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Home / Argentina / Scandalo passaporti in Agentina: di nuovo i falsari – di Edda Cinarelli
Wed, 16 Jul 2008 07:35:00

Scandalo passaporti in Agentina: di nuovo i falsari – di Edda Cinarelli




Tra le persone con cittadinanza falsa ci sono dei giocatori di calcio, ma non solo

da Buenos Aires, Edda Cinarelli, responsabile Italia chiama Italia Argentina



Già nel 1999 si diceva che il calciatore Juan Sebastián Veron non avesse ricevuto la cittadinanza per la dritta via, ma che il suo rappresentante di allora, Gustavo Mascardi si fosse rivolto ad una misteriosa - almeno per me - traduttrice e gestrice, una certa Tedaldi, che gli aveva inventato un antenato falso da parte paterna e Verón avesse così potuto ottenere la cittadinanza italiana ed essere venduto dal Parma alla Lazio.

Si dice anche che la Tedaldi sia stata condannata, che non abbia scontato la pena e che abbia iniziato di nuovo a lavorare da traduttrice. Fino a qui tutto bene. Intanto sono passati gli anni e la storia si ripete.

Tutti eravamo al corrente dell’esistenza dei gestori. Quando il Consolato Generale era in via M. T. de Alvear, era quasi impossibile scansare i loro impiegati, che offrivano bigliettini con gli indirizzi dei loro uffici e nel fondo tutti dubitavamo del loro operare.

Ma sembrava che le cose andassero bene, che aiutassero solo le persone a raccogliere i documenti necessari per inoltrare una domanda di cittadinanza.

L’anno scorso sembra però che il nostro console generale, Giancarlo Curcio, si sia accorto che alcuni documenti presentati da aspiranti cittadini italiani fossero falsi. Addirittura pare sia venuto al corrente di cittadinanze fasulle ed abbia constatato che su alcuni documenti qualcuno avesse falsificato la sua firma. Che brutta sorpresa, mi immagino la sua rabbia.

I falsari non avevano tenuto in considerazione la sua personalità: se pensavano di farla franca, si erano proprio sbagliati. Se c’è una persona efficiente e combattiva è proprio il nostro console generale, che infatti ha immediatamente denunciato l’accaduto. Era il novembre 2007.

Venerdì 11 luglio 2008 il giudice Norberto Oyarbide ha ordinato la perquisizione di 120 uffici, tra cui le sedi di varie squadre di calcio, con un saldo di 40 arrestati, fra cui 36 donne. Sembrerebbe così che ci sia una relazione tra tipologia del delitto, genere e tecnologia, perché senza la tecnologia questo delitto non si sarebbe potuto compiere. Un episodio che fa storia, d’ora in avanti la  giurisprudenza dovrà tenere in considerazione questi casi per la risoluzione delle sentenze.

All’operazione hanno preso parte 500 gendarmi. Intanto si è scoperto che la Tedaldi aveva aperto un ufficio in via Riconquista 574, accanto al Consolato Generale che è al 572. Chissà perché tanta vicinanza? Forse perché i suoi clienti potevano passare velocemente dal suo ufficio al Consolato Generale, o per dare alla sua attività una parvenza di legalità?

Tra le persone con cittadinanza falsa ci sono dei giocatori di calcio, ma non solo. Molti cittadini ci sono cascati in buona fede, altri sapevano quello che facevano. Le conseguenze saranno pesanti per le persone coinvolte ma ancora non si ha un’esatta idea della dimensione del reato.

Non si sa per esempio se le persone arrestate sono veramente colpevoli, se ci sono ancora dei falsificatori in libertà e che pena dovranno scontare i criminali, dopo che saranno giudicati con un regolare processo.


Edda Cinarelli* – Italia chiama Italia

*Responsabile Italia chiama Italia Argentina


















































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