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Mon, 17 Sep 2007 09:01:00

Cari 18, vi mancano solo le lacrime - di Ricky Filosa




"Purtroppo le associazioni e i partiti non fanno nulla per gli italiani nel mondo: sono sempre di più le iniziative individuali, quelle che contano davvero"




L'universo degli italiani nel mondo è  variopinto, globale,  affascinante. Non di meno, è complicato:  difficile  seguire tutto ciò che si muove attorno al mondo dell'emigrazione, e  la politica vera e propria che riguarda i nostri connazionali richiede grande studio e attenzione. Considerando poi che la stampa "dedicata" è sicuramente più "povera" di quella nazionale, e che in Italia di italiani nel mondo non se ne parla nemmeno, allora mantenersi aggiornato diventa veramente difficile. E' forse per questo che nascono un giorno sì e l'altro pure nuove iniziative editoriali - stampate o online - pronte a dedicarsi in tutto e per tutto agli italiani all'estero,  colmando  un vuoto d'informazione a tuttora scandaloso.  Quello che c'è è il più delle volte confuso e male organizzato: senza contare che il web dallo Stato italiano non è riconosciuto nella legge sui contributi all'editoria. Per quei geni, internet non esiste, è un miraggio: eppure gli stessi giornali stampati sono letti in tutto il mondo grazie alla rete. Tant'è...

Insomma, grande attenzione per le comunità italiane nel mondo. Non da parte dell'Italia, s'intende, che di italiani all'estero non ne ha mai voluto sapere, ma da parte delle stesse comunità oltre confine. Da quando poi sono entrati nel Parlamento italiano 18 nostri rappresentanti diretti - 12 deputati e 6 senatori - tutto ha preso all'improvviso un'altra piega, come se di colpo ci si fosse accorti che quella che viene chiamata "l'altra Italia" - composta da 60milioni di persone fra italiani, discendenti di italiani e italiani "nazionalizzati" - potesse esprimere grandi novità a livello politico, sociale ed economico. Un'illusione, questa, che non è durata a lungo: quelle che di colpo si sono risvegliate, lo ripetiamo, sono state infatti le comunità italiane sparse per il globo, che hanno vissuto e vivono questo momento come possibilità di intervenire e di dire la loro. Così gli italiani all'estero partecipano di più, leggono e si informano, mandano e-mail ai loro parlamentari e a loro riferiscono tutto ciò che non va e non funziona nel territorio in cui risiedono. Talvolta, scrivono ai nostri cari 18 anche per insultarli, imprecano contro questo o quello perchè non vedono risultati concreti, accusano taluni di essere in Parlamento solo per interesse proprio e non per difendere davvero chi ha dovuto lasciare per qualsiasi ragione l'Italia e ora vive in un Paese straniero. Ma questa è un'altra storia...

Sono aumentate le testate che parlano di italiani all'estero, e che a loro dedicano il proprio lavoro: siti web, agenzie, giornali on-line e stampati, portali di informazione veri e propri che si danno come obiettivo primario quello di informare gli italiani residenti fuori dalla Penisola, di trattare i temi che a loro interessano, di seguire il lavoro delle istituzioni - primi fra tutti i parlamentari, appunto - che si occupano di loro.

Tutto questo movimento ha fatto sì che il "volume" di informazione aumentasse, e le voci e le firme che girano sulla stampa "dedicata", si sono moltiplicate. Anche la voglia di partecipare attivamente è aumentata: molti sono pronti a candidarsi all'estero alle prossime elezioni. Ci saranno delle sorprese, ne vedremo delle belle.

Ma tutto questo armamentario politico e istituzionale che c'è dietro gli italiani nel mondo, a che serve? Porta vantaggi ai nostri connazionali? I nostri parlamentari, con il loro operato, in che cosa hanno migliorato la qualità di vita di ognuno di noi? Le domande sono sempre le stesse, e le risposte da parte dei nostri 18 pure: "è ancora presto", dicono (è passato quasi un anno e mezzo dal loro arrivo a Roma), "non ci danno ascolto", spiegano, "siamo 18 contro mille", si giustificano. Ci manca solo che si mettano a piangere, e poi è finita.

Purtroppo le associazioni e i partiti non fanno nulla per gli italiani nel mondo: sono sempre di più le iniziative individuali, quelle che contano davvero. Aspettiamo allora che anche da parte degli eletti vengano proposte stimolanti, non necessariamente legislative, anche semplicemente creative, in aiuto agli italiani che vivono altrove; non bisogna pensare che quando si parla di risorse si intendano  sempre solo quelle finanziarie; ci sono risorse umane spendibili in tanti modi.

Se l'attuale governo vi snobba, cari onorevoli eletti all'estero, inventatevi altro: c'è tanta gente disposta a dare un contributo, senza chiedere ricompense o pretendere gratitudine; soprattutto giovani, magari già inseriti nel mondo del lavoro, desiderosi di cambiare qualcosa, o semplicemente di fare cultura. Perchè se la cultura avanza, avanza anche l'idea di un'Italia più grande, che opera dentro e fuori i confini territoriali, e porta nel mondo un'immagine di sè da ammirare e da imitare. I prossimi candidati siano consapevoli del loro ruolo, si diano da fare di più, dimostrino un diverso e più alto spessore politico e sociale, rimangano vicini - davvero - al proprio elettorato, senza comunque mai dimenticarsi di essere a tutti gli effetti dei parlamentari italiani.


Ricky Filosa - Italia chiama Italia

ricky@italiachiamaitalia.com


















































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