desidero rispondere alla sua risposta al Cav. Zaccarini con franchezza intellettuale e senza preannunciare una manfrina polemica.
Premesso che ho grande rispetto per l'Onorevole Romagnoli e ho avuto modo di apprezzare il lavoro che ha svolto fino adesso, condividendone la sua appartenenza politica, tuttavia confido che il Cav. Zaccarini non ha espresso, anche se l'esposizione è alquanto interpretativa, un attacco all'onorevole Romagnoli ma ha posto all'attenzione il fatto che al momento esiste una frammentazione di 'corpi-circoli' politici appartenenti alla stessa direzione partitica che non hanno piu` senso di esistere, dal momento in cui il Partito stesso, ovviamente il PDL, ha definito una linea programmatica chiara e unilaterale, affidando la responsabilità strategica all'Onorevole Di Biagio.
Confido che anche l'Onorevole Romagnoli sa benissimo che e` arrivato il momento di 'esportare' all'estero il progetto PDL e non altri surrogati che non sto qui a citare. Faccio peraltro osservare, e vorrei chiarire anche una posizione personale, che non credo il PDL potrà esprimere il proprio potenziale all'estero se ci si presenta con formazioni e denominazioni diverse da ciò che fino adesso ha dato fiducia e consenso in Italia.
Detto questo, personalmente ritengo che chiunque creda in questo progetto politico, a prescindere dai propri titoli, debba iniziare a lavorare territorialmente nelle proprie, parafrasando in Inglese, Constituencies e cercare di iniziare a tabulare dei programmi di impatto che coinvolgano le comunità di Italiani nei propri paesi di residenza. Purtroppo chi crede nel progetto estero del PDL deve iniziare o ri-iniziare a partire dalle proprie radici e cercare di confrontarsi localmemte per ottenere i consensi (tesseramenti) dovuti nei priopri territori di appartenenza.
Sicuramente il Cav. Zaccarini non voleva mettere zizzania all'interno del partito nè tanto meno mi aspetto che le 'ASSOCIAZIONI' siano confinate a questo o a quell'altro partito, però è pur vero che si sta costituendo il corpo del PDL in Gran Bretagna e all'estero in generale e quindi nè il Cav. Zaccarini, ne` altri responsabili del Partito e, in piena sincerità, neanch'io riteniamo che sia il caso di proporre altri surrogati del PDL.
Ringraziandola in anticipo di aver aperto questa linea di dialogo, colgo l'occasione per inviarLe i miei piu cari e cordiali saluti.
Arch. Luigi Billè, President AGSIKC
Il commento del direttore
Caro Billè, le polemiche a me non piacciono. Ma credo che in realtà qui nemmeno di polemica si tratti, ma di un semplice equivoco.
Sul Italiachiamaitalia.com lo abbiamo spiegato più volte, lo stesso On. Romagnoli lo ha chiarito spesso: PdL e MdL sono due cose diverse. Non esitono "surrogati". Il Popolo della Libertà all'estero continuerà il suo cammino - si spera! - e lo stesso farà il Movimento della Libertà fondato da Romagnoli, che punta a crescere sempre di più, nel Regno Unito, in Europa e nel mondo.
Il MdL è un'associazione, così come ce ne sono tante altre. Chiunque, se lo ritiene, può fondare un'associazione e partecipare.
Detto questo, l'associazione di Romagnoli non nasce ieri, e anzi ha un discreto percorso dietro le spalle.
Torno a dire: MdL e PdL dovrebbero collaborare. E' lo stesso che ho risposto a Zaccarini.
Perchè se ci mettiamo a dire che il PdL all'estero è l'unica strada, allora che succede con il Ctim di Mirko Tremaglia? Non per niente lo stesso Aldo Di Biagio ha più volte sottolineato quanto nel mondo sia importante l'associazionismo italiano...
Siccome poi Di Biagio ha deciso di non fare nomine all'estero, ognuno si gestisce un po' come vuole. E anche per quanto riguarda il Regno Unito, così come per il resto del mondo, non esistono ancora responsabili PdL "ufficiali" a livello locale...
Il MdL dell'On. Massimo Romagnoli va nell'interesse dei connazionali, fino a prova contraria. Non capisco perchè ognuno non può essere libero di lavorare come meglio crede.
Sinceramente queste per me sono discussioni sterili, e mi auguro di non dover tornare sull'argomento.
Ognuno metta a disposizione quello che ha. Se in certi casi si può collaborare, meglio; altrimenti, ognuno per la sua strada. Non vedo incongruenze nè nulla di strano.
Italia chiama Italia
