Il Coordinamento Esteri della Confsal Unsa ha appreso da poche righe di un comunicato stampa tutta la grossolanità ed il pressappochismo con cui la nostra Amministrazione ha “curato” la ristrutturazione della rete consolare italiana in Germania.
Risale alle 17.53 del 13 maggio questa dichiarazione del Sottosegretario Scotti: “i contatti con le autorità tedesche in merito all’istituzione di eventuali strutture consolari più leggere in loco, hanno fatto emergere una loro preclusione rispetto a soluzioni diverse dal mantenimento di un vice consolato, quale livello minimo di presenza consolare”.
Considerato che NULLA, ripetiamo NULLA, è trapelato al riguardo - fino ad oggi - dai vertici del Ministero degli Affari Esteri, desumiamo che si tratti del “Nein” tedesco agli sportelli ed alle agenzie consolari già previsti per Saarbrücken, Norimberga ed Amburgo.
Un rifiuto scontato, se non addirittura provocato, visti i precedenti rifiuti di dialogo da parte italiana degli ultimi mesi.
Risalgono, infatti, a poche settimane or sono le dichiarazioni “poco diplomatiche” del Senatore Alfredo Mantica sul valore politico dei Länder tedeschi.
Ancora riecheggia l’umiliazione riservata al Presidente del Senato amburghese, nonché alla sua delegazione , in giro per i corridoi della Farnesina alla ricerca di un interlocutore che ascoltasse le mille buone ragioni per lasciare in vita un Consolato prestigioso come quello della città anseatica.
A nulla sono valse le offerte del Governatore del Saarland di ospitare una struttura consolare nei locali della cancelleria di stato della capitale Saarbrücken.
Stesso discorso per le sedi di Norimberga e Mannheim, per le quali i rispettivi borgomastri avevano offerto locazioni gratuitamente.
In questo contesto, impressionante il silenzio del Ministro degli Affari esteri, On. Frattini, che nulla ha fatto per arginare lo scatafascio diplomatico in atto da mesi in Germania.
La CONFSAL UNSA ESTERI , nell’evidenziare il silenzio intenzionalmente osservato dall’Amministrazione in merito alle posizioni tedesche conosciute già da tempo , chiede con forza che il MAE sospenda da subito questa politica dei fatti compiuti e, in totale assenza di concertazione con le parti sociali, ribadisce il proprio NO a questo “colpo di spugna”, che spazza via, grazie alla delibera del Cda del MAE del 14 maggio 2010, i legittimi interessi della collettività italiana in Germania e dei lavoratori della Farnesina.
La CONFSAL UNSA ESTERI chiede che il “no” tedesco agli sportelli e alle agenzie consolari venga innanzitutto verificato e spiegato a tutte le parti coinvolte, al fine di individuare soluzioni condivise. E' infatti incomprensibile come le strutture consolari in parola, asseritamente non ammesse dalla Germania sul proprio territorio, abbiano potuto costituire nel passato una valida alternativa alla chiusura definitiva di rappresentanze italiane in Paesi come il Canada, la Francia e il Regno Unito.
La CONFSAL UNSA ESTERI si renderà portavoce nei confronti del Ministro degli Esteri tedesco, dr. Guido Westerwelle, delle istanze di revisione della posizione della Germania sulla costituzione di Agenzie, ovvero Sportelli consolari italiani, alla luce degli interessi della nostra emigrazione, nonchè dei lavoratori del MAE.
In assenza di assicurazioni da parte dei vertici del MAE, la CONFSAL UNSA ESTERI dichiarerà lo stato di agitazione del personale.
Italia chiam Italia
