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Mon, 05 Nov 2007 07:10:00

Vittorio Feltri rimpiange i forconi! - di Ricky Filosa


I forconi sono lì: facciamo sempre in tempo a tirarli fuori


"Mai come ora gli italiani guardano con sdegno ai propri rappresentanti politici"



 

Siamo stati anche noi, insieme a GianLuigi Ferretti, ex coordinatore Ctim, a parlare di forconi più d'un anno fa: "gli italiani nel mondo inseguiranno i loro rappresentanti in parlamento con i forconi!", scrivevamo. Ci tenevamo, insomma, forse con un po' di crudezza, a far capire ai nostri eletti che prima o poi avrebbero dovuto fare qualcosa di concreto per davvero, a parte discutere di tante belle cose; a lanciare un messaggio che colpisse e che rendesse bene l'idea. Qualcuno dei nostri 18 eletti oltre confine, in effetti, pare stia incominciando a carburare: ma non diciamolo ad alta voce, per non dover essere delusi dopo se così non fosse.

Adesso, anzi da qualche mese, anche in Italia qualcuno incomincia a pensare ai forconi: gli italiani in questo momento sono schifati dalla politica, una politica che fa venire il vomito a chi la segue da vicino e con attenzione, ma anche a quelli che magari non leggono i giornali, ma hanno chiarissimo in testa quanto i personaggi politici di questo tempo abbiano trasformato il fare politica, in un mestiere vero e proprio, con tanto di benefici e privilegi, di ingiustizie e inciuci. Chi sta in parlamento, è sempre più lontano dalla vita reale, da quella che vivono giorno dopo giorno le persone "comuni" (che brutta parola...).

Insomma, mai come ora gli italiani guardano con sdegno ai propri rappresentanti politici. E Vittorio Feltri, la scorsa settimana su Libero, ha rimpianto i forconi: "peccato che non si usino più". Caro Direttore, facciamo sempre in tempo a tirarli fuori: li abbiamo lì, conservati, pronti all'uso, eventualmente.

"Prodi è come la torre di Pisa, che pende, che pende, e mai cade giù", scriveva ancora Feltri sul suo giornale. "In certi momenti si ha la sensazione che i parlamentari siano stupidi" - continuava. "Anzi, meglio: presi ad uno ad uno sembrerebbero anche persone capaci; ma quando li metti insieme, non hai dubbi: sono fessi". Ecco l'antipolitica che vende e che piace a chi scrive, ma ancora di più a chi legge.

Imprecare contro il tempo ed il governo è qualcosa che l'uomo fa fin dalla notte dei tempi: ma ora è tutto ingigantito, enfatizzato, ora gli attacchi sono più duri e senza pietà. E i politici diventano imbecilli a cui tutti gli italiani vorrebbero tirare torte in faccia e uova marce.

E' vero, è un momento che assomiglia molto, per tante cose, alla stagione di Mani Pulite, quando un pool di magistrati incattiviti hanno fatto fuori i più grandi partiti dell'epoca, e quando managar e liberi professionisti hanno preferito togliersi la vita, piuttosto che essere sottoposti a una gogna mediatica.  Il più incallito, ai tempi di Tangentopoli, era Antonio Di Pietro, lo stesso Di Pietro che ora è ministro, con tutti gli annessi e i connessi.

E anche a noi pare che presi uno ad uno i nostri politici, siano persone capaci, preparate, soprattutto umane: ma quando sono in gruppo, o quando devono presentarsi a eventi pubblici e ufficiali, molti di loro - non tutti - si incartapecoriscono, diventano di plastica, e cominciano a parlare in politichese. Fanno gruppo, farfugliano fra di loro, parlano male di questo e di quello, si scambiano contatti, numeri di telefono e favori. E affanculo l'Italia, affanculo gli italiani.  

I forconi, amici, i forconi...


Ricky Filosa - Italia chiama Italia

ricky@italiachiamaitalia.com


















































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