Il sistema non cambia perchè non lo si vuole cambiare. Forse ha ragione Grillo: probabilmente è arrivata l'ora di mandare qualcuno a quel paese
Italiani all'estero, italiani nel mondo, italiani oltre confine, l'altra Italia, connazionali, emigrati, italiani residenti oltre confine: sono sempre loro, sono i nostri fratelli, i nostri padri o i nostri figli che sono partiti e hanno lasciato il BelPaese. Sono parte di noi, della nostra famiglia, della nostra cultura, delle nostre abitudini. Sono nel nostro dna. Eppure, lo Stivale di loro se ne sbatte altamente. Dobbiamo gridarlo, sempre più forte, fino ad arrivare a farci sentire anche nelle stanze del potere, anzi lì soprattutto: lì dove i nostri figli e i nostri fratelli sono soltanto numeri, dove il loro futuro e ciò che è giusto o sbagliato per loro è deciso da un gruppo di altri uomini, che in un modo o nell'altro sono riusciti ad appoggiare le loro belle chiappe su una poltrona di velluto rosso.
Purtroppo le associazioni e i partiti non fanno nulla per gli italiani nel mondo, o comunque fanno troppo poco: sono sempre più le iniziative individuali, quelle che contano davvero. E allora è forse per questo che gli italiani all'estero, come quelli d'Italia, si stanno allontanando sempre più dalla politica, perchè si rendono conto che la politica ormai non si occupa più di loro, ma di se stessa.
Il sistema non cambia, perchè non si vuole cambiare: le parole perdono persino il loro senso quando sono ripetute all'ennesima potenza, e paradossalmente arriverà il momento in cui gli stessi protagonisti della politica italiana si guarderanno in faccia - come ha fatto il deputato diessino Bucchino nel suo ultimo intervento-denuncia riguardo la rete consolare italiana nel mondo - e si chiederanno "ma cosa diavolo stiamo facendo"?
Allora forse ha ragione Beppe Grillo: probabilmente è arrivata l'ora di mandare qualcuno a fanculo. A proposito: condivido tutti e tre i punti della sua proposta. Sarà che sono diventato comunista?
Ricky Filosa - L'Italiano/Italia chiama Italia
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