Ne avevamo già parlato nella sezione dedicata alla Germania del nostro portale. La locomotiva d’Europa ha rallentato in questi ultimi mesi, e questo ha a che vedere con l’economia di tutto il continente.
A luglio i prezzi alla produzione, in Germania, sono esplosi, gonfiati dai continui rincari nel settore dell'energia: l'incremento su base annua è stato pari all'8,9%, massimo da 27 anni. Una situazione davvero preoccupante. Il dato supera addirittura le previsioni degli analisti, che si attendevano un valore prossimo al 7,5%.
Il costo dell'energia è salito del 5,1% durante il mese, per un aumento del 24,5% su base annuale: gas naturale e prodotti da petrolio minerale registrano aumenti superiori al 27%, mentre l'elettricità cresce al 22,6%. Escluso il settore energetico, l'indice dei prezzi alla produzione è aumentato del 3,6% a luglio, dopo una crescita del 3% registrata a giugno. L'indice dei prezzi al consumo ha invece segnato un incremento del 3,3% a luglio, massimo livello negli ultimi 15 anni, aggravando i timori di un'imminente recessione nella prima economia europea. La Bundesbank sostiene però che l'inflazione tedesca rallenterà nei prossimi mesi, grazie al probabile calo dei prezzi del petrolio, dei carburanti e dei prodotti alimentari, pur restando sopra il target europeo del 2%. Se lo augurano i tedeschi e le tante comunità italiane residenti in Germania.
Segna un record al ribasso anche il livello di fiducia degli investitori tedeschi: secondo lo Zew Center for European Economic Research entro la fine di agosto l'indice scenderà a 62 punti dai 63,9 di luglio. E anche in questo caso si tratta del dato più basso dal 1991.
Intanto, però, un piccolo segnale positivo c’è stato: il prezzo del diesel alla pompa in Germania e' calato sotto 1,40 euro al litro a fronte della diminuzione del prezzo del petrolio sui mercati internazionali. Cosi' l'Adac, il club degli
automobilisti tedeschi, sulla base dei prezzi rilevati alle pompe di benzina in 20 citta' tedesche.
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