LONDRA - Mai il Labour era caduto così in basso: il candidato della sinistra è arrivato addirittura quinto alla elezione suppletiva di un paio di giorni fa, nella circoscrizione di Henley dove era in palio lo scranno da deputato lasciato libero dal neo-sindaco di Londra Boris Johnson. La notizia della sconfitta-choc è piombata su laburista Gordon Brown in un giorno teoricamente di festa: giusto un anno fa prendeva le redini del governo di Sua Maestà al posto di Tony Blair.
Per il partito della sinistra britannica - da undici ininterrotti anni al potere - Henley è stata una vera e propria Caporetto e non si vede proprio come possa ritornare in auge prima delle elezioni politiche in programma entro il maggio 2010: in quella circoscrizione vicino a Oxford i conservatori di David Cameron hanno trionfato alla grande come era scontato trattandosi di un feudo della destra ma nessuno si aspettava che il laburista Richard McKenzie andasse così disastrosamente male e fosse battuto non solo dal candidato liberal-democratico ma anche da quelli schierati dai verdi e dal Bnp (un partitino fascistoide). McKenzie ha preso appena il 3,07% dei suffragi e non ha raggiunto quindi nemmeno la soglia minima (5%) per riavere indietro la cauzione di 500 sterline depositata assieme ai documenti per la candidatura. Un'umiliazione davvero cocente.
E i politologi sono concordi sul fatto che le sfortune del candidato laburista sono in gran parte riconducibili all'impopolarità del primo ministro e del governo. A differenza di Blair, Brown non è molto bravo nella comunicazione con il pubblico, proietta l'immagine di un uomo indeciso, si è inimicato lo zoccolo duro del partito laburista tassando di più i meno abbienti e aumentando da 28 a 42 giorni la detenzione preventiva senza formalizzazione di accusa in caso di inchiesta di terrorismo. Non lo ama nemmeno il mondo del business, che invece stravedeva per Blair.
Come se non bastasse, un sondaggio del quotidiano Daily Telegraph ha segnalato qualche giorno fa che due terzi dei britannici non nutrono alcuna fiducia nell'impopolare Brown. Alla domanda «Chi vincerà le prossime elezioni?», il 67% degli intervistati ha risposto che saranno i conservatori. Soltanto il 16%% crede ancora possibile una rimonta della sinistra.
I laburisti si difendono sostenendo che non pagano per loro colpe ma piuttosto per problemi difficilmente gestibili a livello nazionale come la dirompente crisi finanziaria, il caro-petrolio, il forte aumento delle derrate alimentari. Su questo tasto insiste in pubblico anche Blair, che in cuor suo si sente probabilmente vendicato dalla brutta fine di Brown a cui non perdona di essergli stato spesso e volentieri di ostacolo.