Elena Ley è una ragazza piena di grinta e con una voce da brivido, che canta per gli italiani in Germania. Il suo rock fa fremere anche i tedeschi. Milanese e “emigrante”, se vogliamo definirla così, un’emigrazione diversa, per scelta, ma con un cuore grande per i “suoi” italiani. Nella sua voce e nei suoi messaggi trasmette tanta Italia.
Italia chiama Italia l'ha incontrata nel suo primo Fan Club in un paese vicino a Colonia, e ha avuto con lei un interessante colloquio.
Nel 2000 sei venuta in Germania, come mai questa scelta?
Conoscevo la Germania già da prima per i miei studi del tedesco. Perché…beh, conoscevo dei musicisti con cui facevo musica, e mi sono trovata bene.
Come ti senti a vivere qui in Germania, da italiana di Milano in questo paese?
Io non mi sento come dicono qui i tedeschi “Ausländer” (straniera), mi sento italiana perché lo sono, ma cerco comunque di integrarmi sapendo che esistono differenze di lingua, temperamento. Resto me stessa, e comunque o mi si accetta per quello che sono oppure niente. Certo che partecipo attivamente alla vita tedesca, guardo la televisione tedesca, ho amici tedeschi, i ragazzi del mio gruppo sono tedeschi, ma non rinuncio certo alla mia vita e abitudini italiane. È molto interessante, una cultura insieme direi, in effetti viviamo anche così, il mondo è diventato un intreccio di culture; la mia amica per esempio è finlandese. Continuo a mantenere i contatti con la mia amica di Roma, che vive in Svizzera. Il mondo è vario, e io la vivo la varietà.
A vivere in questi due mondi come la senti la nostalgia di casa?
Sento la nostalgia moltissimo, se pensi che mia mamma abita a Milano, mio papà purtroppo non c’è più, anche se con mia mamma parliamo tutti i giorni al telefono. Riesco però ad alleggerire questa nostalgia frequentando un circolo italiano, che mi dà la possibilità di parlare con altri italiani, e anche se la nostalgia non scompare del tutto, ti senti comunque un po’ più vicino alla tua terra, alla tua città. Il telefono, i messaggi della mia mamma, prima di andare a letto la sera, mi fanno sentire più vicina. La nostalgia mi viene stranamente dopo cinque settimane che sono rientrata in Germania, quando vado però in Italia, a casa, è come fare un po’ benzina, mi ricarico.
Ma casa tua esattamente dove la senti?
Allora, io quando canto mi sento bene. Il mio appartamento l’ho arredato come piace a me, e mi sento naturalmente a casa, con le persone con cui divido la mia giornata mi sento a casa, io sono dell’idea che casa tua è quella in cui ti trovi bene con le persone con cui sei a tuo agio, anche una relazione felice ti fa sentire a casa, come quella che ho io.
Quindi la tua musica è come un’oasi dove a volte ti rifugi?
Io insegno musica e faccio del canto il mio pane quotidiano, quindi facendo musica anche a casa è come dire un divertimento. Come quando fai qualcos’altro per divertimento, un hobby e di questo riesci anche a vivere.
Da dove prendi l’ispirazione per scrivere le tue canzoni, soprattutto qui in Germania?
Tante volte la musica stessa mi suggerisce le parole e il testo, poi costruisco su un’idea, che sia autobiografica o no, a volte di notte mi sveglio e ho una melodia e scrivo. A volte mi ispiro a parti della mia giornata, adesso per esempio ho scritto una canzone sulla sera, non c’è però un motivo particolare, comunque ci vuole anche fantasia.
Come vedi tu la comunità italiana, giovane milanese, che da poco abiti qui? Come potresti definire questo mondo di vecchie e nuove generazioni di italiani che vivono qui?
Prima di tutto vorrei sottolineare il mio orgoglio da italiana, per tutti gli italiani che vivono qui, che hanno sempre lavorato duro, nella gastronomia, nelle fabbriche, ed è molto bello entrare in un ristorante italiano, e sentirsi in famiglia, ti abbracciano, ti regalano la pizza. Da una parte sono orgogliosa, dall’altra parte noto però il bisogno di sentirsi uniti, di tenersi stretti, è una consapevolezza di italianità e patriottismo, che in Italia non noti, e forse in Italia dovremmo a volte guardare ed osservare questa solidarietà per ricordarsi di sentirsi più italiani.
Secondo te cosa bisognerebbe cambiare o meglio in che modo si dovrebbe contribuire per sostenere le comunità italiane, per rimarginare un cordone ombelicale con la propria terra?
Secondo me, sarebbe bellissimo dar voce alle comunità creando una radio o un giornale, in cui loro possano liberamente parlare, raccontare e testimoniare la loro esistenza. Io non so se diventerò famosa come cantante, ma mi piacerebbe moltissimo dare testimonianza attraverso le mie canzoni e offrire una voce comune. Diventare insomma la Vostra cantante, tutti mi dicono di andare in Italia e fare qualcosa, ma io vivo qui, e nel mio sito per esempio ci sono le mie canzoni, che sono messaggi, con la traduzione. Ci sono molti tedeschi che studiano la nostra lingua, che amano l’Italia, che hanno un cuore per l’Italia. Io sono italiana, canto in italiano, e vorrei che vivessero l’Italia anche attraverso queste voci. Spero un giorno di diventare la vostra voce, la voce degli italiani qui, oltreconfine.
Insomma diciamo i brividi di un rock italiano che fa fremere la Germania e gli italiani che vivono qui in Germania?
Esattamente.
Il suo primo cd, BRIVIDI, è uscito da poco. Consigliamo di visitare il suo sito elenaley.com e farsi trasportare dalla sua musica e dalle sue parole.
Luciana Martena - Italia chiama Italia