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Home / Germania / Italiani all’estero, Caruso (Comites Stoccarda) a ItaliachiamaItalia: "Da Motta e altri membri comportamenti sconcertanti" - di Barbara Laurenzi
Tue, 02 Feb 2010 11:20:00

Italiani all’estero, Caruso (Comites Stoccarda) a ItaliachiamaItalia: "Da Motta e altri membri comportamenti sconcertanti" - di Barbara Laurenzi




Secondo Mario Caruso, consigliere del Com.it.es Stoccarda, da parte di alcuni membri ci sarebbe la volontà “che il Com.it.es venga commissariato, per poter continuare ciò che hanno fatto finora su enti scolastici e sui vari enti in tutta la circoscrizione. La nostra azione di attenta presenza li disturba e crea grossi fastidi”. Caruso denuncia l’improvviso voltafaccia di alcuni consiglieri per impedire la rielezione del presidente. E risponde senza mezzi termini alle Acli, che avevano attaccato il Comitato definendolo “un luogo di assoluto degrado”.

di Barbara Laurenzi




Roma - “Sono rimasto profondamente deluso e sconcertato dal comportamento di alcuni membri e, in particolare, del consigliere Motta durante l’assemblea ordinaria del Com.it.es di Stoccarda del 24 gennaio, in cui il primo punto all’ordine del giorno era l’elezione del nuovo presidente”. Esordisce con queste parole Mario Caruso, consigliere del Comites di Stoccarda, Germania, sfogandosi a colloquio con ItaliachiamaItalia.com sulla mancata elezione di Virga. “Da parte di alcuni membri – secondo Caruso – c’è la volontà che il Com.it.es venga commissariato, per poter continuare ciò che hanno fatto finora su enti scolastici e sui vari enti in tutta la circoscrizione. La nostra azione di attenta presenza li disturba e crea grossi fastidi”.

Che cosa ha causato il suo sconcerto?

Nel suo intervento, il consigliere Motta ha cercato in modo molto confuso di giustificare quanto da lui deciso o da qualcun altro impostogli: di far mancare il numero legale, tirando in causa dei fatti che nulla avevano a che fare con la prospettata elezione a presidente del membro Virga.

Ci spieghi meglio: di che cosa stiamo parlando? Quali sono stati gli antefatti che hanno portato a questo tipo di comportamento da parte di Motta?

Il 19 gennaio, in un incontro a Stoccarda da lui stesso voluto e in presenza dello stesso Virga, Motta dichiarava che avrebbe lasciato liberi i membri della sua lista di decidere secondo coscienza, ma che personalmente era orientato a dare parere favorevole alla sua elezione, prendendo posizioni dure e critiche nei confronti della lista delle Acli. Invece il 23, durante un colloquio telefonico, mi informava di aver avuto addirittura forti pressioni da Roma (cosa che ritengo improbabile) e per questo si sarebbe astenuto.

Quanto accaduto poi il giorno dell’assemblea  è un comportamento che si commenta da solo! Inoltre, il consigliere Motta ha permesso che un membro della sua lista, la signora Pantano-Gasser, proponesse come presidente il membro Pasquale Vittorio, coordinatore della lista ‘Italia dei valori’ che già aveva ricoperto questa carica ed era stato sfiduciato nell’ottobre del 2008. E proprio il signor Motta, assieme alla collega Pantano, erano stati i primi firmatari.

Quindi lei ci sta parlando di un voltafaccia causato da convenienze politiche. É sicuro di quello che racconta?

In qualsiasi occasione capitata nei mesi scorsi e nei giorni precedenti all’assemblea, il consigliere Motta aveva sempre ribadito che avrebbe votato qualsiasi membro, basta che non si trattasse del vecchio presidente Vittorio (ed evito di riportare gli appellativi con cui lo aveva definito). Una bella coerenza nei confronti di se stesso e delle persone che dice di rappresentare.

Con quali motivazioni è stato espresso l’appoggio a Vittorio piuttosto che a Virga?

Si è permesso di dire pubblicamente in assemblea che non votava Virga perché lo riteneva un “segretario dipendente”; cosa che già avrebbe potuto dire durante l’incontro del 19.  Ma soprattutto quello che io mi chiedo è se il consigliere Motta non si sia mai posto la domanda di chi lui effettivamente sia  “dipendente”;  forse sarebbe tempo che lo faccia. 

Al di là del ‘bisticcio politico’ che ci ha raccontato, l’episodio porta alla luce una realtà più rilevante? 

Quanto emerso da questa assemblea é qualcosa che la parte sana dei membri di questo Com.it.es, a prescindere dalla loro area politica, cercava di portare alla luce da tempo. Sono cinque anni che, indipendentemente dal presidente in carica, alcuni membri cercano nel modo più accanito e distruttivo solo di contestare tutto e tutti, bloccando qualsiasi tipo di iniziativa che il Com.it.es intende intraprendere. Francamente, essendo al primo mandato e quindi estraneo a certe logiche e lobby che vivono e vegetano a Stoccarda, non ne riuscivo a capire la vera motivazione. Ma grazie alla scorsa assemblea le domande che mi ponevo, credo abbiano avuto risposta.

Si riferisce all’attacco delle Acli nei confronti del Com.it.es Stoccarda?

Rifacendomi a quanto scritto dalle ACLI Baden-Württemberg in un comunicato stampa del 18 dicembre riguardo il Com.it.es di cui faccio parte, devo con indignazione rimandare al mittente tutte le accuse sollevate. Proprio una parte di membri eletti nella loro lista sono, infatti, i principali responsabili di aver cercato e cercare tuttora in continuazione di bloccare questo Comitato in tutto e per tutto, purtroppo con una totale condivisione da parte del  consigliere Motta. Per cui, prima di definire questo Comites “un luogo di assoluto degrado e non di rappresentanza”, sarebbe opportuno che si assumessero le proprie responsabilità e cercassero, per quanto questo Comitato resterà ancora in vita, di essere presenti con propositi costruttivi per il bene della comunità da noi rappresentata nella circoscrizione di Stoccarda.

Nel Com.it.es non c’è stato, fino ad oggi, un atteggiamento costruttivo?

Lo stesso atteggiamento avuto nei confronti del presidente Vittorio è stato sistematicamente perpetrato anche nei confronti della presidente uscente, la dottoressa Werner, bloccando i lavori e invitandola in ogni occasione a dimettersi. Poi, il 24 gennaio, come per magia con una mossa camaleontica, quelli che per anni si sono sempre scontrati si sono ritrovati tutti compatti per la gioia dei soliti manovratori.    


Barbara Laurenzi  - Italia chiama Italia


















































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