Cesare Sassi, ex candidato del Popolo della Libertà nel Nord e Centro America
"Berlusconi prima di tutto deve interessarsi al governo, poi ad altre questioni urgentissime, come i rifiuti di Napoli ed altre cose. Poi sono convinto che affronterà seriamente anche il problema dell’estero"
Cesare Sassi, già presidente del Comites di Miami – ora è un “semplice” consigliere – ed ex candidato alla Camera nel Nord e Centro America per il Popolo della Libertà, è stato intervistato ieri dal direttore di Italia chiama Italia, Ricky Filosa.
La video-intervista si è svolta nella sede nazionale di Forza Italia, in via dell’Umiltà a Roma.
“Sicuramente sono molto soddisfatto perchè il nostro partito ha vinto. Avremo la possibiltà di governare per 5 anni, e continueremo a dimostrare al mondo cosa siamo capaci di fare. Personalmente non ho vinto: sono dispiaciuto, ma cedo il passo a chi ha avuto maggior numero di consensi rispetto a me”. E’ questo il commento di Cesare Sassi sul risultato elettorale delle ultime politiche.
Sassi continuerà comunque ad essere presente: “Continuerò ad essere presente, certamente. Mi sono candidato perché credo nel presidente Berlusconi e soprattutto credo ci sia molto da fare per gli italiani all’estero”. Fra le cose principali a cui pensare, secondo l’azzurro, la riforma di Comites e Cgie: “Cgie e Comites, così come sono, non funzionano”.
E quando gli chiediamo come mai, secondo lui, questo governo non ha ancora parlato di italiani nel mondo, Cesare Sassi risponde così: “Berlusconi prima di tutto deve interessarsi al governo, poi ad altre questioni urgentissime, come i rifiuti di Napoli ed altre cose. Poi sono convinto che affronterà seriamente anche il problema dell’estero, e mi auguro che venga incaricata di questo la senatrice Contini, che gode di tutta la mia stima e di quella dei miei colleghi oltre confine”.
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