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Mon, 24 May 2010 14:14:00

Italiani all'estero, Ctim Germania: Finiamola con lo scarica barile




'Ci auguriamo che il paese che ci ospita da decenni riveda la propria posizione e non si faccia usare come alibi'

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Italiani all'estero: altre notizie

IL CITIM Germania ha preso atto con soddisfazione delle comunicazioni stampa relative all’interrogazione parlamentare presentata degli eletti all’estero del Pdl, Di Biagio, Picchi, Berardi e Angeli, insieme al collega Pagano, riportate dai media in data 20.05.2010. Un grazie a tutti loro". E' quanto si legge in un comunicato stampa.

"Le motivazioni e le richieste avanzate da codesti rappresentanti della collettività italiana all’estero evidenziano, infatti, una profonda conoscenza delle problematiche della comunità italiana in Germania e, in particolare, di quella legata alla razionalizzazione della rete diplomatica e consolare italiana.  Le ipotesi avanzate non sono delle vuote frasi di convenienza, bensì i risultati di un esame acuto e profondo della situazione attuale.

Una situazione che, fino a pochi giorni fa, sarebbe sembrata impossibile a noi italiani in Germania e che, non facciamo fatica a riconoscerlo, ci sembra paradossale e “di stampo medioevale”. Uno stato fondatore dell’UE (Italia) riconosce ai suoi cittadini in Franconia e nel Saarland il diritto all’assistenza ed ai servizi consolari, anche se in forma in gran parte innovativa. Lo stato estero (Repubblica Federale Tedesca) fa riferimento al Trattato di Vienna del 1961 sulle relazioni diplomatiche e nega il suo assenso all’istituzione di queste strutture e, di conseguenza, l’assistenza consolare in loco a 30.000 italiani. Veramente un ottimo esempio di rapporti d’amicizia fra due stati………. Congratulazioni ai funzionari del Ministero degli Affari Esteri tedesco ed italiano.
 
Ci chiediamo come mai la Repubblica Federale non riesca a capire la  posizione italiana, se si considera la tabula rasa per motivi di bilancio  delle istituzioni tedesche all’estero (vedi p.es. i Goethe Institute in  Italia). Ci chiediamo anche se i funzionari del Ministero degli Affari  Esteri  tedesco e italiano abbiano capito la situazione drammatica che si creerebbe per i  cittadini italiani in Franconia, a seguito della chiusura del Consolato di Norimberga senza l’istituzione di strutture alternative.

Comprendiamo infine la probabile irritazione di Berlino sull'atteggiamento del ns. Governo e non vogliamo prolungarci sui tristi fatti avvenuti nei confronti del Governo del Saarland e del Senato di Amburgo che, certamente, hanno costituito per loro una certa provocazione. Una provocazione che non si può consumare sulla pelle delle ns. comunità di Norimberga, Saabrücken ed Amburgo.  Non ci sorprende che questo sia il classico "scarica barile" delle responsabilità, da parte  del Governo Italiano per rimangiarsi le promesse fatte (sportello consolare/agenzia). Ci preoccupa soprattutto, in questa triste faccenda, all'infuori dei discutibili comportamenti, l'assenza di una presenza politica da parte del ns. Min. degli Affari Esteri Onorevole Franco Frattini. Si tira dritto, senza guardare nessuno in faccia, per portare a termine un progetto annunciato già sotto il Governo Prodi. Un progetto, contestato da tanti parlamentari della stessa maggioranza e che lascerà una frattura profonda e tanta rabbia tra i connazionali della Franconia che, politicamente, un giorno presenteranno il conto alla politica, almeno fin quando ci sarà il voto all'estero.  Ma se si ha la sensazione che la politica sia assente o distratta, ci chiediamo chi porta avanti questo progetto in modo irremovibile avanti da un Governo all'altro ?

Da ultimo ci auguriamo che il paese che ci ospita da decenni riveda la propria posizione e non si faccia usare come alibi, per negare alle ns. collettività dei servizi consolari, costringendo i connazionali a lunghi e costosi viaggi per usufruire dei loro diritti.  Speriamo di cuore che la Germania non ci faccia sentire “stranieri” in un paese che abbiamo, fino ad oggi, considerato  la nostra seconda patria".

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