Il portale dell' informazione di tutti gli italiani





la tua e-mail per ricevere le notizie  più importanti
Tuo Nome :
Tua E-mail :
 
Fa bene il governo a "tagliare", in un clima di difficoltà economica mondiale?
Sì, è l'unica cosa da fare in questo momento
No, con questi tagli si rischia di bloccare l'Italia
Non so, non ho ancora le idee chiare
Non mi interessa la politica, è solo un magna magna generale

Home / Regno Unito / Carlo d'Inghilterra al «Daily Telegraph»: si parli di sicurezza alimentare, non di produzione
Thu, 14 Aug 2008 07:00:00

Carlo d'Inghilterra al «Daily Telegraph»: si parli di sicurezza alimentare, non di produzione




«Ogm? Il più grande disastro di sempre». Il principe Carlo punta il dito contro le multinazionali: giocano con l'ambiente, danneggiano gli agricoltori




LONDRA - Il ricorso indiscriminato agli Ogm sarebbe «il più grande disastro ambientale di tutti i tempi». Ne è convinto il principe Carlo che in un'intervista al Daily Trelegraph ha rilanciato la propria personale battaglia contro gli organismi geneticamente modificati.

SICUREZZA ALIMENTARE - L'erede al trono britannico ha insistito sulla necessità di parlare di sicurezza alimentare, piuttosto che di produzione alimentare. E ha messo in guardia contro il rischio di scomparsa per milioni di piccoli coltivatori in tutto il mondo che con un'ulteriore espansione delle colture ogm, che vengono poi messi in circolazione a costi più bassi rispetto a quelli prodotti con metodi tradizionali, rischierebbero di vedersi tagliati fuori dal mercato.

«ESPERIMENTO CON LA NATURA»â€ƒ- Il principe Carlo punta il dito contro le multinazionali alimentari e le accusa di condurre «un gigante esperimento con la natura e con l'intera umanità, che è profondamente sbagliato». E questo non solo per questioni di sicurezza alimentare, ma anche per l'impatto ambientale che le coltivazioni ogm possono provocare. Carlo, nell''intervista, ricorda che il ricorso eccessivo alle moderne forme di produzione ha già creato danni alle forniture di acqua nel Punjab indiano e nell'Australia occidentale.

Italia chiama Italia


















































© 2006 Italia chiama Italia. Tutti i diritti sono riservati.