Il portale dell' informazione di tutti gli italiani





la tua e-mail per ricevere le notizie  più importanti
Tuo Nome :
Tua E-mail :
 
Fa bene il governo a "tagliare", in un clima di difficoltà economica mondiale?
Sì, è l'unica cosa da fare in questo momento
No, con questi tagli si rischia di bloccare l'Italia
Non so, non ho ancora le idee chiare
Non mi interessa la politica, è solo un magna magna generale

Home / Argentina / Scandalo passaporti Argentina. Non solo la Tedaldi – di Edda Cinarelli
Fri, 18 Jul 2008 07:50:00

Scandalo passaporti Argentina. Non solo la Tedaldi – di Edda Cinarelli




“I documenti falsificati sono stati la notizia che ha scosso l’opinione pubblica, un ciclone che, dato lo sconquasso, ha provocato la necessità di trovare un colpevole. Ed eccolo lì a portata di mano: la traduttrice”

da Buenos Aires, Edda Cinarelli, responsabile Italia chiama Italia Argentina



Nei giorni scorsi il cognome di questa traduttrice è stato molto ripetuto nei giornali ed alla televisione perché si è  collegato ad un’agenzia: Ciudadanía Express, che si occupava di traduzioni ed altre pratiche. Si accusa questa professionista di essere a capo di un’organizzazione illecita dedita alla falsificazione di documenti, compresi quelli per il riconoscimento delle cittadinanze.

Premesso che in un paese civile una persona è innocente fino a quando, dopo un regolare processo, viene riconosciuta colpevole, con delusione constato che i media hanno violato questo principio fondamentale ed hanno fatto a pezzi l’immagine pubblica della signora o signorina. Si sono buttati come cani famelici sulla preda con il risultato che la traduttrice è già stata condannata dall’opinione pubblica ed  è già  considerata colpevole, come se fosse l’unica, la sola responsabile dei mali degli italiani in Argentina.

C’è poi il fatto che, sempre secondo i media, si siano falsificati passaporti. Penso e ripenso a tutto quello che ho sentito dire sul caso dei documenti falsi di cui ha parlato il console generale Curcio e per i quali ha sporto denuncia. Da uomo accorto com’è ha solo detto di essersi reso conto che erano stati inoltrati al Consolato Generale dei documenti falsi e che su alcuni aveva constatato che avevano addirittura falsificato la sua firma. Non mi risulta che si sia mai riferito ai passaporti.

Punto e basta, il console generale ha misurato le parole, non è tipo da illazioni, supposizioni.

Pensando che forse lo abbia fatto Oyarbide, ripenso alle sue interviste. Lui nonostante l’atteggiamento da persona seria, un po’ scostante, con l’aria di “per favore non disturbatemi!”, ha dato più dettagli sulle perquisizioni, sul numero degli arrestati, ma non è andato oltre e non ha parlato di passaporti. Più avvezzo alle telecamere ed in posa da star, come molti giudici, ha fatto delle insinuazioni, dei vaghi apprezzamenti: “Ci sono molti indagati, quando finirà l’indagine vedrete che ci sono implicate persone note”. Per quanto mi sforzi di ricordare mi pare che non abbia mai accennato ai passaporti. Non so se si volesse o no che il caso si trasformasse in una valanga giornalistica, ma così è stato. Per giorni  soprattutto durante lo scorso fine settimana non s’è parlato d’altro. I documenti falsificati sono stati la notizia che ha scosso l’opinione pubblica, un ciclone che, dato lo sconquasso, ha provocato la necessità di trovare un colpevole. Ed eccolo lì a portata di mano: la traduttrice.  Dopotutto aveva già avuto una condanna per una ragione simile. Debole senza amici potenti, è la vittima sacrificale ideale.

Con questo non voglio dire che sia innocente, ma semplicemente che bisogna dimostrare il contrario prima di sentenziarla. Inoltre vorrei tanto sentire i nomi di queste persone note per non pensare che a pagare poi sono solo i poveri cristi, mentre ci sono persone importanti, con incarichi di prestigio, che delinquono impunemente e non si possono incastrare perché sono ben sistemate politicamente.

Ho visto sulla copertina di un giornale la foto di un carabiniere con un passaporto, presumibilmente falso.

Se così fosse, dovrebbe essere uno dei vecchi passaporti, perché quelli nuovi non si possono copiare. Sono elettronici, hanno un chip, solo Siemens sa come riprodurre la tecnologia con la quale si stampano. La stessa tecnologia che usano gli Stati Uniti per evitare che entrino nel loro territorio nazionale dei terroristi islamici e francamente ammettere che questi passaporti possano essere contraffatti sarebbe riconoscere che tanta tecnologia di punta non serve a niente.

Edda Cinarelli* – Italia chiama Italia

*responsabile Italia chiama Italia Argentina


















































© 2006 Italia chiama Italia. Tutti i diritti sono riservati.