spesso fa paura o dà fastidio, e allora abili truccatori la camuffano a modo loro; altri, ci cascano in buona fede, senza pensarci troppo su, senza confrontare con altre fonti la veridicità dei documenti che hanno fra le mani. La verità sta nei fatti, e i fatti sono che questo governo da quando è andato al potere, non ha fatto altro che ignorare gli italiani residenti nei cinque continenti, ma anche quelli che vivono nella Penisola.
 
L'ultima trovata di Prodi e dei suoi seguaci è stata quella di mettere le mani alle risorse auree dell'Italia. Come dire, svendiamo quello che si può, fin quando ce n'è e fin quando decidiamo noi: poi di tutto il resto, chi se ne fotte. Meno male che dal centrodestra si sono fatti sentire, e hanno bloccato - pare - l'iniziativa sul nascere.

E allora avanti, con Danieli, Badaloni, Prodi e compagnia: anche chi non se n'è accorto finora, capirà presto in quali mani siamo capitati, e urlerà verso i palazzi del potere, con tutta la forza di cui è capace, le parole magiche: "Andatevene tutti a casa!!"


Ricky Filosa - Italia chiama Italia

ricky@italiachiamaitalia.com


 


















































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